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23 Feb 2019 [15:34]

Ferrari e Mercedes da battere,
dubbi Red Bull, bene Renault e Alfa

Massimo Costa

Dovevano essere più lente per via delle ali anteriori più grandi e del peso superiore di 10 kg rispetto al 2018. E invece, come ormai la F1 ci ha insegnato da tempo, gli ingegneri spesso superano se stessi e le aspettative di tutti, e le monoposto 2019 alla prima uscita nei test collettivi sono già veloci come quelle dello scorso anno. Basti pensare che il miglior crono dei quattro giorni svolti a Montmelò e realizzato dalla Renault di Nico Hulkenberg, è di soli due decimi superiore alla "pole" finale degli otto giorni di prove del 2018, ottenuto dalla Ferrari di Sebastian Vettel. Per la precisione: 1'17"191 contro l'attuale 1'17"393. Considerando che da martedì prossimo a venerdì vi saranno altre otto sessioni di test, è lecito pensare che il muro dell'1'17" verrà abbattuto.



Ma cosa ci hanno detto i test spagnoli. Il dato maggiore che è emerso è la raggiunta affidabilità da parte dei motoristi. Ferrari e Mercedes non hanno conosciuto intoppi, tra i team clienti qualche inconveniente lo ha sofferto la Haas che monta la power unit italiana, ma poca cosa. La Renault sembra aver compiuto un netto passo in avanti rispetto a 12 mesi fa, per non parlare della Honda che normalmente trascorreva più tempo ai box che in pista e invece sia Toro Rosso sia Red Bull hanno potuto girare in totale tranquillità.



Se la Ferrari ha iniziato da leader i test nei primi due giorni con Sebastian Vettel e Charles Leclerc, la SF90 nella classifica generale è poi stata sopravanzata da Alfa Romeo, Toro Rosso, Renault e Mercedes, che hanno impiegato gomme di mescola morbida a differenza del team italiano. Ma non c'è troppo da spaventarsi se andiamo a vedere le differenze di prestazioni a seconda degli pneumatici utilizzati. Mario Isola, responsabile del costruttore italiano, ha spiegato: "La differenza tra la mescola C1 e C2 è di circa 8 decimi, tra la C2 e la C3 sette decimi, tra C3 e C4 sei decimi come tra la C4 e la C5".



Il miglior tempo della Mercedes, con Valtteri Bottas e gomma C5, è stato di 1'17"857 mentre Leclerc con la C3 ha ottenuto 1'18"046, questo il tempo "record" della Rossa. Considerando la differenza citata da Isola di circa sei decimi, si può capire come in Ferrari regni l'ottimismo, derivante anche dai commenti dei piloti che hanno definito la vettura molto facile da guidare, come se fosse già stata sviluppata in precedenza. Mentre la Mercedes, secondo quanto detto da Bottas, avrebbe ancora i cronici problemi nell'individuare la giusta finestra di utilizzo per le gomme. Va però sempre ricordato che non si conoscono i reali carichi di benzina impiegati dai vari team.



Qualche dubbio lo ha lasciato la Red Bull. Non si è capito quale sia il reale valore della RB15, sempre piuttosto lontana, tra i 4-5 decimi, dalla Ferrari a parità di gomme (ma con quanta benzina a bordo?). Come detto sopra, la power unit Honda ha permesso alla Red Bull di coprire qualcosa come 2.220 km, cosa impensabile soltanto pochi mesi fa. Pare, però, che il motore provochi eccessive vibrazioni, come accadeva con la McLaren, anche se in Red Bull smentiscono e, come fanno ormai da novembre, il ritornello è sempre uguale, atto ad elogiare le prestazioni del motore Honda. Bene, invece, la Renault sia come km accumulati sia come prestazione secca sul giro. Che la scelta di Daniel Ricciardo di lasciare la Red Bull per il costruttore francese sia stata azzeccata? Tra le sorprese, oltre alla Toro Rosso, va citata l'Alfa Romeo, mostratasi veloce e resistente, e con due piloti di assoluto valore come Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi.

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