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8 Gen 2022 [19:18]

Intervista a Stefano Turchetto
"LMP3 ideale per TS Corse"

Mattia Tremolada

Dopo aver corso con successo in monoposto per tanti anni, nel 2020 il team brianzolo TS Corse di Stefano Turchetto ha cambiato rotta, volgendo il proprio sguardo al mondo delle ruote coperte, in particolare quello dei prototipi, con una Duqueine D08. La stagione d’esordio nell’Ultimate Cup è stata più che positiva, con una vittoria assoluta a Magny-Cours, ma nel 2021 TS Corse ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella, approdando nella Michelin Le Mans Cup, uno dei campionati più competitivi per i prototipi di classe LMP3.

“È un campionato davvero bello, con un livello di partenti elevato - ha commentato Turchetto - Il valore aggiunto in questa stagione è stata la Road to Le Mans, la gara che precede la 24 ore sul circuito della Sarthe, che ha visto al via ben 46 auto, di cui 35 LMP3. Il nostro programma purtroppo è partito un po’ in ritardo quest’anno e abbiamo potuto fare pochi test prima di iniziare la stagione, ma fin dal primo appuntamento di Barcellona siamo stati competitivi, dimostrando un ottimo potenziale velocistico nelle prove. In gara abbiamo peccato di inesperienza, in quanto anche il nostro pilota Silver Cian Carey era alla prima gara in LMP3. L’annata è però stata positiva e Pietro Peccenini ha dimostrato di essere uno dei migliori piloti Bronze sulla griglia, qualificandosi sempre attorno alla decima posizione contro piloti molto esperti”.

Qual è il bilancio di TS Corse dopo due stagioni nelle gare di durata?

“Penso che sia stata la scelta giusta per la nostra squadra. Questo programma in LMP3 ci piace molto, perché tutto il team è grande protagonista fino alla fine della gara, mentre in monoposto allo spegnimento dei semafori è tutto nelle mani del pilota. Nelle corse di durata invece la strategia è fondamentale, gli ingegneri devono essere concentrati e saper leggere la gara, mentre i meccanici hanno un ruolo fondamentale nei pit stop”.



Che cosa vi manca ancora rispetto alle squadre più blasonate ed esperte?

“L’esperienza è fondamentale in questo genere di gare e noi abbiamo meno chilometri sulle spalle rispetto ai nostri rivali. L’approccio dei top team è molto impegnativo e tra una gara e l’altra tornano in pista per due o tre giornate di prove, cosa che invece noi non abbiamo fatto per questione di budget. Ma per fare il salto di qualità non ci sono scorciatoie, dobbiamo adattarci”.

Come procede invece il lavoro di sviluppo della Duqueine?

“Siamo a buon punto, abbiamo lavorato tanto con i nostri ingegneri, trovando un buon set-up di gara, con cui riusciamo a preservare le gomme e ad arrivare alla fine con i pneumatici ancora freschi, in modo da poter spingere anche nel finale, senza sacrificare gli ultimi 10 minuti di gara”.

Quali sono i programmi futuri di TS Corse?

“Nel 2022 saremo nuovamente al via della Michelin Le Mans Cup, sempre con Pietro come pilota Bronze, mentre stiamo valutando chi sarà il Silver. Credo che questo sia il campionato migliore per le auto di classe LMP3, nonché il più competitivo sulla piazza. Inoltre il mio cuore batte ancora per le monoposto, quindi non mi sento di dire che quello sia un capitolo chiuso, anche se a causa della pandemia da Covid-19 abbiamo dovuto lasciarle in secondo piano nelle ultime due stagioni”.
Cetilar