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12 Ott 2008 [13:56]

Hamilton e Massa
Il gioco si fa duro

Sono obbligati a fornire un'immagine di bravi ragazzi: puliti, gentili, sorridenti, rilassati. Con i papà ai box a disposizione delle telecamere a completare il quadretto, gli addetti stampa che li controllano a vista ad ogni passo. Questo vuole la F.1 degli sponsor, delle pierre, delle Case automobilistiche. Ma la realtà è ben diversa. Per fortuna. Lewis Hamilton e Felipe Massa non sono poi tanto diversi da Nigel Mansell ed Ayrton Senna (che se le davano in pista e ai box fregandosene di tutto ciò che li circondava) quando sono al volante delle loro monoposto. E al Fuji se ne è avuta una dimostrazione.

Hamilton era arrivato in Giappone sospinto dalla forza di chi guida il mondiale. Deciso nelle dichiarazioni, anche un poco sprezzante, sembrava avesse già il titolo in tasca. Dalle parole era poi passato ai fatti ottenendo una bella pole. Ma quando la corsa è partita, Hamilton non ha sopportato di ritrovarsi dietro a Kimi Raikkonen dopo pochi metri. E ha tentato di riappropiarsi immediatamente della prima posizione. Ha visto il varco e ci si è buttato dentro, senza troppo ragionare. Come fa un cavallo di razza. Ma è arrivato lungo ed ha trascinato nell'ampia via di fuga esterna Raikkonen. Un gesto istintivo quello di Hamilton, da pilota. In fase di partenza è difficile effettuare quei calcoli che negli ultimi Gran Premi ha pur dimostrato di saper fare.

La corsa è quindi proseguita, con l'inglese ritrovatosi dietro a Massa, rispettivamente in quinta e sesta posizione. Hamilton non ha perso tempo e ha attaccato il brasiliano passandolo. Ma subito è arrivato il tentativo di replica del ferrarista. Alla chicane, nella prima curva a destra, Massa si è trovato all'esterno, ha tentato di resistere, ma Hamilton gli è schizzato via. Il pilota della McLaren ha impostato allora la sua traiettoria per la piega a sinistra, anche in maniera troppo ottimista, quasi dimenticandosi del rivale. Massa ha comunque tenuto giù, ha messo due ruote sull'erba montando letteralmente sul cordolo col risultato di speronare Hamilton.

Guerra vera quella tra i due contendenti per il titolo mondiale. Altro che sorrisi e parole al miele. Non restava quindi che attendere le decisioni dei commissari FIA. L'esito è arrivato dopo pochi minuti: drive through per Hamilton e per Massa. Penalità simile per entrambi benché il danno causato dal brasiliano sia stato ben maggiore in quanto Hamilton ha ripreso la pista in ultima posizione. Il britannico della McLaren ha sbagliato la staccata della prima curva, d'accordo, ma quante volte abbiamo visto un pilota che in partenza ha trascinato qualche suo collega all'esterno della virata iniziale? Tante volte, ma non ricordiamo sia mai stata assegnata una penalità.

Hamilton ha fatto buon viso a cattivo gioco. Ha ammesso di avere esagerato alla prima curva, ha detto che se potesse rivivere quel momento si comporterebbe diversamente. Ma ha sottolineato che non condivide di aver subìto la medesima penalità di Massa che lo ha spinto fuori. Disparità di trattamento. Ultimo, Hamilton è rimasto estromesso da ogni possibilità di entrare in zona punti. Massa invece si è lanciato in un inseguimento pazzesco. La sua Ferrari era rapissima e lui l'ha sfruttata al meglio. Realizzando il giro più veloce. Ma Massa ha vissuto un altro momento critico quando nelle ultime battute del GP ha trovato sulla sua strada Sebastien Bourdais.

Il francese era appena uscito dai box, ha fatto di tutto per non intralciare il sopraggiungente Felipe, ma il contatto c'è stato lo stesso. Dove doveva mettersi Bourdais? Massa ha stretto troppo la traiettoria? Implacabili i commissari hanno assegnato 25" di penalità al francese della Toro Rosso, il quale l'ha presa proprio male. Difficile dargli torto. Inutile aggiungere che così agendo la FIA ha permesso a Massa di guadagnare una posizione e di conseguenza un punto in più. Il gioco si fa duro. E sporco. A Shanghai la prossima puntata.

Massimo Costa
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