GT Internazionale

IGTC – 12 Ore di Bathurst
Vittoria al cardiopalma per Mercedes

Michele Montesano Con il trionfo nella 12 Ore di Bathurst Jules Gounon, Luca Stolz e Kenny Habul hanno aperto la stagione 2...

Leggi »
formula 1

Verstappen, il simulatore nel motorhome
“Lo userò dopo le sessioni in pista”

Helmut Marko l’aveva sparata grossa negli scorsi giorni, affermando che Max Verstappen avrebbe fatto installare un simulatore...

Leggi »
indycar

Alla scoperta di Thermal Club
La città morta e il Coachella Festival

Marco Cortesi‍La scelta del circuito di Thermal Club, in California, per i test collettivi dell'IndyCar ha destato molta ...

Leggi »
World Endurance

ByKolles perde la causa contro
Sanderson, a rischio il marchio Vanwall

Michele Montesano Per la Vanwall la presenza nel FIA WEC si sta rivelando sempre più una corsa a ostacoli. La ByKolles, str...

Leggi »
formula 1

La Red Bull mostra a
New York la livrea della RB19

La presentazione della nuova Red Bull? No, la RB19 non c'era e la vedremo forse in un filming day a Silverstone o diretta...

Leggi »
formula 1

La Ford ritorna nel Mondiale F1
Sarà il motorista della Red Bull

Pochi istanti prima della presentazione della Red Bull 2023, è arrivato l'annuncio ufficiale del ritorno in Formula 1 del...

Leggi »
PrevPage 1 of 9Next
2 Feb [11:54]

Buhler è il primo nome
per la nuova F1 Academy

Mattia Tremolada

La F1 Academy, campionato tutto al femminile promosso e finanziato dalla stessa Formula 1, ha trovato la propria prima partecipante. Si tratta della 25enne svizzera Lena Buhler, volto noto delle categorie addestrative che frequenta dal 2020. Buhler è la prima delle 15 ragazze che prenderanno parte al nuovo campionato e lo farà con il team ART GP, una delle cinque strutture (già presenti in Formula 2 e Formula 3, oltre che in Formula Regional in questo caso) selezionate direttamente da Bruno Michel. ART è anche l’unica delle squadre (le altre sono Prema, Campos, MP e Carlin) a non avere esperienza in Formula 4.

Buhler ha iniziato il proprio percorso nel motorsport relativamente tardi a 17 anni e, dopo alcune stagioni nel karting a livello locale, nel 2020 ha fatto il proprio esordio in monoposto, prendendo parte al campionato spagnolo di Formula 4. Con il team Drivex Buhler si è messa in mostra conquistando un totale di 23 punti e due quinti posti come miglior risultato, chiudendo 15esima nella classifica. La stagione seguente ha effettuato il salto di categoria nella Formula Regional by Alpine com R-Ace, ma un infortunio alla mano subito nella primissima sessione di test collettivi di Imola l’ha costretta a saltare tutte le prove pre-stagionali e l’appuntamento inaugurale proprio sul tracciato che sorge sulle rive del Santerno.

Nelle 17 gare disputate è arrivato un 20esimo posto a Monaco come miglior piazzamento. Nel 2022 è rimasta con la squadra francese, prendendo parte a due tappe della Formula Regional Asia (una 12esima posizione come miglior risultato) e ad altrettante prove della Regional by Alpine, collezionando due ritiri a Monza e un 26esimo posto nell’unica manche di Monaco a cui si è qualificata. Proprio in vista dell’imminente debutto nella F1 Academy, che utilizza vetture Tatuus di Formula 4, Buhler è attualmente impegnata nella Formula 4 UAE con R2Race. Proprio nella giornata di ieri ha ottenuto un 16esimo posto, che per il momento è il suo miglior risultato stagionale.

16 Dic [14:47]

Confermati i cinque
team per la F1 Academy

Mattia Tremolada

Nella giornata di oggi sono stati divulgati nuovi dettagli sulla F1 Academy, la nuova serie tutta al femminile organizzata da Bruno Michel con il supporto di Liberty Media.
Come anticipato da Italiaracing il 13 novembre, saranno cinque le squadre al via del campionato per i prossimi tre anni, tutte provenienti da Formula 2 e Formula 3. Si tratta di ART, Campos, Carlin, MP Motorsport e Prema. Ognuna delle compagini schiererà tre Tatuus T-421, per un totale di 15 vetture. Gli appuntamenti in calendario saranno sette, di cui almeno uno a supporto della Formula 1, e saranno composti da tre corse a weekend. Il calendario e la line up completa della serie saranno annunciati a breve. 

