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31 Lug [17:39]

Ferrari, il manuale del perdente
Verstappen e la Mercedes perfetti

Massimo Costa - XBP Images

Lo si attende con ansia nelle librerie di tutta Italia. Non mancherà la traduzione in lingua inglese, francese, spagnolo e tedesco. In futuro anche in giapponese e cinese. Stiamo parlando del Manuale del Perdente, edito dalla Ferrari e firmato da Mattia Binotto, team principal, con la collaborazione degli strateghi del muretto box e di coloro che da remoto dovrebbero supportare la squadra in pista. Un best seller di sicuro successo. Anche nel GP di Budapest, si è scritto un capitolo molto interessante sul come far perdere una corsa già vinta al pilota di Maranello che in classifica generale ha il maggior numero di punti.

L'occasione era ghiotta come non mai. Max Verstappen, leader del mondiale, partiva decimo, mentre le due Ferrari erano in prima fila, seconda piazzola, con Carlos Sainz e in seconda fila, terza piazzola, con il monegasco secondo in campionato. In pole, il sorprendente George Russell con la Mercedes sempre più competitiva. Leclerc doveva rimediare all'errore brutto di Le Castellet, unica sua grande mancanza del 2022 dopo la giravolta di Imola che, però, ha certamente avuto un minore impatto sulla classifica.

Pronti via e Russell se ne è andato con facilità. Sainz, secondo, non riusciva ad avvicinarlo ed ha sofferto per tutta la corsa di una mancanza di prestazione della vettura che lui stesso non si è spiegato. Al traguardo è arrivato quarto, addirittura giù dal podio, senza avere la forza per attaccare nel finale Russell e per difendersi da Lewis Hamilton. Una corsa col fiatone la sua, deludente sotto tutti i punti di vista.

Leclerc, invece, ha occupato il terzo posto nella prima parte della gara e a un certo punto ha chiesto via radio se Sainz poteva spingere di più, perché lui aveva un passo superiore. Per non creare imbarazzi, il sorpasso è avvenuto al pit-stop, giro 21. Con gomme medie, Leclerc ha preso Russell, tra i due è nato un bel confronto terminato con un fulmineo sorpasso del monegasco all'inglese. Leclerc a quel punto era tranquillamente al comando della gara e niente avrebbe potuto bloccarlo verso la vittoria, se non un errore o un problema tecnico. Non essendo presentatisi tali elementi negativi, ci ha pensato il muretto Ferrari. Al giro 39, Leclerc è stato chiamato per il secondo pit-stop e tra la sorpresa generale è ripartito con gomme dure in terza posizione.



Le Pirelli a banda bianca le avevano montate i due piloti Alpine ed era chiaro dai riferimenti cronometrici che stavano soffrendo come matti. La temperatura ambiente e dell'asfalto non permetteva alle gomme di raggiungere la finestra ottimale per regalare una perfetta aderenza. Per di più, nessuno tra coloro che occupavano le prime posizioni, ovvero Red Bull e Ferrari, ha avuto una simile pensata, giocando tra medie e soft.

Perché la Ferrari ha gettato Leclerc nei problemi optando per le hard? Inspiegabile, incomprensibile. Leclerc non ha più avuto il passo di prima, soffriva, non teneva la sua monoposto è stato raggiunto e superato da Verstappen che poco dopo è finito sorprendentemente in testacoda. Leclerc si è quindi ritrovato davanti alla Red Buill numero 1, ma l'olandese lo ha passato nuovamente in quanto la F1-75 pareva una barchetta in balia delle onde. Nel mentre Sainz conduceva la corsa, finché non è andato ai box per il secondo pit-stop (entrambi lenti) e montare le soft, Verstappen si è quindi trovato al comando. Russell ha superato Leclerc al 53° giro e la tornata seguente la Ferrari, compreso finalmente l'errore enorme commesso, ha richiamato ai box Charles per il terzo pit-stop. Per lui pronte gomme soft. Addio podio e sesta posizione finale.

Ecco quindi come distruggere l'ottimismo che ammantava la Ferrari prima della partenza. Si poteva ridurre il gap dei 63 punti da Verstappen, invece si lascia la capitale ungherese con Leclerc che ha 80 punti dal capo classifica. Una disfatta clamorosa. La Ferrari ha spesso la vettura più veloce del mondiale, ma riesce sempre a fare generosi regali alla concorrenza. E Verstappen ringrazia per l'ennesima volta. La corsa del campione del mondo non è stata senza sbavature per via di quel testacoda rapidamente risolto, ma in realtà la sua prova è stata perfetta. Attento e attendista, efficace nei sorpassi, Verstappen è stato supportato da una buona strategia Red Bull e il cambio del motore dopo la qualifica è arrivato al momento giusto.



