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17 Nov [21:13]

Caso San Paolo: le bugie
della Red Bull e di Verstappen

Massimo Costa - XPB Images

A Yas Marina, sede dell'ultimo Gran Premio 2022, è andata in scena una patetica difesa della Red Bull e di Max Verstappen riguardo il comportamento di quest'ultimo nei confronti di Sergio Perez. Con un comunicato, il team inglese ha specificato: “Come squadra abbiamo commesso degli errori in Brasile, non avevamo previsto la situazione che si è verificata nell'ultimo giro e non avevamo concordato una strategia per uno scenario del genere prima della gara. Purtroppo, Max è stato informato solo all'ultimo giro della richiesta di rinunciare alla posizione. Questo ha messo Max, che è sempre stato un uomo di squadra aperto e leale, in una situazione compromettente, con poco tempo per reagire, e questa non era nostra intenzione. Dopo la gara Max ha parlato apertamente e onestamente, consentendo a entrambi i piloti di fare chiarezza. Il Team accetta il ragionamento di Max, la conversazione è stata una questione personale che rimarrà privata”.

Ultimo giro? Tutto il mondo ha ascoltato la richiesta del team a Verstappen di rimanere alle spalle di Perez, tutto il mondo ha ascoltato le parole del pilota olandese, durissime, nei confronti del team reo di avergli dato un ordine di scuderia, ricordando loro quel che era accaduto in estate e di cui avevano discusso. E quindi ha superato Perez, al quale poi, all'ultimo giro non ha ridato la posizione. Oramai alla Red Bull, dopo il caso budget-cap, sono abituati a raccontare storie ben lontane dalla realtà e penseranno che siamo tutti rimbambiti.

Al team si è aggiunto Verstappen, ormai in modalità 2014-2021 dopo aver disputato una stagione in cui pareva essere cambiato in meglio... “Sono state dette un sacco di stronzate, la gente ha raccontato cose senza conoscere interamente i dettagli. Se c’è da aiutare Checo nella lotta al secondo posto, lo farò di sicuro perché è un obiettivo importante della squadra. Il team aveva compreso le mie motivazioni, in Brasile pensavo di essere in una situazione di corsa libera, sabato e domenica non avevamo concordato come eventualmente comportarci in una situazione come quella che si è verificata, mi è stato detto solo all’ultimo giro di rinunciare alla posizione e penso che avrebbero dovuto sapere la mia risposta. Dopo la gara ci siamo chiariti, avremmo dovuto farlo prima, il team sa che io lavoro per la squadra. Dobbiamo solo comunicare meglio, ma io sono stato dipinto come il cattivo senza che da fuori si avesse il quadro chiaro, né sapere come io lavoro per il team".

Solo all'ultimo giro, dice Verstappen. Quante bugie...

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