Nel frattempo restano i dubbi sul proseguimento della W Series, che dopo aver concluso anzitempo la propria terza stagione a causa di problemi finanziari, rischia di scomparire definitivamente.

13 Nov [13:06]

ANTEPRIMA
Cinque team per la nuova serie
tutta al femminile targata F1

Massimo Costa

ART, Campos, Carlin, MP Motorsport, Prema . Questi saranno i cinque team che nel 2023, secondo quanto appreso da Italiaracing, schiereranno nei weekend della F1, nonché F2 e F3, le quindici monoposto Tatuus (tre per ogni squadra) che daranno vita al nuovo campionato tutto al femminile. Cambia tutto dunque, non più il format della fallimentare W Series, con le monoposto Tatuus della Regional che erano gestite direttamente dalla organizzazione e che venivano cedute gratuitamente alle ragazze, ma la presenza di cinque squadre altamente professionali che metteranno a disposizione le loro monoposto. Che, secondo le prime informazioni che abbiamo raccolto, non saranno le Regional, bensì delle vetture che potrebbero essere le Tatuus Formula 4 a motore Abarth Autotecnica, magari "maggiorate".

Un progetto ambizioso, che dovrebbe essere presentato la prossima settimana ad Abu Dhabi, per cui Liberty Media, che con il supporto FIA crede fermamente nella iniziativa di portare in F1 una ragazza, metterà la metà del budget richiesto, il resto dovranno portarlo le protagoniste. L'organizzazione sarà sotto l'ombrello di Bruno Michel, dal 2005 promotore della GP2, poi della GP3 divenute Formula 2 e Formula 3. Viene da pensare che non ci sarà più spazio, per via della tipologia delle monoposto, per coloro che hanno dato vita alla W Series, non certo giovanissime e già con una certa esperienza. Avanti dunque a volti nuovi, giovani, che corrono in F4 o arrivano dal karting, e sarà interessante vedere come evolverà la nuova categoria.

10 Ott [20:11]

Stagione 2022 chiusa in anticipo:
la W Series si arrende ai guai economici

Jacopo Rubino - XPB Images

La stagione 2022 della W Series finisce qui. Anzi, è finita a Singapore il 2 ottobre: le difficoltà economiche degli organizzatori,
emerse da due settimane, hanno portato alla cancellazione delle ultime due trasferte in programma a Austin e Città del Messico. Di conseguenza, Jamie Chadwick viene già proclamata campionessa, per la terza volta in tre edizioni. Ma questa, ovviamente, è da considerarsi falsata dalla chiusura anticipata.

"Rimaniamo ottimisti per il futuro a lungo termine", ha assicurato l'amministratrice delegata Catherine Bond-Muir, anche se al momento sembra difficile crederle. Ma cosa è accaduto? A fine 2021 era stato accumulato un passivo di quasi 8,5 milioni di euro, ma c'era la speranza di sistemare le cose grazie all'accordo con un nuovo investitore. "Per circostanze fuori dal nostro controllo", ha sottolineato la Bond-Muir, il supporto previsto è però venuto meno.

"Abbiamo lavorato duramente per ottenere i finanziamenti con cui concludere la stagione. Purtroppo non è stato possibile per le tempistiche ristrette", ha aggiunto, citando come cause la congiuntura globale. Adesso si punta a ripartire nel 2023: "Non siamo ancora nella posizione di fare un annuncio formale, ma sono in corso molte conversazioni positive. Stiamo facendo tutto il possibile per garantire il futuro a lungo termine della nostra attività".

Si potrà però discutere che l'idea di una categoria tutta al femminile (peraltro utilizzando le monoposto italiane Tatuus-Autotecnica di Formula Regional), abbia fallito l'obiettivo con cui era stata creata nel 2019: la W Series non si è rivelata un trampolino di lancio, ma un "parcheggio" dorato che dal 2021 ha goduto della ribalta della Formula 1.

