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5 Mar 2024 [15:38]

Un altro scandalo per Ben Sulayem
Voleva negare la licenza a Las Vegas

Massimo Costa

Una ciliegia tira l'altra, uno scandalo non è completo se non se ne crea un secondo. Ed ecco che il giorno dopo la rivelazione della BBC sul presunto intervento del presidente FIA Ben Sulayem per cancellare la penalità inflitta a Fernando Alonso nel GP di Jeddah del 2023, fatto che ha riportato lo spagnolo al terzo posto, sempre la prestigiosa (così si diceva un tempo, ma da qualche anno non pare più così) rete televisiva inglese si lancia in un'altra accusa rivolta al numero uno della FIA.

La BBC avrebbe ricevuto dal solito informatore anonimo, pare proprio il medesimo che aveva inviato le carte di Jeddah 2023, documenti in cui Ben Sulayem lo scorso anno avrebbe tentato di negare la licenza agli organizzatori del Gran Premio di Las Vegas, che ricordiamo essere di proprietà di Liberty Media. Un fatto gravissimo che acuirebbe ancora di più la battaglia tra FIA e Liberty Media. E diciamo di più: se questi due episodi (Jeddah e Las Vegas) troveranno conferme, non vediamo come Ben Sulayem possa proseguire ad essere il presidente della FIA.

Vediamo nel dettaglio quali sono le accuse, sempre presunte, rivolte a Ben Sulayem. Il presidente avrebbe cercato di fare  pressioni affinché venisse revocato per motivi di sicurezza il nulla osta per ospitare la F1 al circuito cittadino di Las Vegas. Tutto però, era apparso regolare in seguito alla ispezione FIA per quanto riguardava la sicurezza.  

Nonostante ciò, Ben Sulayem avrebbe ordinato d trovare elementi di preoccupazione per impedire alla FIA di certificare il circuito. E che i problemi del tracciato dovevano essere evidenziati anche artificialmente, indipendentemente dalla loro effettiva esistenza. Tutto questo è stato rivelato dall'informatore segreto il quale, dopo aver chiesto ai funzionari di visionare nuovamente il circuito, ha ricevuto la certezza che il tracciato fosse regolare.

La BBC ha poi affermato che altri funzionari presenti a quell'episodio, non sarebbero poi così certi che i fatti si siano svolti in quella maniera. Tutto è quindi opaco, c'è chi accusa e c'è chi non ricorda bene. Rimane la certezza che in due giorni si è attivato un bombardamento senza precedenti sul presidente FIA. Chi ha dato l'ordine di sparare?

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