formula 1

Newey ammette il ritardo
La Aston Martin resta innovativa

Carlo Luciani All’alba di una nuova stagione, la curiosità di scoprire le forme delle monoposto che affronteranno il mondia...

Leggi »
formula 1

Williams, shake-down a Silverstone
Team pronto per i test di Sakhir

Primi giri per la Williams FW48 sul circuito, bagnato, di Silvestone. La squadra diretta da James Vowles ha saltato i test p...

Leggi »
formula 1

Williams presenta la nuova livrea
La novità, il bianco sulle fiancate

Il team Williams ha presentato ufficialmente la livrea della FW48, svelando un nuovo look per il team nell'era...

Leggi »
formula 1

Doohan trova spazio in Haas
Sarà la riserva via Toyota

Massimo Costa - XPB ImagesNon è stato confermato in Alpine, dopo essere stato scaricato al quinto Gran Premio del 2025, è st...

Leggi »
FIA Formula 3

Deligny lascia Prema
e si accasa da Van Amersfoort

Massimo CostaEnzo Deligny ha lasciato il team Prema con il quale si era accordato per il campionato di Formula 3. Il frances...

Leggi »
formula 1

Durksen pilota di sviluppo
per il team Mercedes

Massimo CostaJoshua Durksen è stato nominato dalla Mercedes pilota di sviluppo per la stagione in corso. Protagonistai in Fo...

Leggi »
29 Ott 2022 [22:18]

Ferrari toglie i veli dalla 499P
La LMH per puntare a Le Mans

Da Imola - Michele Montesano

Un fulmine rosso ha squarciato la notte di Imola. Sul circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari, il Cavallino Rampante ha tolto i veli mostrando la 499P, l’Hypercar con cui la Casa di Maranello l’anno prossimo tornerà a sfidarsi per la vittoria assoluta della 24 Ore di Le Mans e per il FIA WEC. Non poteva esserci location più suggestiva del circuito in riva al Santerno, da sempre luogo culto per il Cavallino, denso di storia e in grado di trasmettere adrenalina e passione ad ogni sua curva.

L’intero progetto è pieno di rimandi al passato con l’obiettivo di riannodare la storia che lega la Ferrari con il Mondiale Endurance. Si parte proprio dal nome, 499P come vuole la tradizione di Maranello, ad indicare il numero della cilindrata unitaria del motore seguito dalla lettera P di prototipo. Il filo conduttore viene ripreso anche dalla scelta cromatica della livrea, con il rosso inframezzato dal giallo Modena, proprio come nella 312P del 1973, con l’unica ‘licenza poetica’ del nudo carbonio (siamo pur sempre nel terzo millennio). Anche per questo, la scelta della numerazione delle vetture non poteva ricadere sul 50, a siglare la strada interrotta esattamente cinquant’anni fa, e sul 51, il numero più vincente della recente storia Ferrari nel GT.



Per quanto riguarda la vettura, Ferrari ha deciso di sposare il regolamento LMH che, a differenza dei prototipi LMDh, lascia maggior spazio all’intera progettazione. Partendo proprio dal telaio monoscocca in fibra di carbonio che, assieme alle sospensioni a triangoli sovrapposti di tipo push-rod, permette di raggiungere doti di rigidezza che si traducono in un incremento di performance soprattutto nella percorrenza delle curve senza intaccare l’usura degli pneumatici.

L’aerodinamica è stata accuratamente studiata sia al CFD sia in galleria del vento, per poi ricevere le ‘cure’ del Centro Stile Ferrari diretto da Flavio Manzoni, coniugando così design ed efficienza. Il frontale presenta un muso basso ed affilato per far defluire i flussi verso il corpo vettura, contemporaneamente lo splitter va’ ad alimentare il fondo piatto. Le fiancate sono dotate di uno scanso inferiore per raffreddare i radiatori posizionati al loro interno. Mentre i passaruota, dotati di nervature in carbonio, hanno il compito di raddrizzare i flussi che investono la vettura.

L’abitacolo è sormontato da un’ampia presa, divisa in due setti, che alimenta il powertrain Ferrari. Dietro l'aribox è presente la pinna, che si raccorda con l’alettone posteriore, fondamentale per gestire al meglio gli angoli di imbardata. Lo spoiler a sua volta presenza le derive verticali con 3 soffiature per ridurre le pressioni in gioco. Il profilo principale, invece, lavora in sinergia sia con l’estrattore che con il piccolo flap, posto fra i due passaruota, per garantire il carico aerodinamico ottimale al retrotreno.



Cuore pulsante della 499P è il V6 biturbo da 3 litri montato in posizione centrale-posteriore e derivato dalla produzione stradale. L’angolo della V a 120° ha permesso l’introduzione dei turbo all’interno delle bancate per ottimizzare gli ingombri. La potenza del motore termico è limitata dal regolamento a 500 kW, pari a 680 CV. A questo va associato l’ERS (Energy Recovery System) in grado di garantire una potenza massima di 200 kW (272 CV) sull’asse anteriore, solamente dopo determinate velocità che verranno stabilite da FIA e ACO. Il sistema, studiato in stretta sinergia con il reparto F1 del Cavallino, presenta un pacco batterie, posizionato sotto il serbatoio e dietro la schiena del pilota, con una tensione nominale di 900 Volt.

Il programma di sviluppo prosegue a ritmo serrato, finora sono stati macinati 12.000 km divisi fra due vetture. Su una 499P si è cercato di focalizzarsi sull’affidabilità, mentre sull’altra sulla ricerca delle prestazioni oltre che l’ottimizzazione della componente elettrica con quella termica. Questi mesi saranno cruciali per il prosieguo dello svezzamento della LMH, ma lo sguardo degli uomini Ferrari è già focalizzato verso la 1000 Miglia di Sebring, prevista il 17 marzo, che segnerà il debutto ufficiale della neonata rossa.
CetilarFORMULA MEDICINEDALLARA