Nessuna delle protagoniste ha compiuto passi avanti nella scalata ai vertici dell'automobilismo, e la stessa Chadwick, considerata la "star" della griglia, in questo 2022 ha dovuto ripiegare su un ulteriore anno di partecipazione: il terzo titolo non ha aggiunto nulla di concreto al suo curriculum, e dopo non essere riuscita a passare in F3 e F2 si indirizzerà quasi certamente nella Indy Lights in America.

Anche la mossa di affiancare i Gran Premi di F1, dopo il 2019 nei weekend del DTM e il 2020 a motori spenti per la pandemia, ha portato ad un aumento dei costi, peraltro con trasferte parecchio impegnative al di là dell'Oceano, complice anche il poco spazio a disposizione nei round europei del Circus, con F2 e F3 ad avere priorità. Nel 2023 capiremo se il mercato avrà bocciato definitivamente questo progetto, nato comunque da un intento nobile: dare un'opportunità in più alle ragazze per emergere nel motorsport. Ma forse la strada giusta sarà un'altra.

2 Ott [14:14]

Singapore, gara
Visser vince, Chadwick ko

Giulia Rango

In un pomeriggio nuvoloso a Singapore, è andato in scena il sesto appuntamento stagionale della W Series. Oggi, l’esperienza e la costanza hanno finalmente ripagato Beitske Visser. L’olandese è stata la principale rivale della Chadwick nel 2019, e dopo un 2021 sottotono, quest’anno è tornata nei piani alti della classifica. Grazie alla pole position su asfalto bagnato fatta segnare ieri, Marta Garcia è scattata dalla prima posizione. Forse complice l’emozione, non ha effettuato la miglior partenza e la Visser ne ha approfittato, trovandosi in testa già dopo la prima curva. Qualche giro dopo, la spagnola è stata superata anche dalla Powell, partita terza, con un sorpasso preparato bene in un circuito in cui è difficile compiere manovre del genere.

A separare la Powell dalla seconda vittoria consecutiva stagionale, è stata proprio Beitske Visser. La britannica con un ritmo nettamente superiore, è riuscita ad avvicinarsi in fretta alla rivale, costretta a coprire le traiettorie interne. Si è fatta vedere più volte negli specchietti ma ha mancato il sorpasso decisivo. Certamente bisogna dare merito anche alla Visser, che con esperienza è riuscita a difendere il primo posto e portare a casa il miglior piazzamento stagionale. Un po’ di amaro in bocca quindi per la Powell vista la vittoria sfiorata. D’altra parte Garcia può ritenersi soddisfatta. E’ vero, partiva in pole position, ma in gara è apparsa in difficoltà e ha commesso qualche errore, riuscendo comunque a conquistare il secondo podio stagionale. Oltre alla lotta per la vittoria quindi, abbiamo assistito anche a battaglie per le posizioni centrali, con le connazionali Marta Garcia e Belen Garcia, seguite da Jessica Hawkins ed Abbi Pulling. Mai inquadrate invece Emma Kimilainen e Nerea Martì, reduci da una gara anonima.

La grande sorpresa, in negativo, è Jamie Chadwick. La regina della W Series sembrava destinata ad aggiudicarsi matematicamente il titolo questo weekend. Ma mentre con pista asciutta è risultata la più veloce nelle prove libere, in qualifica sul bagnato ha segnato solo l’ottavo tempo. Per conquistarlo già a Marina Bay, la britannica avrebbe dovuto concludere la gara davanti alla Visser e alla Powell, che però si trovavano rispettivamente in prima e seconda posizione. Un fine settimana da dimenticare, in cui per la prima volta nella stagione, è apparsa veramente in difficoltà commettendo un errore importante e provocando una safety car. A pochi minuti dalla fine, tentando il sorpasso sulla Hawkins, non ha frenato abbastanza, proseguendo dritta, saltando contro il cordolo e finendo a muro. Al contrario di come ci si aspettasse, per lei l’appuntamento con la vittoria del campionato è rimandato, anche se adesso la lotta è di nuovo riaperta.

Sarebbe bello vedere un finale di stagione più combattuto, prima ad Austin, poi con la doppia gara a Città del Messico. La stagione 2022 però, rischia di terminare qui, a causa delle difficoltà finanziarie riscontrate. Il debito è di sette milioni di sterline, vale a dire quasi otto milioni e mezzo di euro. La CEO, Catherine Bond Muir, ha ammesso che il finale di stagione è a rischio, ma sta cercando nuovi investitori. La prossima settimana quindi, capiremo se sarà possibile disputare le ultime gare, oppure se la W Series affronterà un epilogo diverso.

