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23 Giu 2026 [16:25]

Gli eroi del volante schiavi
dei responsabili dei social media

Massimo Costa

Uno degli aspetti che più mi provoca l'orticaria (scusate se parlo in prima persona, sapete che lo faccio raramente), è vedere i 22 piloti di Formula 1, gli eroi che combattono in pista a 330 orari e ci regalano sempre grandi emozioni, costretti a trasformarsi in bambini dell'asilo ad ogni viglia di un Gran Premio.

Cosa intendo? Schiavi dei responsabili social media dei vari team, i piloti devono assoggettarsi a una serie di giochetti che più stupidi non si può, quiz da bambini di quinta elementare e cose così. Questi filmatini che vanno sugli account instagram e simili delle undici squadre di F1, riscuotono un grande successo tra i fans, quindi, senza dubbio, hanno ragione gli illustri esperti dei social media.

Si sa, ormai su Instagram o Tik Tok, questi i social più utilizzati, qualsiasi banale video pubblicato, qualsiasi stupidata (scusate il termine) riscuote puntualmente una cascata di like, di apprezzamenti. Il ché fa venire più di un dubbio sulla deriva in cui si sta precipitando.

Ma ve li immaginate i vari Michael Schumacher, Ayrton Senna, Nigel Mansell, Nelson Piquet, Alain Prost, Mika Hakkinen e così via, ridursi a macchiette per essere protagonisti di questi filmati senza senso? Non è questione di stare al passo con i tempi, non ci sentiamo ancora vecchi abbastanza per finire nel pentolone di quelli che "una volta era tutto più bello". No, non è questo il punto.

Qual è quindi? E' che stiamo parlando dei campioni del volante, di ragazzi fenomenali che hanno raggiunto la F1 a suon di sacrifici e talento, e vederli protagonisti di queste sciocchezze è a dir poco imbarazzante. Non c'entra proprio nulla.

A questo, si aggiungono poi gli stereotipi Paese per Paese. Si va a Melbourne, ed ecco che saltano fuori le palle ovali da rugby che i  piloti devono lanciare, si va a Miami, e i piloti sono costretti a tirare di mazza con le palline da baseball, Si va In Stiria, questo fine settimana, e ci si veste con i costumi tradizionali. Ci sono i mondiali di calcio, e spuntano palloni con Leclerc e compagnia che tentano improbabili tocchi. E via così.

Una valanga di banalità, di sciocchezze e in fondo, non si capisce il perché, al di là del compiacimento dei responsabili dei team che vedono aumentare i like, i piloti debbano ridursi ad interpretare questi spettacolini.
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