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24 Set [19:59]

Alla scoperta di Hauger,
la nuova speranza della Norvegia

Mattia Tremolada

Il Dennis Hauger nel FIA Formula 3 ha chiuso un cerchio aperto da oltre dieci anni. Nel 2010 fu infatti un pilota norvegese a vincere la prima corsa della storia della GP3 Series, che dal 2019 ha inglobato la FIA F3 European, ex F3 Euro Series, diventando la terza serie di riferimento nella piramide che porta alla Formula 1 fortemente voluta dalla Federazione. Pål Varhaug, campione della competitiva Formula Renault 2.0 Italia, vinse per il team Jenzer la prova inaugurale di Barcellona e sembrava lanciato verso una promettente carriera in monoposto. Ma la storia ha voluto diversamente, dopo quel successo Varhaug non è più riuscito a tornare in zona punti nel corso della stagione, l'anno seguente ha tentato un prematuro (e fallimentare) salto di categoria in GP2 e nemmeno il titolo di vice-campione in AutoGP nel 2012 ha rilanciato la sua carriera.

L‍a Norvegia, a differenza delle vicine Svezia, Finlandia e Danimarca, non vanta una tradizione motoristica altrettanto fortunata, ad eccezione di Petter Solberg, iridato nei mondiali Rally e Rallycross, che ha infatti creato un piccolo movimento nazionale ispirando le carriere di Andreas Mikkelsen, Ole Christian Veiby (nei rally) e di Andreas Bakkerud (nel rallycross). Fredric Aasbø è una star mondiale del drifting, ma in pista, persa la promessa Varhaug e con il passaggio di Dennis Olsen alle ruote coperte, dove è diventato un affermato professionista come pilota ufficiale Porsche, fino a questo momento è mancato un vero punto di riferimento.

‍Nel 2018 le speranze sono rinate quando Helmut Marko ha messo sotto contratto un giovane kartista, Dennis Hauger, già vincitore nel 2015 del WSK Super Master Series e del WSK Champions Cup in 60 Mini. Appena 15enne fa il proprio debutto col team Arden della famiglia Horner nel British F4. All'interno del box trova l'altro neo pupillo di Marko, ovvero il figlio d'arte Jack Doohan. I due si mettono subito in mostra, conquistando quattro (Hauger) e tre (Doohan) successi stagionali, che li collocano rispettivamente al quarto e quinto posto della classifica assoluta e al vertice di quella rookie, vinta dall'australiano.



L‍e loro carriere si dividono l'anno seguente, con Hauger che decide di disputare un ulteriore stagione di F4, migrando alla corte di Van Amersfoort nelle serie italiana e tedesca, le più competitive su piazza. Un inizio di stagione incerto costringe il norvegese a rincorrere i leader iniziali Gianluca Petecof e Theo Pourchaire. Un totale di 18 vittorie stagionali (su 41 corse), lo porta al titolo assoluto della F4 Italia 2019 e a quello di vice-campione nell'ADAC F4, alle spalle proprio di Pourchaire, oggi protagonista in Formula 2.

U‍na stagione deludente nel FIA Formula 3 2020, porta Hauger (e Doohan) ai margini del programma junior Red Bull, in qualità di piloti affiliati. In altre parole, Marko non si fa carico di tutte le spese che devono sostenere per prendere parte al campionato, e i due piloti portano l'ormai iconico toro rosso solamente sul casco e non sulla livrea della vettura. Nel 2021 entrambi si accasano in due top team, Hauger in Prema e Doohan in Trident. Sono consapevoli che per assicurarsi il supporto di Marko non basta vincere, bisogna convincere lo spietato braccio destro di Dietrich Mateschitz.



Partono entrambi sul piede di guerra e dominano la stagione 2021. Il format confusionario del campionato mescola e rimescola le carte, ma in sette appuntamenti il norvegese si assicura tre pole, Doohan altre due. Inoltre, Hauger è l'unico pilota a riuscire nell'impresa di salire sul podio in tutte e tre le corse di Spielberg, battendo l'inversione della griglia grazie a due splendide rimonte dalla 12esima posizione nelle due manche inaugurali. Quattro vittorie e nove podi bastano poi al 18enne di Oslo per aver la meglio nei confronti dello storico rivale, che ripone le armi con onore.‍

V‍edremo quali sono i piani di Marko per Hauger all'interno del programma Red Bull. In Formula 1 Sergio Perez rinnova il proprio contratto di anno in anno, Pierre Gasly si sta guadando intorno, non avendo speranze di tornare nel team principale, mentre Yuki Tsunoda non ha convinto nella stagione d'esordio. Discorso simile per Juri Vips e Jehan Daruvala in Formula 2, protagonisti ma senza essere in grado di fare realmente la differenza, come ha invece fatto il bravo Liam Lawson, che a parità di condizioni sta facendo meglio di Alex Albon in DTM, occupando al momento la prima posizione in classifica con tre successi.

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