Domenica 2 ottobre, gara

1 - Betiske Visser - 33’10”533
2 - Alice Powell -- 0”387
3 - Marta Garcia - 1”445
4 - Belen Garcia - 2”207
5 - Jessica Hawkins - 3”404
6 - Abbi Pulling - 3”441
7 - Sarah Moore - 3”529
8 - Fabienne Wohlwend - 5”312
9 - Emma Kimilainen - 5”566
10 - Abbie Eaton .- 7”920
11 - Chloe Chambers - 8”470
12 - Nerea Martì - 9”628
13 - Emely De Heus - 10”093
14 - Bruna Tomaselli - 10”397
15 - Bianca Bustamante - 13”876
16 - Ayla Agren - 14”963

Ritirate
Jamie Chadwick
Juju Noda

Il campionato
1. Chadwick 143; 2. Visser 93; 3. Powell 86; 4. Pulling 73; 5. B. Garcia 58; 6. M. Garcia 45; 7. Martì 44; 8. Kimilainen 42; 9. Hawkins 37; 10. Wohlwend 32; 11. Moore 26; 12. Tomaselli 11; 13. Eaton 11; 14. Bustamante, Noda 2; 15. Chambers, De Heus 1

1 Ott [11:44]

Singapore, qualifica
Nel diluvio, pole di Marta Garcia
La categoria travolta dalle critiche

Massimo Costa

Pioveva forte a Singapore quando le venti ragazze della W Series sono uscite dalla pit-lane per disputare la qualifica della sesta prova stagionale della W Series. Non c'è molto da dire, con due bandiiere rosse che hanno fermato la sessione e un vero e proprio diluvio che si è abbattuto a Marina Bay. Nei pochi giri compiuti è stata brava Marta Garcia, spagnola di 22 anni, che ha realizzato il tempo di 2'30"762 precedendo di 87 millesimi Beitske Visser e di 0"649 Alice Powell. Jamie Chadwick, la più veloce nel turno libero con pista asciutta (2'13"529 con mezzo secondo di vantaggio suu Abbi Pulling) è risultata ottava.

Ma la W Series, come abbiamo già riportato, è una categoria straziata dai debiti, dalle critiche, dalla poca considerazione che via via la categoria sta ottenendo non avendo colto gli obiettivi, troppo presuntuosi, prefissati all'avvio della sua breve storia. Nessuna delle ragazze della W Seies è salita nelle formule maggiori e addirittura Jamie Chadwick, la campionessa del primo anno, il 2019, è rimasta in W Series nel 2021 (vincendo di nuovo il titolo) e nel 2022 (e sta nuovamente per conquistare la vittoria assoluta).

L'inglese nel 2020, quando la W Series non si è svolta per Covid, ha gareggiato nella Formula Regional "italiana", con pochissimi iscritti, ma nonostante il pacchetto telaio-motore fosse il medesimo (Tatuus-Autotecnica) ha ampiamente deluso le attese. Così come ha deluso Belen Garcia quando ha corso nella Formula Regional European by Alpine, sempre oltre la trentesima posizione, o Abbi Pulling nei test pre F.Regional by Alpine di quest'anno, costantemente nel fondo classifica. Insomma, si stenta a capire il reale senso della W Series, tra l'altro non accettata da chi si è sempre cimentata contro i ragazzi come Tatiana Calderon, Sophie Floersch e tante altre.

Non è dalla W Series insomma, che vedremo emergere futuri talenti al femminile, ma questo lo si era capito ben presto. E' fondamentale il confronto vero, non tra sole ragazze, per capire chi ha il talento giusto per proseguire la carriera ad alto livello. E bene sta facendo Maya Weug, selezionata dalla FDA e al secondo anno nella Formula 4, oppure Hamda Al Qubaisi che si sta battendo non senza difficoltà nella Regional by Alpine. E' così che si cresce, non fingendosi campioni nella W Series.

