indycar

Long Beach - Gara
Palou vince e torna in testa

Carlo Luciani Alla fine vince sempre lui: Alex Palou. Il pilota spagnolo ha conquistato anche il Gran Premio di Long Beach,...

Leggi »
World Endurance

Imola – Gara
Toyota corsara, Ferrari seconda

Davide Attanasio - DPPI ImagesC'era grande attesa, a Imola, per assistere alla prima tappa del campionato del mondo...

Leggi »
formula 1

Primo test con la Mercedes per Pin
Duecento km in quel di Silverstone

Davide AttanasioPrima la promozione a pilota di sviluppo della Mercedes (e, successivamente, del team Peugeot nel WEC), poi ...

Leggi »
IMSA

Long Beach – Gara
Acura spezza il dominio Porsche

Michele Montesano Per la prima volta nella stagione 2026 dell’IMSA SportsCar Championship non figura una Porsche sul primo ...

Leggi »
indycar

Long Beach - Qualifica
Rosenqvist torna in pole

Carlo Luciani A distanza di tre settimane dall’appuntamento in Alabama, la IndyCar è tornata in pista sul circuito cittadin...

Leggi »
GT Internazionale

Tragico incidente al Nordschleife
Muore il 66enne Juha Miettinen

Massimo CostaTutti gli occhi erano per la Mercedes Red Bull di Max Verstappen e Lucas Auer. La gara di qualifica in vista de...

Leggi »
17 Feb 2021 [10:20]

La F1 vuole ancora due GP in USA,
tornare a Indianapolis è un'opzione

Jacopo Rubino - XPB Images

Liberty Media, la proprietà americana della Formula 1, continua a desiderare un secondo Gran Premio negli Stati Uniti, oltre a quello sul circuito di Austin. Lo ha ripetuto anche Stefano Domenicali, nuovo amministratore delegato della serie regina: "È senza dubbio un obiettivo, spero di poter dare presto una risposta". Ma dove si potrebbe andare, considerando gli ostacoli per l'evento sulle strade di Miami?

I vertici sognavano di portare il Circus in Florida già nel maggio di quest'anno. Al di là dei successivi problemi innescati dalla pandemia del Coronavirus, le resistenze dei comitati locali si sono rivelate fino a qui insuperabili. Intervistato da Autoweek, Domenicali ha così messo sul tavolo anche le ipotesi Las Vegas e Indianapolis, seppur con prudenza.

"Ad oggi non posso affermare se Las Vegas sia meglio o peggio, ad essere onesto. Ci stiamo lavorando duramente. Indianapolis è nelle possibilità. Abbiamo molti elementi, ma sarebbe sbagliato e prematuro dire qualcosa, perché andremmo a creare aspettative che non vogliamo creare", ha precisato il manager imolese. "Certamente l'attenzione è lì. La cosa importante da cambiare negli Stati Uniti è il fornire informazioni ogni giorno, a tutti livelli, con il coinvolgimento dei piloti, dei team e degli organizzatori".

Las Vegas ospitò i round finali delle stagioni 1981 e 1982, decisivi per i titoli di Nelson Piquet e Keke Rosberg, in un bizzarro tracciato allestito nel parcheggio del casinò Caesars Palace. Tornare a correre nella capitale del gioco d'azzardo è stato, a più riprese, anche un pallino del vecchio patron Bernie Ecclestone.

A Indianapolis, escludendo le 500 Miglia conteggiate nel Mondiale dal 1950 al 1959, la F1 ha gareggiato fra il 2000 e il 2007 nella pista appositamente ricavata all'interno dell'ovale. Tolto il fiasco Michelin dell'edizione 2005, disputata dalle sole tre scuderie gommate Bridgestone (Ferrari, Jordan, Minardi), non si continuò per la mancata intesa economica sul rinnovo. Assieme alla IndyCar, dal 2019 la proprietà dell'impianto è però passata a Roger Penske, che ha subito aperto la porta alla F1.

Trattandosi di una pista permanente, per giunta già omologata, Indianapolis offrirebbe l'opportunità più facile per organizzare la seconda tappa negli USA tanto ambita. Significativo che lo scorso agosto l'ultima 500 Miglia abbia avuto come ospite d'onore Jean Todt, presidente della FIA, molto soddisfatto della visita.

Nella foto la partenza del GP USA 2007, l'ultimo a Indianapolis

TatuusTRIDENTWSKF4ItaliaF4 SpanishEurocup3G4RacingCampos RacingRS RacingCetilar