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3 Ago 2020 [19:24]

Hulkenberg, che beffa a Silverstone:
ma potrebbe avere un'altra opportunità

Jacopo Rubino - XPB Images

La piccola favola è rimasta incompiuta. Almeno per adesso. Un problema alla power unit non ha permesso a Nico Hulkenberg di prendere il via nel Gran Premio di Gran Bretagna, e di sfruttare un'occasione unica: mai aveva guidato una vettura tanto competitiva come la Racing Point di quest'anno. C'era molta curiosità nello scoprire cosa avrebbe potuto ottenere con la RP20, la famigerata "Mercedes rosa", ma al suo rientro in Formula 1 dopo otto mesi il tedesco può camminare comunque a testa alta. E qualora Sergio Perez dovesse restare fermo anche nel prossimo weekend, in base alle norme sulla quarantena, nel GP del 70° Anniversario ci sarebbe un altro tentativo possibile.

"Sarebbe stato fantastico ottenere un piazzamento di spessore. Il fine settimana è stato come un salto nel buio, ma è stato bello tornare a lavorare con questa squadra", ha raccontato l'ex alfiere Renault, appiedato a fine 2019. La Racing Point è infatti l'erede della Force India di cui è stato portacolori nel 2012 (dopo una stagione da collaudatore) e ancora dal 2014 al 2016: un elemento chiave nella scelta di averlo come sostituto di Perez, risultato positivo al Coronavirus appena giovedì. "Conosce gli ingegneri, è già stato al nostro simulatore, conosce i nostri metodi", spiegava il team principal Otmar Szfnauer. Senza dimenticare un'indubbia competitività, riconosciuta sia nel paddock che dagli appassionati.

La compagine di Lawrence Stroll, in virtù di un accordo con la Mercedes, avrebbe potuto ricevere in "prestito" le riserve Stoffel Vandoorne ed Esteban Gutierrez. Il belga si preparava però all'impegno in Formula E a Berlino, mentre il messicano (che magari avrebbe soddisfatto gli sponsor del connazionale Perez) forse non era una soluzione non così convincente, non avendo disputato una gara iridata dal 2016. La Racing Point ha già schierato "Hulk" nel GP virtuale del Bahrain a marzo, ma questa era tutta un'altra storia: non un videogioco, ma la realtà.

L'ok ufficiale è arrivato a pochi minuti dall'inizio della FP1, in attesa che le verifiche sul COVID-19 fossero superate: l'epilogo di 24 ore "surreali", come le ha definite lo stesso Nico, tra il volo per raggiungere l'Inghilterra, i controlli medici, la preparazione del sedile, le questioni burocratiche e i meeting per conoscere in fretta la monoposto e i suoi comandi. A Silverstone ci sarebbe andato comunque, seppur da opinionista TV, e in più avrebbe dovuto dirigersi al Nurburgring con una Lamborghini GT3. Ma a volte i piani cambiano improvvisamente.

Di nuovo al volante di una F1, nel primo turno di prove Hulkenberg ha chiuso nono, e addirittura settimo nella FP2. In qualifica ha sfiorato l'ingresso in Q3, con il 13esimo tempo. "Sono soddisfatto. Non è semplice, dopo otto mesi, saltare nell'abitacolo in un ambiente completamente diverso, su una macchina mai guidata ed essere subito veloce. Specialmente in un circuito come Silverstone", aveva commentato a caldo. "Ma sto iniziando a capire la vettura, l'obiettivo è andare a punti".

La condizione fisica di Hulkenberg non era ancora al top, soprattutto per quanto riguarda il collo: certi muscoli si allenano soltanto guidando. "Senza essere sottoposto a queste forze laterali per otto mesi, non posso essere preparato a sufficienza", aveva ammesso sabato. Negli ultimi giri di gara magari avrebbe sofferto, ma avrebbe potuto compensare mettendoci un po' della sua esperienza. Un guasto di poco conto, un bullone difettoso, domenica ha invece reso impossibile persino accendere il V6 della sua monoposto. Niente gara. Una vera e propria beffa, ma chissà che non ci sia una seconda possibilità.
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