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17 Nov 2022 [13:14]

Hulkenberg firma con Haas
Schumacher rimane a piedi

Massimo Costa - XPB Images

Se lo giocavano Nico Hulkenberg ed Antonio Giovinazzi l'ultimo sedile disponibile nel Mondiale F1. Ma le speranze del pilota italiano, già minime, sono naufragate in quell'uscita di pista ad Austin dopo appena 4 giri del primo turno libero. Il team principal Gunther Steiner, che ha sempre avvisato che la Ferrari poteva solo consigliare piloti e non pretenderli benché sia fornitore dei motori al team, ha tirato subito una riga sopra il nome di Giovinazzi ed ha deciso di riportare in F1 in pianta stabile Hulkenberg.

E Mick Schumacher? Nonostante le speranze del giovane tedesco, il suo destino era da qualche settimana segnato. Troppi errori, troppi danni, troppi soldi spesi dal team per rimediare ai suoi incidenti. Schumacher rimane a piedi e se vorrà rimanere in F1 dovrà cercare un posto come tester o riserva, ma anche in questo caso appare difficile che trovi una sistemazione. Forse l'unica speranza è la Mercedes, che però già stava valutando la possibilità di recuperare Daniel Ricciardo.

Il team Haas era sempre stato "accusato" di puntare su piloti con grande esperienza e per diversi anni si era legata a Kevin Magnussen e Romain Grosjean. Poi, la svolta nel 2021 con l'arrivo di due rookie quali appunto Schumacher e Nikita Mazepin, ma benché la monoposto non fosse competitiva, i due giovani avevano ampiamente deluso e provocato molti danni. La guerra in Ucraina ha poi portato il team Haas ad appiedare il russo Mazepin alla vigilia del campionato 2022 e in fretta e furia è stato richiamato Magnussen, che nel 2021 aveva gareggiato nella serie endurance americana Imsa.

Il danese ha subito mostrato di essere più rapido del confermato Schumacher convincendo una volta di più Steiner e Gene Haas che la scelta di portare in squadra dei piloti senza esperienza era stata sbagliata. Magnussen ha portato 25 punti al team, fino alla clamorosa pole di San Paolo , Schumacher si è fermato a 12 con una gara ancora da disputare. Steiner ha dichiarato di essere dispiaciuto per il figlio di Michael, ha ammesso che ha disputato buone gare, ma che è anche stato protagonista di troppi errori e incidenti. E che se fosse stato lui e non Magnussen a siglare la pole in Brasile, le cose non sarebbero cambiate, per il 2023 sarebbe comunque arrivato Hulkenberg.

Inevitabile dunque che la Haas puntasse ad affiancare al super riconfermato Magnussen un pilota con tanti Gran Premi sulle spalle, affidabile, capace di portare la macchina al traguardo. La scelta di Hulkenberg, 35 anni, 181 gare disputate, va letta in questa ottica ed appare più che comprensibile per una squadra piccola come la Haas. Rimasto fuori dalla F1 alla fine del 2019 dopo la conclusione del rapporto con Renault, Hulkenberg è divenuto terzo pilota della Racing Point nel 2020 avendo la possibilità di partecipare a tre Gran Premi per rimpiazzare prima Lance Stroll e poi Sergio Perez fermati dal Covid.

Se a Silverstone non aveva potuto gareggiare per un problema tecnico, nella seconda gara sul circuito inglese di è qualificato terzo chiudendo settimo la corsa e poi è risultato ottavo al Nurburgring. Grandi risultati, senza dubbio. Rimasto legato al team di Lawrence Stroll, divenuto Aston Martin, Hulkenberg nel 2021 è rimasto inattivo, ma quest'anno ha rimpiazzato Sebastian Vettel, fermato dal Covid, a Sakhir e Jeddah ottenendo come miglior piazzamento il 12esimo posto in Arabia Saudita.

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