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8 Dic [13:26]

Le dieci opere d’arte
firmate Lewis Hamilton

Alessandro Bucci

Difficile, se non impossibile, stabilire quali siano le dieci vittorie più importanti del sei volte Campione del Mondo Lewis Hamilton in Formula 1. Degli 84 successi firmati dalla superstar inglese, attualmente secondo solo al Kaiser di Kerpen Michael Schumacher nella classifica ogni epoca di vittorie siglate nella massima serie, almeno la metà potrebbero essere tranquillamente menzionate in un’ipotetica top 10. Scopo di questa classifica è selezionare dieci successi di ‘Hammertime’ che mettano in evidenza le sue migliori qualità di pilota: velocità, concentrazione massima in pista, sorpassi e duelli mozzafiato, gestione di gara e delle gomme molto spesso fuori norma, amore e conoscenza per la storia F1 e assenza di timore reverenziale nei confronti dei veterani e Campioni incontrati ad inizio carriera con McLaren-Mercedes. Indossate le cinture di sicurezza e… buon viaggio nel tempo.

10. Canada 2007
Un allora giovanissimo Lewis Hamilton (22 anni e 6 mesi), al sesto GP in carriera, scatta dalla pole (la prima in carriera) a fianco del più esperto compagno di squadra Fernando Alonso. ’Il figlio del vento’, approfittando anche di un ‘Nando in confusione (errori vistosi alla frenata di curva 1) vince una gara travagliata, segnata dal terrificante incidente di Robert Kubica su BMW Sauber. Il pilota polacco ne esce fortunatamente illeso, anche se sarà costretto a saltare l’appuntamento successivo a Indianapolis per motivi precauzionali. Il successo ottenuto a Montréal da Lewis è il coronamento di un sogno, iniziato in tenerissima età e portato a compimento grazie anche ai grandi sacrifici profusi da papà Anthony, all’epoca manager del Campione del Mondo GP2 uscente.

9. Turchia 2010
Un successo che merita di essere menzionato principalmente per un motivo: il grande duello prolungato senza scorrettezze con il compagno di squadra Jenson Button (McLaren Mercedes). La svolta della gara è al 40esimo giro, quando Sebastian Vettel attacca in staccata di curva 12 l’altro pilota Red Bull-Renault Mark Webber. La manovra ottiene l’effetto di danneggiare la gara di entrambi (Seb ritirato e l’australiano costretto ad un pit-stop per sostituire l’ala anteriore), spalancando la porta alle McLaren di Hamilton e Button. Inizia così un balletto a suon di scambi di posizione in curva 1, con i due che arrivano anche al contatto con le fiancate delle rispettive monoposto. A spuntarla, infine, è ‘the black pearl’, al primo successo di una stagione che sarà alla sua portata, ma che non lo vedrà nemmeno tra i primi tre nella classifica piloti finale.



8. Ungheria 2009
Undicesimo con nove miseri punti in classifica dopo dieci round disputati, Lewis Hamilton vede letteralmente i sorci verdi nella stagione 2009. La McLaren-Mercedes MP4-24 lamenta scarsa competitività ed è chiamato ad una pronta reazione. In pieno clima di guerra tra FIA e Fota, la F1 sbarca a Budapest avvicinandosi alla pausa estiva. Autore di un’incoraggiante qualifica (quarto), Lewis sfrutta al meglio il Kers di cui è dotata la sua McLaren ad inizio gara, sorpassando con un esterno mozzafiato Mark Webber su Red Bull-Renault in curva 2. Le peripezie del leader Fernando Alonso, autore della pole grazie ad una macchina pressoché scarica di benzina e costretto quindi a fermarsi molto presto al pit stop (dove una ruota non viene avvitata correttamente, causando il ritiro di ‘Nando), spalancano le porte al primo successo del 2009 di Lewis, magistrale in gara risultando l’unico pilota tra quelli iscritti a poter vantare almeno una vittoria a stagione.

7. Stati Uniti 2012
E’ l’ultimo successo in McLaren, ma anche l’ennesima prova di ‘Hammertime’ sugli avversari quando si tratta di superare in pista. Lewis, sull’allora inedito tracciato di Austin, scatta dalla prima fila a fianco del poleman Vettel, inseguendolo per tutta la gara sino all’affondo sferrato al 42° giro, con una manovra ben studiata e viziata dall’ala mobile, sfruttando anche le fasi di doppiaggio del tedesco, apparso in difficoltà non per la prima volta durante le delicate fasi di doppiaggio. Per Hamilton è il 21° successo in carriera, un risultato che gli permette di scavalcare l’ex campione McLaren-Mercedes Mika Hakkinen nella classifica dei piloti più vincenti ogni epoca.



6. Ungheria 2013
A conferma che Hamilton vince almeno un GP ad ogni stagione disputata arriva il successo a Budapest nel 2013, il quarto in carriera sul tortuoso tracciato dell’est Europa ed il primo in tuta Mercedes. Hamilton scatta dalla pole e vince dominando, togliendosi un bel sassolino dalla scarpa, vista la precedente foratura rimediata a Silverstone mentre era al comando. Con 22 vittorie nel carniere Hamilton eguaglia il connazionale e Campione del Mondo 1996 Damon Hill. In pochi si sarebbero aspettati che, dall’anno dopo, Lewis avrebbe totalizzato ben 28 vittorie nell’arco di un biennio.

