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17 Gen [13:14]

Chi ha vinto più corse E-Prix?
Il re è Buemi, poi Di Grassi

Alessandro Bucci

Giunta alla sesta edizione della sua ancor breve storia, la Formula E vanta un parco piloti invidiabile, annoverando probabilmente la media più alta a livello qualitativo nello sterminato mondo del motorsport. Mentre nel campionato di riferimento (Formula 1) troviamo in griglia di partenza assi e piloti nella media (alcuni dei quali ‘con la valigia’, per usare un termine forse ingiusto, ma in parte eloquente), nell’’elettro show’ si è consolidato nel tempo un trend uniforme di piloti talentuosi ingaggiati profumatamente dai team su basi prevalentemente tecniche e legate all’esperienza maturata in diverse categorie dell’automobilismo.

Non v’è dubbio che la serie full-electric sia in celere espansione, tuttavia il campionato fortemente voluto da Jean Todt e Alejandro Agag non è ancora riuscito a scrollarsi di dosso quell’antipatica nomea di ‘campionato di riserva’ della Formula 1, dal momento che la maggior parte dei piloti iscritti provengono proprio dal big circus dove, per un motivo o per l’altro, non sono riusciti a garantirsi un sedile o a togliersi soddisfazioni di rilievo.

Sono quattordici i piloti che hanno vinto almeno una corsa nella serie full-electric, quattro dei quali hanno poi conquistato il campionato. Iniziamo parlando del due volte campione Jean-Eric Vergne, punto di riferimento della sbalorditiva DS Techeetah che, anche in virtù della recentissima partnership con la casa francese, ha assunto il ruolo di protagonista in Formula E. Il francese ex Toro Rosso, a quota otto successi, è da sempre un testimonial della serie e il suo coinvolgimento è aumentato di pari passo con la crescita all’interno della dimensione completamente elettrica. Dopo la bellezza di sei secondi posti collezionati tra 2014 e 2017 (dapprima con team Andretti, poi con DS Virgin e Techeetah), il primo successo ghermito da Vergne è arrivato nell’atto conclusivo della stagione 3 in Canada. Un preludio alle successive sette affermazioni tutte in nero oro vestito, togliendosi anche la soddisfazione di trionfare nell’Eprix di casa a Parigi nel 2018. JEV nell’arco di cinque stagioni ha incamerato venti podi complessivi ed è ora chiamato a riscattare un inizio di stagione non convincente.

Ma il pilota con più affermazioni ad oggi nell’elettro show è Sébastien Buemi, a quota 13. Lo svizzero, anch’egli ex Toro Rosso, ha colto la prima affermazione in Uruguay nel 2014 al volante della E.dams Renault, giungendo secondo nella classifica finale alle spalle del brasiliano Nelsinho Piquet, primo campione FE nella storia. Il talento di Aigle ha dovuto attendere solamente una stagione per inserire il proprio nome nell’albo dei campioni, ghermendo tre vittorie in una stagione che lo vide duellare sino all’ultimo Eprix in calendario a Londra con il campione in carica Lucas Di Grassi.
Tuttavia, l’annata maggiormente ricca di soddisfazioni in termini di vittorie per Buemi è la stagione 3, con ben sei successi tre dei quali consecutivi tra l’Eprix inaugurale di Hong Kong e Buenos Aires. L’ultima vittoria colta da Sébastien in FE risale a gara 1 in quel di NYC nella passata stagione con Nissan e.dams, dopo quasi due campionati a digiuno seppur non siano mancati podi sporadici per l’ex Toro Rosso.

Nella classifica generale dei piloti FE maggiormente vittoriosi troviamo il rivale più temibile di Buemi, il brasiliano Lucas Di Grassi, a quota 10. Il vice campione GP2 2007 con ART è presente in FE sin dall’esordio della serie e ha mostrato un miglioramento progressivo nelle prime tre stagioni, senza contare che resta nella storia per esser stato il primo vincitore dell’elettro show, precedendo Franck Montagny nell’Eprix inaugurale di Pechino pilotando l’Audi. L’ex Virgin (F1), da sei stagioni pilota di riferimento per la casa tedesca vanta almeno una vittoria a stagione ed ha sempre terminato il campionato nella top 3 della classifica piloti.

Un altro ‘alfiere elettrico’ che risponde ‘presente’ all’appello dei piloti vincenti in almeno un Eprix a stagione è il britannico Sam Bird, primo al calar della bandiera a scacchi nel secondo gran premio elettrico della storia in Uruguay al volante della Virgin. Da sempre ‘paladino’ della casa britannica, Bird ha regalato regolarmente spettacolo rendendosi protagonista, talvolta, di azioni al limite del regolamento. E’ il caso, ad esempio, del disastroso tamponamento ai danni di André Lotterer ad Hong Kong, privando il tedesco di una probabile quanto meritata vittoria. Bird, tra i suoi meriti in FE, ha quello di aver realizzato una fantastica doppietta nel doppio round di NYC nella stagione 3, firmando anche 5 pole e 6 giri veloci in carriera.

A quota tre successi nella classifica generale troviamo invece il figlio d’arte Nicolas Prost, doppio vincitore a Londra nella stagione 2 esaltando i colori della Renault E.dams. Il francese, uscito dal giro full electric da ormai due stagioni, condivide la quinta posizione nella classifica dei più vincenti con il belga Jérome D’Ambrosio (Dragon e Mahindra) e lo svedese Félix Rosenqvist, alla terza stagione nel 2018-2019. Nonostante sia il primo campione nella storia FE, il figlio d’arte Nelson Piquet annovera ‘solamente’ due successi nella categoria, avendo trionfato con il team China a Long Beach e Mosca.

Fanno compagnia al brasiliano a quota due successi il tedesco Daniel Abt (Audi), il portoghese Antonio Felix Da Costa (Aguri, Andretti, BMW, DS Techeetah) e l’olandese Robin Frijns (Andretti, Virgin). Chiudono la classifica con un’affermazione in carriera lo svizzero naturalizzato italiano Edo Mortara (Venturi), il neozelandese Mitch Evans (Jaguar) e il britannico Alex Sims (BMW), vincitore dell’ultimo Eprix a Dyriah (Arabia Saudita), appuntamento inaugurale della stagione 6.

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