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9 Apr [13:06]

Intervista a Federico Malvestiti
"L'obiettivo è la top-10 in Formula 3"

Mattia Tremolada

L’annuncio dell’accordo con il team Jenzer Motorsport per correre tutta la stagione del FIA Formula 3, i test a Sakhir in Bahrain e poi lo stop, momentaneo ma prolungato, a causa del diffondersi della pandemia di Covid-19. Federico Malvestiti, classe 2000, nato e cresciuto a pochi passi dall’Autodromo Nazionale di Monza, sta trascorrendo la quarantena forzata in casa dopo aver visto rimandare il primo appuntamento stagionale di F3 a meno di una settimana dall'inizio delle ostilità. 

Il pilota brianzolo aveva già saggiato la terza categoria lo scorso anno a Silverstone, quando proprio con la squadra diretta da Andreas Jenzer, con cui prenderà parte alla stagione 2020, era subentrato a Giorgio Carrara, a sua volta sostituto di Artem Petrov. In quell’occasione Malvestiti aveva debuttato direttamente nel weekend di gara su una vettura che non aveva mai provato prima, sul prestigioso palcoscenico della Formula 1.

“Quella di Silverstone è stata un’esperienza molto bella, seppur sfortunata - racconta Federico - Non avevo mai provato la Dallara di F3 fino a quel momento, quindi in qualifica sono rimasto nelle retrovie. In gara 1, dopo solo sei giri sono stato costretto al ritiro a causa di un guasto alla batteria, perdendo la possibilità di percorrere chilometri utili. Essendomi ritirato, nella seconda corsa sono partito ultimo, rimontando fino alla 23esima posizione. Ma l’aspetto positivo è stato dimostrare di avere il passo degli altri piloti e riuscire a difendermi bene nel gruppo”.



Hai poi avuto modo di tornare nell’abitacolo della vettura nei test di fine anno di Valencia e poi nuovamente in Bahrain.
“A Valencia ho potuto disputare le prime due giornate prima di partire per il round finale della Formula Renault di Abu Dhabi. Il bilancio è stato sicuramente positivo, e mi sono trovato molto bene anche sulla pioggia del primo giorno. In Bahrain invece è iniziata la preparazione vera e propria alla stagione 2020: ho conosciuto l’ingegnere con cui lavorerò quest’anno e insieme abbiamo lavorato tanto, sia sul passo gara, sia sulle qualifiche. Il ritmo sembra promettere bene, mentre sul giro secco dobbiamo ancora lavorare. Ho comunque lasciato il Bahrain soddisfatto e fiducioso”.

Immaginando che il campionato possa partire sul finire dell'estate, e che si riesca comunque a disputare un buon numero di gare, quale credi che possa essere il tuo obiettivo? 
“Anche se ci dovessero essere meno corse l’obiettivo non cambia. Dovrò cercare di acquisire più esperienza possibile, puntando a qualificarmi nelle prime dieci, quindici posizioni. In gara punto alla zona punti, quindi ad arrivare in top-10. E con la griglia invertita della seconda corsa questo significherebbe partire davanti e potersi giocare posizioni importanti”.

Se invece la stagione 2020 dovesse essere annullata o composta solamente da pochi appuntamenti, credi che il programma possa essere esteso al 2021?
“Spero assolutamente che si possa correre quest’anno, anche a costo di finire il campionato molto tardi. Ci siamo preparati tanto durante l’inverno con i miei preparatori atletici Francesco Locati e Chiara Laurora e con la mental trainer Marisa Muzio”.



Dopo la pausa invernale avete avuto tre giornate di test e poi, anziché iniziare a fare sul serio, è arrivato questo ulteriore lunghissimo stop forzata. Come stai gestendo questa strana situazione?
“È vero, è abbastanza strano. Non ho il simulatore a casa purtroppo, perchè negli ultimi anni mi sono esercitato presso la struttura Wave Italy a Verona. Cerco di allenarmi comunque tutti i giorni e di studiare con regolarità per gli esami universitari. Essendo da solo e potendo contare solamente sulla piccola palestra che ho a casa è più difficile mantenere la forma fisica. Però mi sto impegnando molto e ho più tempo per potenziare i muscoli che hanno sofferto un po’ in Bahrain, come quelli del collo e delle spalle. Posso permettermi di sovra caricarmi perché anche se mi affatico ho il tempo necessario per recuperare”.

Per la stagione 2020 sei tornato con Jenzer Motorsport, con cui avevi già corso in Formula 4 Italia, cogliendo la vittoria a Imola. Qual è il tuo rapporto con la squadra svizzera?
“In realtà il nostro rapporto non è mai finito e, anche se lo scorso anno ho corso con BhaiTech Racing, siamo sempre rimasti in contatto. Per me il team Jenzer è come una seconda famiglia. In due anni insieme in F4 mi hanno aiutato a crescere tantissimo e quindi mi è sembrata la soluzione migliore per debuttare a tempo pieno in F3”.

Dopo tre stagioni in F4, l’anno scorso hai debuttato in Formula Renault. Hai trovato grandi differenze tra le due monoposto o ti ha sorpreso di più il salto in F3?
“Non ho trovato un grande divario prestazionale tra la F4 e la Formula Renault, che infatti è solo pochi secondi più veloce. C’è invece una differenza importante tra la Renault e la F3, a livello di prestazioni, velocità massima e accelerazione. È impressionante la quantità di velocità che si può portare in curva. Anche le gomme sono molto differenti. Le Pirelli permettono di effettuare un solo giro in qualifica e in gara va gestita l’usura”.

Un bilancio a freddo della stagione 2019 in Formula Renault?
“Il bilancio purtroppo è negativo. Sia io sia il team eravamo al debutto nel campionato e abbiamo pagato la mancanza di esperienza. Mi sono trovato a correre per la prima volta su piste che non conoscevo. Siamo comunque riusciti a salire sul podio di Spa, a centrare la top-5 a Monza e altri piazzamenti in zona punti”.




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