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20 Mar 2025 [14:17]

La F1 piange Eddie Jordan
Nel '99 il suo team fu 3° nel Mondiale

Massimo Costa - XPB Images

Si è spento a 76 anni Eddie Jordan. Afflitto da un male risultato incurabile che l'ha afflitto all'inizio del 2024 (forma aggressiva di cancro alla prostata e alla vescica), l'ex costruttore di Formula 1 ha chiuso gli occhi per sempre stamane, a Città del Capo (Sud Africa) dove viveva con la famiglia. Irlandese doc, Jordan divideva il lavoro in banca a quello di pilota arrivando a gareggiare nella F3 inglese (decimo nel 1980) e partecipando anche a qualche gara della serie europea di F3 e F2. Riuscì a svolgere, nel 1979, dei test per la McLaren di F1.

Ma Jordan non aveva i soldi necessari per proseguire la carriera da pilota e così decise di passare dall'altra parte della barricata creando la Eddie Jordan Racing, iscritta al campionato britannico di F3. Dopo aver lanciato piloti come David Leslie, James Weaver, David Sears (poi anch'egli titolare di un team, Super Nova) , Martin Brundle e Johnny Herbert, col quale vinse il titolo del 1987, Jordan è salito in F.3000 vincendo il campionato del 1989 con Jean Alesi.

A quel punto, è cominciata l'idea di entrare in F1 grazie anche al progettista Gary Anderson. Il debutto come Jordan Grand Prix è avvenuto nel 1991 e i risultati sono stati a dir poco strepitosi. Bravo nella ricerca degli sponsor, Jordan ha presto creato una squadra capace di puntare non solo al podio, ma anche alle vittorie. In quel 1991, i suoi primi piloti furono Bertrand Gachot e Andrea De Cesaris.

Accadde poi, in quel 1991, che il belga ebbe guai giudiziari e Jordan portò al debutto un giovanissimo Michael Schumacher nel GP del Belgio. In gara si ritirò subito, ma quello che mostrò in qualifica e nelle libere convinse la Benetton diretta da Flavio Briatore di prenderlo subito strappandolo a Jordan, che rimediò con Roberto Moreno, il brasiliano che fu licenziato da Benetton per far posto al tedesco.



In totale, la Jordan ha corso in F1 dal 1991 al 2004 ed ha vinto 4 Gran Premi: 3 nel 1999 (Belgio, Francia, Italia) con Damon Hill e Heinz-Harald Frentzen, uno nel 2003 con Giancarlo Fisichella in Brasile. Nel 1999 il team si è piazzato terzo nella classifica costruttori e quarto nel 1998. Nel 1999, Frentzen è rimasto a lungo in lotta per la vittoria finale nel campionato piloti vinto da Mika Hakkinen.

Ma i costi crescenti richiesti per correre in F1 hanno finito per mettere in difficoltà Jordan e i risultati nei primi anni 2000 sono stati sempre più deludenti. Finché, nel 2005, Jordan ha venduto il team al canadese-russo Alex Shnaider che nel 2006 entrò in F1 con il nome Midland. Ma l'avventura di Shnaider durò una sola stagione liquidando il tutto agli olandesi di Spyker, i quali dopo un solo anno a loro volta cedettero il team a Vijay Mallya, leggi Force India. L'imprenditore indiano ha retto in F1 fino al 2018 quando ha ceduto la squadra a Lawrence Stroll che dapprima l'ha chiamata Racing Point, poi dal 2021 Aston Martin.

Jordan è sempre rimasto legato al mondo della F1. Dopo il ritiro dal ruolo di costruttore, ha lavorato per la televisione seguendo i Gran Premi per la BBC e per Channel 4, scrivendo per alcuni magazine inglesi. E' stato anche il manager di Adrian Newey. Jordan era anche un bravo batterista e non perdeva mai l'occasione per cimentarsi con una propria band. E' stato azionista della squadra di calcio del Celtic Glasgow e coinvolto in tanti altri interessi extra F1. Era sposato dal 1979 con Marie ed aveva quattro figli.
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