altre

Eurocup-5, il progetto prende forma
8 team, 5 eventi, 100.000 euro al primo

In seguito all'annuncio della Eurocup-5 da parte della Federazione Reale Spagnola Motorsport (RFEDA), il campionato ha c...

Leggi »
F4 Spanish

In 7 per un posto al sole
L'equilibrio che persiste

Davide Attanasio - FotocarÈ rimasta nascosta nel mare magnum di corse, di appuntamenti e di emozioni, che si sono affastella...

Leggi »
F4 Italia

Ecco il calendario 2027
Ultima prova a Montmelò

Saranno sette appuntamenti tutti da vivere quelli della Formula 4 italiana 2027. La ricca serie tricolore presenta una impor...

Leggi »
E4

Pronto il calendario 2027
Tappa estera a Le Castellet

Definite le date della serie E4 Championship che si sviluppa su tre appuntamenti, come da tradizione. Ad ospitare la categor...

Leggi »
gt italiano

Definiti i calendari
2027 Endurance e Sprint

Con grande anticipo rispetto al passato, ACI Sport ha già definito i calendari del Gran Turismo Endurance e Sprint della sta...

Leggi »
Rally

Cosmobilis e Park Square Capital i
nuovi promoter del WRC e del FIA ERC

Michele Montesano A margine del Rally di Finlandia, la FIA ha ufficializzato il passaggio di WRC Promoter GmbH sotto il cont...

Leggi »
26 Set 2023 [15:16]

L'anno nero del team Alpine
A Suzuka un brodino riscaldato

Massimo Costa - XPB Images

Nel limbo del sesto posto della classifica costruttori, sicura di non essere raggiunta da chi segue, certa di non poter andare a prendere chi la precede, la Alpine-Renault cerca di concludere il suo anno nero cavandosi qualche soddisfazione. Anche se il risultato di Suzuka appare come un brodino mal riscaldato, il nono posto di Esteban Ocon e il decimo di Pierre Gasly vale pure sempre qualcosa. Intanto, sono arrivate al traguardo entrambe le A523 e questo, dopo la doccia fredda di Singapore con il ritiro per motivi tecnici di Ocon a Singapore mentre stava disputando una gara tosta, è già significativo.

Suzuka ha comunque fotografato perfettamente quella che è la posizione stagionale della Alpine, tra la settima e la decima quando va bene. Se poi accade qualcosa di particolare e i suoi bravi piloti riescono a fare la differenza, ecco che arriva un terzo posto a Montecarlo con Ocon e a Zandvoort con Gasly, poi anche sesto a Singapore. Ma la media dei piazzamenti 2023 è quella detta sopra. Il licenziamento di gruppo, cose mai viste in F1, operato dagli alti piani Renault con in testa il presidente Luca De Meo nel fine settimana di Spa, ovviamente non sta producendo alcun effetto, ci vorrà molto tempo anche perché non si è ben capito fino a oggi come sarà strutturata la squadra del futuro, soprattutto per quanto riguarda il ruolo fondamentale del direttore tecnico, ora occupato da Matt Harman.

In Renault poi Alpine dal 2018, di provenienza Mercedes, non si sa se sarà lui a portare avanti il progetto della monoposto 2024 così come non si sa bene a chi è affidato lo sviluppo delle power unit francesi, il punto debole del costruttore francese da ormai un decennio. Eppure, non si è mai provato a strappare qualche motorista dai team rivali vincenti. A volte la presunzione dei transalpini porta a situazioni complicate e non è un caso che nessun altro team abbia le power unit targate Alpine, se non il team di casa.

L’irritazione della dirigenza Renault esplosa prima di Spa, era motivata dai grandi passi in avanti della Aston Martin e della McLaren. L’avvio a bomba del team di Lawrence Stroll, che adesso però è in picchiata continua, e la crescita notevole della squadra di Zak Brown cominciata a partire dall’estate europea, avevano sollevato la legittima domanda: perché loro sì e noi sempre no? Perché noi, nonostante tutti gli investimenti fatti, non riusciamo mai a essere regolarmente protagonisti? Poi, ci si è messa anche la Ferrari a trovare la via giusta verso il podio e la vittoria, e per di più con al comando quel Frederic Vasseur che proprio la Renault aveva buttato a mare dopo un solo anno da team principal, nel 2016 preferendogli Cyril Abiteboul col quale non c’era sintonia.

Proprio l’attuale numero uno del team Ferrari, recentemente aveva raccontato così il suo breve trascorso in Renault, che coincideva anche con il suo debutto in F1: “Quando ero in Renault, per certi cambiamenti dovevi aspettare che si riunisse il comitato esecutivo, passavano giorni e giorni. In Ferrari un problema che pongo al mattino può avere una risposta nel pomeriggio. Non posso parlare per il passato, ma sono rimasto impressionato dalla comunicazione interna con i vertici di Maranello e dalla loro reattività".

Non pare che le cose siano cambiate in Alpine Renault e lo conferma lo smarrimento dell’ex team principal Otmar Szafnauer che non riusciva a far capire alla dirigenza che in F1 serve tempo per creare una squadra vincente. A questa va aggiunta lo sprezzante commento di Alain Prost quando è stato informato dell’allontanamento di Laurent Rossi, amministratore delegato Alpine, ruolo ora dell’ex Peugeot Bruno Famin che fa anche il team principal:

“Laurent Rossi è il più bell'esempio dell'effetto Dunning-Kruger, quello di un leader incapace che pensa di poter superare la sua incompetenza con la sua arroganza e la sua mancanza di umanità nei confronti delle sue truppe. Si spera che la decisione di cambiare anche altri elementi della squadra sia un elettroshock salutare per la scuderia. Amo la Renault e vederla oggi in questo stato mi rattrista e mi angoscia. Merita di meglio e ha tutte le carte in regola per riuscirci". Non resta che aspettare il 2024.
TatuusTRIDENTWSKF4ItaliaF4 SpanishEurocup3G4RacingCampos RacingRS RacingCetilar