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5 Mar [14:30]

Alpine Renault, disastro annunciato
Il fallimento della rivoluzione di luglio

Massimo Costa

Mai avremmo pensato che il team di un grande costruttore come la Renault, leggi Alpine, si schiantasse contro un muro in così pochi mesi. La decisione presa dai pianti alti, l’estate scorsa, di cacciare la dirigenza sportiva, oltre al direttore tecnico, nel pieno dello svolgimento del Gran Premio del Belgio, sta avendo ripercussioni gravissime sulla squadra. Che appare senza una guida e soprattutto… senza una monoposto.

Il progettista Matt Harman, che aveva preso il posto di Pat Fry, ha realizzato una A524 completamente sbagliata con l’aiuto (si fa per dire) dell’aerodinamico Dirk De Beer. Pierre Gasly ed Esteban Ocon sono disperati. La vettura non ha trazione posteriore, è nata sovrappeso, non aveva superato il crash test laterale per un errore di progettazione. L’aerodinamica non lavora come dovrebbe. I sostituti soo Joe Burnell, direttore tecnico, David Wheater, aerodinamico e Claron Pilbeam.
 
Risultato finale del primo Gran Premio stagionale? Due piloti di grande talento come Gasly ed Ocon relegati in una clamorosa ultima fila e in gara mai dentro qualche lotta che conti. Non poteva essere diversamente del resto. Nel weekend di Sakhir si è poi appreso che Harmon e De Beer hanno dato le dimissioni nei giorni precedenti la partenza per il Bahrain. Dunque, benché il team non abbia confermato tale notizia, la Alpine si ritroverà a breve con una monoposto che non funziona, senza un progettista esperto, senza un aerodinamico di valore.

Bruno Famin è il team principal che il CEO del Gruppo Renault Luca De Meo (autore della rivoluzione del luglio 2023) ha voluto al posto dell’esperto e navigato Otmar Szafnauer. Questi aveva avvertito che serviva tempo, che il progetto era a lungo termine, ma non è stato ascoltato, in Francia volevano risultati immediati, e lo hanno accompagnato alla porta. Si è ottenuto l’opposto.

L’Alpine è nel caos e questo non fa certo bene alla F1 in quanto i vertici Renault potrebbero cambiare idea in fretta sull’impegno nel Mondiale. Le figuracce non fanno mai bene per chi vende auto e la storia breve di Toyota, Jaguar e BMW in F1 non va dimenticata. Gasly ed Ocon, secondo indiscrezioni raccolte, si stanno già guardando attorno per il 2025. Il loro contratto è infatti in scadenza a fine anno e non hanno certo intenzione di rimanere a bordo.

Viene da pensare che la cosa migliore la fece l’ex pilota F1, e ora manager, Mark Webber per il suo giovane assistito Oscar Piastri quando, tra mille polemiche, lo portò via dalla Alpine nell’estate 2022 per accasarlo in McLaren. Una vera fortuna per Piastri quella mossa. Come uscire dunque da tale pantano in cui la Alpine si è ficcata con le proprie mani? Difficile dirlo.

Di certo la A524 va completamente riprogettata, sviluppata, ma servirà tempo. A oggi, il sesto posto nella classifica costruttori conquistato nel 2023 appare utopia. La Alpine attuale è peggiore della piccola Haas, squadra dal budget e dalle potenzialità decisamente inferiori a quelle che può offrire un costruttore enorme come Renault. E questo non può essere vissuto senza mal di pancia a Parigi. Di positivo c’è che la stagione presenta 24 Gran Premi, anzi, 23 ora, e la speranza di ribaltare la situazione odierna è sempre viva.