30 Mag [12:06]

24 Ore del Nurburgring
La pioggia aiuta l’Audi del team Land

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Marco Minghetti

Come sempre più spesso succede, e l’edizione della 24 Ore di Le Mans 2016 è lì a ricordarlo, le gare Endurance tengono il fiato sospeso dei partecipanti e degli spettatori sono allo sventolare della bandier a scacchi. E a questa regola non si è sottratta la 24 Ore del Nurburgring, disputata sul mitico tracciato della Nordschleife lo scorso weekend.

A tenere tutti con il fiato sospeso è stato il finale di gara dell’Audi R8 LMS del team Land che, in testa praticamente dall’inizio, a 90 minuti dalla fine ha accusato improvvisamente un problema ad un sensore. Inconveniente che ha costretto la vettura ad un rientro imprevisto negli stand. Una sosta che pareva aver messo fine ad ogni sogno di vittoria ma, altrettanto inaspettata e decisiva ecco che a solo 30 minuti dallo scoccare della 24 ora è cominciata a scendere la pioggia su una porzione del tracciato.

E così, a giocare un ruolo fondamentale è stat la corretta scelta degli pneumatici da parte dei tecnici dell’Audi n.29 che, con Kelvin van der Linde alla guida, hanno optato per gomme “wet”, al contrario di quanto scelto dalle altre vetture in lotta per il successo che hanno continuato con le slick. E così il pilota sudafricano ha potuto involarsi verso lo storico successo (quarto per Audi negli ultimi cinque anni…), per la gioia dei suoi compagni d’equipaggio Christopher Mies, Connor De Phillippi e Markus Winkelhock.

Il secondo posto, a 29” dai vincitori, alla fine è stato appannaggio della BMW M6 GT3 del team Rowe portata in gara da Richard Westbrook, Alexander Sims, Markus Palttala e Nick Catsburg, fresco vincitore dalla Main Race del WTCC del giorno precedente. L’Audi R8 del team WRT (con Müller-Rast-Fassler-Frijns) è invece finita sul gradino più basso del podio a 50” dai leader.

Niente da fare per la SCG003C n. 704 del team Glickenhaus, uscita di strada nella mattinata della domenica, anche se la pole position ottenuta con Jeff Westphal rimarrà per sempre negli annali. Un sorriso è arrivato però dalla vettura “gemella” che con Laser-Mailleux-Mutsch-Piccini si è imposta nella classe SP-X.

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