5. Gran Bretagna 2008
In seguito ad una qualifica certamente non irresistibile (quarto alle spalle del poleman nonché compagno di squadra Heikki Kovalainen, di Mark Webber e Kimi Raikkonen), Hamilton si riscatta in gara con una prestazione da cavallo di razza. Al quinto giro è già in testa (complice un prego si accomodi del finlandese ex Renault), ma ciò che colpisce è il ritmo che Lewis impone alla concorrenza su pista bagnata. Solamente ‘Iceman’ sembra poterlo impensierire. Grazie ad una strategia indovinata e fortunosa (Hamilton monta intermedie prima che si scateni un acquazzone a ciel sereno) il pilota McLaren-Mercedes fa il vuoto danzando tra i cordoli mentre, l’avversario nella corsa al titolo Felipe Massa (Ferrari), rimedia testacoda su testacoda. Lewis chiude la corsa al primo posto infliggendo un distacco di oltre un minuto e otto secondi a Nick Heidfeld, secondo con BMW-Sauber seguito a sua volta dall’altro ‘eroe’ di giornata Rubens Barrichello (Honda). Dal quarto concorrente in giù risultano tutti doppiati. Lewis dominatore assoluto.



4. Monaco 2016
Sul tracciato del Principato, pista non molto favorevole a Lewis, il numero 44 regala grande spettacolo gestendo con maestria le gomme, tenendo dietro la “belva da gara” Daniel Ricciardo (Red Bull-Renault) con gomme meno performanti dell’australiano in condizioni di asfalto estremamente difficili. Agevolato dai problemi tecnici di Rosberg e da un disgraziato cambio gomme occorso a Ricciardo, Lewis doma il pilota Red Bull con grande tenacia, guidando con ultra soft su asfalto umido a dispetto all’australiano che è su mescola super soft. Una prova di forza che avanza di pari passo con lo spettacolo in pista, anche se all’anglocaraibico viene contestato un taglio di chicane effettivamente molto ai limiti del regolamento.

3. Indianapolis 2007
Il rookie Lewis Hamilton, freschissimo vincitore in Canada avendo ghermito il primo successo in carriera a Montréal, bissa l’impresa ad Indianapolis, tracciato ricavato nel catino dello storico ovale. Al volante della McLaren Mercedes MP4-22, l’anglocaraibico, viene insidiato in gara dal più esperto compagno di squadra Fernando Alonso, riuscendo a domarlo con una fermezza ed un’intelligenza nella visione di gara che confermano tutto l’enorme potenziale di Lewis. I due arrivano al duello corpo a corpo senza scorrettezze e in fondo al rettifilo, in frenata, Hamilton dimostra categoricamente in mondovisione che, di soggezione nei confronti del bicampione spagnolo, non ne ha.

2. Giappone 2015
Giunto nell’amata Suzuka in testa al Mondiale con 41 lunghezze di vantaggio sul rivale al titolo Nico Rosberg, Hamilton sa di poter eguagliare il numero di vittorie del suo idolo d’infanzia Ayrton Senna, oltretutto su una delle piste nella quale, il campeao, ha scritto indelebili pagine di storia lottando con Alain Prost e conquistando titoli. Nonostante sia uscito sconfitto dal compagno Rosberg in qualifica, Lewis prende il comando al via (sfruttando anche i problemi tecnici sulla W06 del tedesco) involandosi senza problemi al suo 41esimo successo in carriera. “Qui ho visto Senna correre e vincere, qui è maturata la mia ammirazione per lui” dichiarerà ‘Hammertime’ nel dopo gara, aggiungendo: “aver eguagliato le sue vittorie proprio nella gara dove ha costruito pagine memorabili della sua carriera per me ha un significato particolare”. Lewis eguaglierà Senna anche nel numero di pole position, ghermendo la 65esima in carriera a Montréal nel 2017. Per l’occasione, la famiglia Senna, consegnerà una replica del casco di Ayrton (del 1987) subito dopo l’impresa, portando ‘Ham’ alle lacrime.



1. Bahrain 2014
Il teatro desertico del Bahrain conferma tutte le qualità di lottatore dell’allora Campione del Mondo 2008. Scattato dalla seconda posizione dietro al compagno di squadra Mercedes Nico Rosberg, Lewis prende il comando della corsa e si difende dagli arrembanti attacchi del tedesco. I duelli prolungati tra i due nella “magica” notte del Bahrain fanno sobbalzare il pubblico dalla sedia, richiamando epici confronti del passato. Al 18° giro il figlio di Keke attacca Hamilton e lo passa in curva 1 con una bella manovra, ma la tigre anglo-caraibica si riprende con decisione la testa della corsa poche curve dopo. La coppia di piloti Mercedes regalerà ancora spettacolo dopo l’ultima tornata di pit-stop, ma Lewis la spunterà sull’’eterno’ rivale Rosberg. Per il team tedesco è festa grande, i dissapori tra Hamilton e Nico sono ancora in divenire.


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