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29 Mar 2005 [18:34]

Intervista a GABRIELE TARQUINI
«Quest'anno saranno Dirk e Jorg
Muller i piloti Bmw da battere»

Corre per l’Alfa Romeo da quattro anni consecutivi. La stagione scorsa ha dovuto cedere il titolo (che fu suo nel 2003) all’inglese Andy Priaulx, ma nei recenti test monzesi ha già fatto capire che nel 2005 intende tornare ad essere il numero uno. La grinta è quella di sempre, che gli ha fruttato il soprannome di “Cinghio”. Così Gabriele Tarquini, abruzzese, classe 1962, si appresta ad affrontare l’ennesima avventura che lo vedrà schierato, coi colori del Biscione, nell’eterna lotta contro le teutoniche BMW. Il tutto, nel nuovo contesto di un campionato Turismo divenuto mondiale.

- Col Wtcc questa volta si correrà per un titolo iridato. Tutta un’altra musica?

«E’ una bella novità, dopo il mondiale di F.1 ed il Rally, c’è il Turismo. Ritengo che sia una promozione guadagnata sul campo, grazie al seguito di pubblico, di media e dello spettacolo espresso. Con un gap minimo tra le vetture la bagarre è garantita e con l’arrivo di Case importanti, il campionato è pronto per decollare».

- Tanto spettacolo in pista, ma anche nel paddock, aperto a tutti e con un’atmosfera sana e rilassata, senza cancelli e cancelletti come in F.1.

«Rispetto alla F.1, che non può permettersi i paddock aperti, qui vige una filosofia diversa. Con un supplemento di prezzo, una famiglia ha la possibilità di arrivare ai box, vedendo da vicino i piloti e le macchine. Peculiarità che rendono il campionato appetibile al grosso pubblico».

- Per l’Alfa Romeo sarà l’anno della riscossa?

«La vettura è un affinamento di quella dell’anno scorso, che era già competitiva. Per cui avendo alle spalle anni di sviluppo, non sarà facilissimo ottenere ancora del margine: in sostanza dovremo spremerla».

- Tutto ciò in attesa della 159?

«Certo, questa sarà l’arma dell’Alfa Romeo per il 2006. Purtroppo non faremo in tempo a portarla in pista quest’anno, visto che sarà in commercio intorno a giugno-luglio e sono necessari i 25.000 esemplari venduti per l’omologazione. Stesso discorso vale per la Bmw, che la prossima stagione schiererà la nuova serie 3».

- Chi temi della concorrenza?

«Nel 2004 Priaulx ha disputato una grande stagione, ma ora vedo tra i favoriti i due del Team Deutschland, Jorg e Dirk Muller. Possono contare su un buon vantaggio tecnologico rispetto alla scuderia di Priaulx. Comunque i veri valori delle forze in campo si vedranno dopo le prime gare. Per ora, noi ci collochiamo subito alle loro spalle, davanti alla Seat, che ha fatto grossi passi avanti. Sarà un campionato combattutissimo, dal momento in cui la FIA può intervenire sulla vettura che domina con l’handicap del peso. E come negli anni passati, il risultato si deciderà alla fine con un margine di pochissimi punti tra il primo e il secondo».

- Tra i giovani della categoria chi ti ha maggiormente impressionato?

«Sicuramente metto tra i primi il nostro Augusto Farfus che nel 2004 ha fatto un ottimo apprendistato. Poi vedo bene Terting della Seat e Huff della Chevrolet».

- Pensi che il WTCC stia iniziando ad attirare i giovani piloti delle monoposto?

«Il ragazzino che proviene dal kart è logico che sogni di correre in monoposto, inseguendo il sogno della Formula Uno. Ma lì ci vanno solo 20 piloti, più qualche tester pagante. Per cui occorre offrire ulteriori sbocchi e, restando nell’ambito europeo, ritengo che WTCC, DTM e Fia GT, siano delle formule professionalmente valide. E tra queste, il Mondiale Turismo è una ottima collocazione per piloti professionisti. A differenza del DTM che è una realtà tedesca, il nostro calendario prevede appuntamenti in tutta Europa e anche oltre oceano».

Carlo Baffi
Intervista raccolta martedì 22 marzo 2005
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