Da Milano - Eva SurianSono passati due anni da quel drammatico 14 settembre, giorno in cui Luca Salvadori, motociclista milanese, è rimasto vittima all’età di 32 anni di un incidente sul circuito stradale di Frohburg, in Germania. E proprio oggi, a distanza di due anni, Nicola Samorì, scultore e pittore contemporaneo tra i più apprezzati nella scena attuale, ha reso omaggio alla memoria del motociclista con la scultura “Le Pieghe”.
Realizzata in alluminio, “Le Pieghe” è una scultura narrativa, alta 5 metri e pesa oltre 2 tonnellate. Numerosi sono i rimandi al mondo del motociclismo, a partire dalla base che ricorda il battistrada della moto, la tuta indossata da Luca Salvadori che si mescola al tronco dell’albero e infine la moto stessa del motociclista, le cui parti sono state fuse con l’alluminio.
E poi una scritta “Qui, alle curve gemelle, Luca fece le sue prime pieghe”. È proprio dal luogo in cui è stata collocata, nell’area verde all’interno delle curve gemelle di viale Pietro e Maria Curie a Milano, che nasce il nome della scultura. Un luogo iconico per tutti gli amanti della moto, dove, anche Luca, da bambino, realizzò le sue prime “pieghe”.
L’Opera rappresenta un corpo flesso, che poggia sul ramo di un albero, delineando una forma ad “S”. “Una provocazione ottica”, come l’ha definita lo stesso autore, che vuole richiamare la “S” di Salvadori. Il volto del motociclista, invece, è ripreso in modo stilizzato.
Le “Pieghe” è un’opera fortemente voluta dal padre di Luca, Maurizio Salvadori (titolare del team Trident che partecipa ai campionati di F2, F3, Regional, F4), che ha donato al Comune di Milano. “La scelta di lasciare una traccia della breve e intensa vita di Luca”, ha spiegato Maurizio, “si è fatta strada man mano che mi sono reso conto che il dolore e il gran vuoto lasciato dalla sua scomparsa non erano vissuti solamente dalla famiglia e dagli amici più stretti, ma trovavo eco anche nella comunità di appassionati che Luca era riuscito ad aggregare attorno a sé”.
E ha aggiunto: “Ho pensato che la sua capacità di trasmettere la passione per il mondo delle corse meritasse un segno duraturo che potesse ricordarlo ai tanti che continuano a percepire in maniera profonda la sua mancanza”.
A mantenere viva la memoria di Luca, pilota e youtuber, è nata la Fondazione Luca Salvadori che si impegna ad aiutare concretamente chi ha subito un incidente in moto, promuovendo un motociclismo più sicuro e solidale. Ad Ossona, all’interno della Factory della Scuderia Trident Motorsport, è visitabile il Memorial, uno spazio dedicato a custodire la sua passione.
Era il 2009 quando Luca Salvadori iniziò a gareggiare sulle due ruote, facendo il suo esordio nel CIV, il Campionato Italiano Velocità. Prese prima parte alla Stock 600, poi nel 2010 si schierò nel campionato europeo Superstock 600, conquistando 4 punti in sella ad una Yamaha-YZF-R6. Nel 2013 le sue prestazioni migliorarono, classificandosi 17esimo alla fine del Campionato Italiano Alta Velocità.
All’europeo, invece, si classificò nono, conquistando anche un podio sul Circuito di Monza dopo essere partito dalla pole position. Nello stesso anno partecipò anche al mondiale Supersport, ma nel 2015 passò all’Althea racing nella Superstock 1000 FIM Cup fino al 2018, quando concluse l’ultima edizione al decimo posto in campionato, alla guida di una BMW S1000RR.
Negli anni successivi fu impegnato sia nel Monza Rally Show, sia nel National Trophy, ma è nel 2023, all’età di 31 anni, che si concretizza il suo esordio nel motomondiale. Ingaggiato da Pramac Racing per gareggiare nella MotoE in sella alla Ducati V21L, non riuscì a portare a termine la stagione per problemi fisici.
Così, nel 2024 partecipò al Campionato italiano Velocità in Salita, conquistando il titolo nella classe 1000 Super Open con una gara di anticipo. Nella tappa tedesca dell’IRRC, in quel 14 settembre 2024, Salvadori fu coinvolto in quel drammatico incidente alla fine del primo giro. Eppure, quell’anno Luca Salvadori diventò campione nel National Trophy 1000 grazie al gesto dei suoi diretti avversari, che decisero di non partecipare alle ultime due tappe della stagione.