E poi che dire della Mercedes che raccoglie il secondo doppio podio consecutivo. Hamilton è stato sensazionale e da settimo si è preso con forza il secondo posto con la soddisfazione personale di superare il poleman e compagno Russell, in difficoltà con le gomme nel finale, e prima ancora Sainz. Hamilton le soft le ha messe più tardi di tutti ed ha pagato. Russell ha disputato una bella prima parte di gara, è sempre stato in zona podio, si è difeso ed ha combattuto. Senza dubbio la Mercedes dispone della miglior coppia di piloti del mondiale. E attenzione, perché il costruttore tedesco è a un passo dal prendere la Ferrari nella classifica, fatto che appariva pura fantascienza un paio di mesi fa.

Mai in gara per qualcosa di importante gli altri. Ci si aspettava molto dalla McLaren-Mercedes di Lando Norris dopo il bel quarto posto in qualifica, ma anche per lui la scelta delle gomme dure si è rivelata dannosa ed ha concluso settimo davanti alle due Alpine-Renault di Fernando Alonso ed Esteban Ocon, più intenti a darsi battaglia tra di loro piuttosto che pensare ad andare a prendere la McLaren con la quale si combatte per il quarto posto nel costruttori.

Sebastian Vettel ha strappato l'ultimo punto passando Lance Stroll, manovra che non gli era riuscita a Le Castellet quando aveva chiuso 11esimo dietro al compagno. Inesistenti Alpha Tauri, Haas e Williams oltre che... Daniel Ricciardo. Il guizzo del doppio sorpasso su Alonso e Ocon non ha avuto seguito e l'australiano ha terminato 15esimo. Lui ha 19 punti, Norris 76. Se la McLaren è quinta in classifica con 95 punti ed è dietro all'Alpine che ne ha 99, non si possono certo imputare particolari colpe alla monoposto inglese. Bensì alla inconsistenza di Ricciardo.



Domenica 31 luglio 2022, gara

1 - Max Verstappen (Red Bull-Honda) - 70 giri
2 - Lewis Hamilton (Mercedes) - 7"834
3 - George Russell (Mercedes) - 12"337
4 - Carlos Sainz (Ferrari) - 14"579
5 - Sergio Perez (Red Bull-Honda) - 15"688
6 - Charles Leclerc (Ferrari) - 16"047
7 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'18"300
8 - Fernando Alonso (Alpine-Renault) - 1 giro
9 - Esteban Ocon (Alpine-Renault) - 1 giro
10 - Sebastian Vettel (Aston Martin-Mercedes) - 1 giro
11 - Lance Stroll (Aston Martin-Mercedes) - 1 giro
12 - Pierre Gasly (Alpha Tauri-Honda) - 1 giro
13 - Guan Yu Zhou (Sauber Alfa Romeo-Ferrari) - 1 giro
14 - Mick Schumacher (Haas-Ferrari) - 1 giro
15 - Daniel Ricciardo (McLaren-Mercedes) - 1 giro
16 - Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) - 1 giro
17 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1 giro
18 - Nicholas Latifi (Williams-Mercedes) - 1 giro
19 - Yuki Tsunoda (Alpha Tauri-Honda) - 2 giri

Ritirato
Valtteri Bottas

Il campionato piloti
1.Verstappen 258; 2.Leclerc 178; 3.Perez 173; 4.Russell 158; 5.Sainz 156; 6.Hamilton 146; 7.Norris 76; 8.Ocon 58; 9.Bottas 46; 10.Alonso 41; 11.Magnussen 22; 12.Ricciardo 19; 13.Gasly, Vettel 16; 15.Schumacher 12; 16.Tsunoda 11; 17.Zhou 5; 18.Stroll 4; 19.Albon 3.

Il campionato costruttori
1.Red Bull-Honda 431; 2.Ferrari 334; 3.Mercedes 304; 4.Alpine-Renault 99; 5.McLaren-Mercedes 95; 6.Sauber Alfa Romeo-Ferrari 51; 7.Haas-Ferrari 34; 8.Alpha Tauri-Honda 27; 9.Aston Martin-Mercedes 20; 10.Williams-Mercedes 3.

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