30 Lug [19:28]

Budapest, gara
Powell "stoppa" la Chadwick

Giulia Rango

Nell’ultimo appuntamento della W Series prima della pausa estiva, la protagonista è, quasi a sorpresa, Alice Powell, che ha terminato sul gradino più alto del podio proprio davanti alla sua grande rivale e regina della categoria, Jamie Chadwick. Primo successo di una stagione piuttosto deludente per lei rispetto al 2021, anno in cui ha sfiorato il titolo, vinto proprio dalla sua connazionale. La Chadwick aveva fin qui una striscia di imbattibilità: cinque vittorie su cinque gare. Un dominio che oggi la Powell è riuscita a fermare.

La gara è iniziata sotto regime di safety-car a causa della pista bagnata e scivolosa. Le condizioni ideali per Chadwick che puntava alla rimonta dalla quinta posizione, su un circuito in cui normalmente sorpassare non è facile.
La campionessa in carica ha realizzato in fretta tre grandi sorpassi: Nerea Martì, Marta Garcia e Beitske Visser, trovandosi poi alle spalle della Powell. Indubbiamente la Chadwick puntava alla vittoria, ma tra lei e il suo sesto successo consecutivo della stagione si è intromessa la Powell.

Le condizioni della pista che si è asciugata in fretta, non ha favorito la Chadwick. Allora ha portato ad indurre la rivale a commettere un errore con un ritmo più elevato giro dopo giro, arrivando a mezzo secondo di distanza. La Powell però, ha saputo gestire la pressione, mantenendo la leadership, e togliendosi una bella soddisfazione. Niente è perduto per la Chadwick, che ha comunque ottimizzato il weekend, portandosi a casa un secondo posto. “E’ stato un weekend difficile per me, ma forse prima o poi qualcuno avrebbe interrotto la mia striscia di vittorie, Alice è quella che se lo meritava di più”, ha commentato così a fine gara, elogiando la rivale. Il titolo non è ancora matematicamente suo, ma a questo punto della stagione, è quasi certo che sarà lei a vincerlo.

Dopo esserselo fatta sfuggire per poco in Francia, questa volta Beitske Visser non si è fatta scappare il podio. Buona gara da parte di Marta Garcia, quarta. Nonostante non avesse il passo delle prime tre, si è difesa bene, riuscendo a mettere in difficoltà persino Chadwick. Ha poi lottato con Abbi Pulling, più veloce di lei, che però non è riuscita a completare il sorpasso, chiudendo quinta. Dietro di lei Fabienne Wohlwend, e le due compagne di squadra Sarah Moore e Abbie Eaton, che si sono date battaglia. Primi due punti per Juju Noda, la rookie ha chiuso nona. Male Nerea Martì, apparsa in difficoltà fin dall’inizio, poi è finita in testacoda a causa del contatto con Emma Kimilainen. Lo stesso discorso vale per la finlandese: frettolosa, azzardata e forse anche un po’ troppo aggressiva, è stata costretta al ritiro.

Sabato 30 luglio, gara

1 - Alice Powell - 17 giri, 32’42”101
2 - Jamie Chadwick - 0”608
3 - Beitske Visser - 3”429
4 - Marta Garcia - 5”802
5 - Abbi Pulling - 6”047
6 - Fabienne Wohlwend - 6”385
7 - Sarah Moore - 8”251
8 -Abbie Eaton - 11”501
9 - Juju Noda - 11”904
10 - Bruna Tomaselli - 12”347
11 - Chloe Chambers - 13”044
12 - Nerea Martì - 14”073
13 - Belen Garcia - 14”492
14 - Jessica Hawkins - 14”838
15 - Teresa Babickova - 16”549
16 - Emely De Heus - 18”986

Ritirate
Emma Kimilainen 
Bianca Bustamante 

Il campionato
1. Chadwick 143; 2. Powell, Visser 68; 3. Pullling 65; 4. B. Garcia 46; 5. Martì 44; 6. Kimilainen 40; 7. M. Garcia 30; 8. Wohlwend 28; 9. Hawkins 27; 10. Moore 20; 11.Tomaselli 11; 12. Eaton 10, 13. Bustamante, Noda 2; 14. Chambers, De Heus 1

29 Lug [21:22]

Budapest, qualifica
Powell in pole, Chadwick quinta

Giulia Rango

Dopo il tramonto, sull’Hungaroring è arrivata anche la prima pole stagionale di Alice Powell. Era attesa da protagonista nel campionato, ma la britannica è reduce finora da una stagione deludente, che in classifica la vede sesta a 43 punti. Questa pole position inaspettata però, può dare inizio al suo riscatto. Anche Beitske Visser sembra essersi improvvisamente risvegliata, in seguito alla pole di Le Castellet, a Budapest ha siglato il secondo tempo in 1’43”191.

