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21 Mar 2007 [0:02]

Continuano i contrasti tra sponsor - AT&T ricorre contro la Nascar

Un altro capitolo è iniziato nella battaglia degli sponsor Nascar: AT&T ha citato in giudizio l'organizzazione dopo il divieto, imposto all'azienda, di pubblicizzare il proprio marchio sulla vettura numero 31 di Jeff Burton. AT&T, conclusa con successo l'acquisizione di Cingular, si appresta ad eliminare il marchio e farne ricadere tutte le attività sotto l'ombrello della compagnia madre. Nextel, attuale sponsor principale della omonima Nextel Cup, si sarebbe opposto all'avvicendamento dei brand sulla carrozzeria della Chevy 31, in quanto potenzialmente concorrenti. Da notare come il team Childress sia per la seconda volta alle prese con questo genere di problemi: già nel recente passato, la squadra si era vista costretta a ridurre i marchi Shell sulla tuta e sulla vettura di Kevin Harvick, per evitare contrasti con Sunoco, fornitore ufficiale di carburanti per la categoria.

Anche Robby Gordon ha avuto di che preoccuparsi: dopo aver convinto Motorola ad allargarsi ad un ruolo di sponsor primario, si è visto costretto, sempre per via della concorrenza con Nextel, a rimuovere tutti i marchi e rischiare di rimanere senza il budget necessario. Solo con un accordo dell'ultima ora, la Nascar ha autorizzato l'apposizione dei loghi, purché fossero riferiti specificamente ai lettori audio prodotti dall'azienda.

E' positivo che una categoria così importante abbia un governo forte e deciso, ed è chiaro che i contratti in essere siano sacri e vadano onorati. Ma occorre riflettere: nessuna serie al mondo, con la congiuntura economica che caratterizza l'automobilismo attuale, può permettersi di rifiutare potenziali sponsor multinazionali. La Nascar, grazie ad una gestione intelligente e ad un notevole background storico, sembra avere guadagnato un vantaggio sulle categorie rivali. Ma i vantaggi, si sa, sono fatti anche per essere persi...

Marco Cortesi

Nella foto, la versione "ritoccata" della Ford di Gordon