F4 Italia Misano - Gara Finale<br />Un, dos, tres per Costoya<br />

Misano - Gara Finale
Un, dos, tres per Costoya

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GT World Challenge Sprint a Zandvoort - Gara 2<br />Ferrari domina con Green-Vermeulen

Sprint a Zandvoort - Gara 2
Ferrari domina con Green-Vermeulen

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F4 Italia Misano - Gara 3 A/C<br />Sammalisto si laurea campione<br />A Costoya il

Misano - Gara 3 A/C
Sammalisto si laurea campione
A Costoya il "successo di tappa"

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F4 French Lédenon - Gara 3<br />Tsuchihashi concede il bis<br />Bouzar a 4 punti dal titolo<br />

Lédenon - Gara 3
Tsuchihashi concede il bis
Bouzar a 4 punti dal titolo

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F4 Italia Misano, le penalità di gara 2<br />Weiss perde il podio, 3° Aksoy

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F4 Italia Misano - Gara 2 A/B<br />Pazzo finale, ne approfitta Costoya

Misano - Gara 2 A/B
Pazzo finale, ne approfitta Costoya

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25 Set 2019 [12:40]

Il campione Newgarden
pronto per la leggenda

Marco Cortesi

Josef Newgarden non era tranquillo, non lo era per niente, al via dell'ultimo appuntamento della stagione IndyCar 2019 a Laguna Seca. Sapeva che non sarebbe stato al cento per cento come assetto sulla pista californiana, così come non lo era stato a Mid-Ohio, tracciato simile. Proprio a Mid-Ohio aveva buttato tutto via con un contatto all'ultimo giro.

Sin dalle prime fasi, ha guardato più ai suoi rivali che a se stesso. Per vincere il titolo aveva bisogno di un nono posto, ma la storia IndyCar ha mostrato quanto sia pericoloso tararsi sul "minimo" nella gara finale di stagione. Juan Pablo Montoya nel 2016 aveva bisogno di un quinto posto, e perse il campionato a pari punti. A Will Power... capitò un destino simile per ben tre volte.

Newgarden è riuscito invece nell'intento, anche grazie alla prova di Colton Herta che, fuori dai giochi per il titolo, ha dominato la corsa, portando via il massimo punteggio. Considerata la pressione che aveva addosso, il pilota del team Penske può vedere quell'ottavo posto come un successo importantissimo.

Un successo che gli ha dato il secondo titolo, quello più difficile, perché è molto più complicato tornare al top quando hai tutto da perdere che farlo al primo anno con un top-team, in cui le aspettative non sono al massimo. Il secondo titolo è anche lo spartiacque che può portare sulla strada della leggenda, che certifica qualità, solidità e merito.

Come pilota, Newgarden è fondamentalmente lo stesso del 2017. Cresciuto per essere un grande campione, già con la massima maturità. Quest'anno, ad aiutarlo nella corsa al successo è stato il gran numero di sfidanti che si sono divisi successi ed... errori. Ben sette piloti hanno vinto almeno due gare, e la grande alternanza ha portato a premiare, ancor più che d'abitudine, coloro in grado di mantenere un livello globalmente alto su tutte le piste. Sono stati perdonati più errori, perché tutti, per restare al top, ne hanno commessi.

E per Newgarden la differenza l'hanno fatta proprio le giornate-no, i quarti e quinti posti quando le cose non giravano. Oltre alle vittorie perentorie sugli ovali. Newgarden ricorda sempre di più le leggende dell'IndyCar dei tempi d'oro. Manca solo (si fa per dire) il successo nella 500 Miglia, che di questo passo arriverà, a suo tempo.
DALLARA