Compongono la seconda fila le spagnole Nerea Martì e Marta Garcia, sempre vicine a livello di prestazioni. Il vero colpo di scena di questa qualifica però, è il quinto tempo di Jamie Chadwick. La britannica partirà dalla terza fila per la prima volta in questa stagione. Dopo aver mancato la pole in Francia, oggi è apparsa in difficoltà e non è riuscita and andare oltre l’1’43”473, lasciandosi rifilare addirittura mezzo secondo dalla Powell. La Chadwick però, fino a questo momento della stagione, sembra sempre aver avuto una marcia in più rispetto alle altre, soprattutto nel passo gara. Tenendo conto che domani sono previsti temporali sul circuito ungherese, non è da escludere una sua rimonta.

La prima inseguitrice della Chadwick, Abbi Pulling, partirà invece dalla sesta piazza. Completa insieme a lei la quarta fila Belen Garcia, seguita da Emma Kimilainen. La finlandese, durante la prima parte della sessione ha mantenuto la momentanea pole, ma poi non è più parsa capace di stare al passo con le altre. L’Hungaroring ha regalato una qualifica tirata e sorprendente, in cui nessuna tra le prime cinque si è risparmiata. Domani è attesa la pioggia però, e non sono esclusi altri colpi di scena.

Venerdì 29 luglio, qualifica

1 - Alice Powell - 1’42”986
2 - Beitske Visser - 1’43”191
3 - Nerea Martì - 1’43”309
4 - Marta Garcia - 1’43”328
5 - Jamie Chadwick - 1’43”473
6 - Abbi Pulling - 1’43”489
7 - Belen Garcia - 1’43”655
8 - Emma Kimilainen - 1’43”749
9 - Fabienne Wohlwend - 1’43”803
10 - Jessica Hawkins - 1’43”812
11 - Sarah Moore - 1’43”947
12 - Teresa Babickova - 1’43”986
13 - Abbie Eaton - 1’44”358
14 – Chloe Chambers - 1’44”501
15 – Bruna Tomaselli - 1’44”558
16 – Juju Noda - 1’44”851
17- Emely De Heus - 1’45”127
18 - Bianca Bustamante - 1’45”815

27 Lug [13:03]

Cambio nel calendario W Series:
salta Suzuka, si corre a Singapore

Jacopo Rubino

Non Suzuka ma Singapore. C'è un altro cambiamento nel calendario 2022 della W Series, che cancella la trasferta in Giappone prevista nel weekend del 9 ottobre, e la sostituisce con quella sul tracciato cittadino di Marina Bay dal 30 settembre al 2 ottobre, sempre a supporto della Formula 1.

"Da quando abbiamo annunciato il nostro calendario a gennaio, il quadro globale è mutato in modo considerevole. Siamo dispiaciuti di non correre in Giappone, dove abbiamo un forte seguito, ma gli ostacoli sono aumentati significativamente in questi mesi. Per un'attività giovane come la nostra, purtroppo non era più possibile disputare una gara lì", ha spiegato la leader del campionato femminile, Catherine Bond Muir.

Pur non esplicito, il riferimento va alle difficoltà nella catena logistica vissute a livello mondiale da tutti i settori, motorsport compreso, e accentuate dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Va ricordato che il round di Suzuka, dopo quella già andato in scena a Barcellona, prevedeva l'utilizzo del parco vetture della Toyota Racing Series, con lo stesso telaio Tatuus ma una differente motorizzazione (Toyota appunto, e non Autotecnica), nell'ambito della collaborazione stretta con gli organizzatori neozelandesi per consentire il trasporto dei materiali via nave, e non utilizzando gli aerei. Una misura per contenere le spese e che, nonostante il cambio di location, dovrebbe essere mantenuta.

Non è stato invece ancora chiarito se le sessioni a Singapore si svolgeranno in notturna o con la luce del giorno. Per le ragazze della W Series sarà la seconda volta su un circuito urbano, dopo il round di apertura di questa stagione disputato a Miami.

PrevPage 1 of 9Next

News

W SERIES
v

Tutti i nostri Magazine

I Magazine da leggere e sfogliare anche su tablet e smartphone