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4 Ago [13:01]

La difesa di Alonso su Hamilton
è una lezione per i giovani piloti

Massimo Costa - XPB Images

Giovedì 29 luglio erano tutti lì, nella hospitality Alpine, ad attenderlo per festeggiare il traguardo dei 40 anni. Tre giorni dopo erano tutti lì, in corsia box, per applaudire il bellissimo traguardo del quinto posto. Fernando Alonso è stato nominato dagli appassionati di tutto il mondo, pilota del giorno del Gran Premio di Ungheria grazie al suo splendido duello, o meglio, la sua meravigliosa difesa, su Lewis Hamilton. Molti team manager delle serie minori dovrebbero prendere le immagini di quella decina di giri durante i quali Alonso ha respinto gli attacchi che il sette volte campione del mondo, gli ha portato ripetutamente alla curva 1, alla curva 2 e alla curva 4, e mostrarle ai loro giovani piloti.

L’Alpine dello spagnolo e la Mercedes di Hamilton si sono più volte sfiorate, per pochi centimetri non si è verificato un contatto. Ma quando al volante ci sono un 40enne due volte iridato e un 36enne che ha battuto tutti i record della F1, difficile che possa accadere un incidente (messaggio per Verstappen, vedi Silverstone?) perché loro sanno dove mettere le ruote e guardare con attenzione gli specchietti. Intuendo quel che farà il rivale. Esperienza, rispetto. Alonso le ha provate tutte per contenere Hamilton. Portandolo largo alla curva 2, resistendo con coraggio alla curva 4 dove Lewis tentava manovre quasi impossibili, giocando di astuzia alla curva 1, rallentando leggermente in uscita per prendere poi quei metri fondamentali verso la successiva staccata. 



n poche parole, spettacolo puro. Certo, mai avremmo immaginato, e probabilmente anche loro due, di viverlo, di assistere a un duello così acrobatico tra una Alpine e una Mercedes, due pianeti diversi. Ma in questa F1 tutto può accadere. La battaglia tra questi due campioni ha avuto il primo ciak al giro 54 e si è concluso dopo 10 tornate quando Alonso ha commesso un piccolo errore alla prima piega permettendo ad Hamilton di cogliere l’occasione definitiva per il sorpasso. Fernando ha poi tentato di andare a togliere la quarta posizione all’amico Carlos Sainz, rapidamente scavalcato dalla furia Hamilton, ma non ce l’ha fatta, ormai con le gomme che non ne avevano più.

La resistenza di Alonso sul pilota Mercedes ha anche permesso, senza tanti se e senza tanti ma, al suo compagno Esteban Ocon di conquistare in maniera del tutto inattesa il Gran Premio. E’ sì, perché al traguardo, Hamilton è arrivato giusto giusto in scia a Sebastian Vettel e di lì a poco si sarebbe mangiato anche Ocon. Quei 10 giri in cui Hamilton è stato costretto a quel prolungato duello con Alonso ha quindi permesso alla Alpine di vincere la gara, un gioco di squadra (non si sa bene quanto voluto in realtà) risultato perfetto.

E dire che il ritorno del pilota asturiano in F1 non era stato dei più semplici e anche lui aveva ammesso che non la pensava così complicata. Battuto con regolarità in qualifica da Ocon, Alonso piano piano è cresciuto fino a rifilare ad Esteban un secco quattro a zero, sempre in qualifica. A Budapest il francese era tornato davanti, seppur di una inezia. Poi, la grande corsa disputata da entrambi e per Alonso la consapevolezza di poter ancora dire la sua senza problemi.

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