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12 Apr 2022 [16:56]

Ferrari, occhio alla Mercedes in crisi:
seconda in classifica, la W13 migliorerà

Massimo Costa - XPB Images

Mercedes in crisi? Mercedes a picco? Mercedes ha sbagliato il progetto della monoposto? Lo abbiamo scritto tutti in questo avvio del campionato F1 2022. La W13 ha palesato parecchi problemi fin dai suoi primi giri di pista, ma alla luce dei risultati di Melbourne, viene lecito porsi una semplice domanda: se la drammatica Mercedes occupa il secondo posto nella classifica piloti con George Russell e il quinto con Hamilton, se la squadra di Toto Wolff è seconda nel mondiale costruttori, tutto questo nonostante in qualifica rimanga a un secondo da Ferrari e Red Bull, la noia del porpoising ancora non è stata debellata assieme ad altre mancanze aerodinamiche, cosa potrà accadere quando lo staff degli ingegneri Mercedes riuscirà a ricomporre a dovere la W13?

Perché non pensiamo di sbagliare nel sostenere che la Mercedes a breve raggiungerà il livello di competitività di Ferrari e Red Bull se non, addirittura, lo supererà. Scenario ottimistico? Può darsi, ma quando ci sono di mezzo personaggi come James Allison, Andrew Shovlin e naturalmente Wolff, capaci di riconoscere i propri errori, di fare pesante autocritica, allora bisogna prestare attenzione perché a Brackley si sta facendo di tutto per dimenticare queste prime tre gare. E guardate bene: non ci sono stati processi, urla scomposte, allontanamenti, licenziamenti, tipico della Ferrari quando le cose andavano male. In Mercedes, silenzio assoluto. Solo lavoro, compattezza, e parla il grande capo. Che semina bastonate, parla di risultati inaccettabili senza problemi davanti a tutte le tv. Poi, nella hospitality si fa sentire con chi di dovere, senza alzare la voce, e rimane il rispetto e la fiducia. Perché “noi siamo la Mercedes”, dicono.



A Melbourne, il weekend per Hamilton e Russell era iniziato tutto in salita nelle prove libere, le novità dell’ala posteriore e del fondo non erano arrivate, non si sapeva bene cosa pensare. In qualifica, i due piloti britannici hanno dato il meglio sfruttando bene il lavoro degli ingegneri che capiscono sempre più dove intervenire ogni qualvolta la W13 trasmette dati e macina chilometri. E così, è arrivata la terza fila per entrambi. Non benissimo considerando gli standard degli ultimi anni, ma non malissimo. “Ho quasi segnato il quarto tempo”, ha spiegato Hamilton sabato, “che sarebbe stato un bel risultato, ma in gara lotteremo per quella posizione. Il problema è che la mia macchina quando la spingi troppo diventa velenosa, è come un serpente a sonagli, non sai mai quando ti colpirà. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra altezza della vettura e prestazioni. Io e George abbiamo provato cose leggermente diverse, speriamo di avere raccolto buoni dati per la squadra”.

E finalmente è arrivata la corsa. Hamilton al via è stato incredibile balzando subito al terzo posto, mangiandosi Sergio Perez e Lando Norris. Chissà cosa avrà pensato Max Verstappen nel vedere negli specchietti quella monoposto color argento. Ma i limiti della W13 sono presto emersi. Hamilton non ce l’ha proprio fatta a raggiungere la Ferrari e la Red Bull davanti a lui e così si è concentrato per conquistare il terzo gradino del podio. Ma non ha fatto i conti con Perez prima e con la safety-car dopo, che ha nettamente favorito Russell, che lo seguiva come un’ombra. Il neo pilota Mercedes avendo “pittato” proprio un attimo prima della SC, si è trovato senza colpo ferire davanti a Hamilton e Perez.



Russell ha disputato una eccellente gara, mettendo in crisi Perez quando, una volta superato Lewis, ha raggiunto il giovane George. Che stava facendo di tutto per contenere l’unica Red Bull superstite, ma dai box lo hanno avvisato che sarebbe stato meglio salvaguardare le gomme, tanto Perez ne aveva di più. A malincuore, Russell si è lasciato passare ed ha pensato a come conservare il podio, poco dietro di lui Hamilton. Alla fine, la Mercedes ha recuperato la terza e la quarta posizione e un totale di 27 punti, più di tutti, che la portano a 65 lunghezze in campionato contro le 104 della Ferrari e le 55 della Red Bull.

A ben guardare, è dunque la Mercedes a far paura, più di una Red Bull che si sta rivelando estremamente inaffidabile e con un Verstappen costretto a due ritiri su tre gare tanto che ha soltanto 25 punti, tre in meno di Hamilton e ben 34 in meno del leader Leclerc. Attenzione dunque a Russell, che zitto zitto è secondo in campionato forte di un quarto, un quinto e un terzo posto e ad Hamilton che comincia a sentire (terzo, decimo e quarto) l’odore della rinascita. Il cammino è ancora lungo, siamo appena al terzo appuntamento di ventitré. Tutto potrà ancora accadere.

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