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18 Set 2025 [9:24]

Porsche incerta sul futuro: a rischio
il prosieguo del programma 963 LMDh

Michele Montesano

Ci sono molte speculazioni in merito al futuro di Porsche nel FIA WEC. A dispetto dell’ultima vittoria della recente gara di Austin, la Casa di Stoccarda quest’anno non ha particolarmente brillato nel Mondiale Endurance. Eppure il tracollo è stato repentino se confrontato a meno di 12 mesi fa, quando Porsche ha dominato la scena conquistando il titolo piloti con il terzetto Laurens Vanthoor, Kevin Estre e André Lotterer. Cos’è cambiato in meno di un anno? Ma, soprattutto, tali risultati possono minare il prosieguo del progetto 963 LMDh nel WEC?

Porsche ha ribadito che al momento non è stata presa ancora una decisione in merito e che l’annuncio verrà fatto più in là. A gravare sul futuro del marchio tedesco nel Mondiale Endurance, è anche la difficile situazione in cui versa il reparto automotive. Le vendite di Porsche nell’ultimo anno sono drasticamente crollate, in particolare sui modelli elettrici si è registrato un calo di circa il 49%. Un ulteriore aggravio della situazione è legato anche ai dazi imposti dagli Stati Uniti sulle auto europee.

Anche alla luce di tale situazione, lo scorso luglio l’Amministratore Delegato di Porsche Oliver Blume ha annunciato un piano per ridurre la forza lavoro del 10% entro il 2029. Come spesso accade nell’industria dell’automotive, per risollevare situazioni come queste si cerca di ridurre le spese superflue, tagliando su rami come il motorsport. Ma il marchio di Stoccarda ha basato gran parte della sua storia e reputazione proprio nelle gare.

Porsche attualmente è impegnata nel GT, con le varie declinazioni del Carrera Cup e con la 911 GT3 (di cui è stata recentemente svelata anche la versione Evo che debutterà il prossimo anno), in LMDh e in Formula E. Il programma GT è l’unico effettivamente redditizio, in quanto i modelli vengono venduti ai clienti sportivi. Mentre, se messi a confronto, la Formula E è sicuramente meno costosa rispetto alla LMDh.

Entrando più nello specifico, la parte Endurance corre a due velocità. Se da un lato, nell’IMSA SportsCar Championship, le Porsche stanno dominando la scena con ben quattro vittorie, incluse la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring, nel WEC le 963 LMDh stentano a decollare. Seppur indirettamente, il responsabile di Porsche Motorsport Thomas Laudenbach ha puntato il dito contro il BoP (Balance of Performance) che ha tarpato le ali alla Hypercar tedesca nel Mondiale Endurance.

Inoltre, vista la sua natura, il FIA WEC è nettamente più costoso sul piano logistico rispetto all’IMSA, che corre esclusivamente in Nord America. Se in entrambi i campionati, a gestire le vetture in pista è il team Penske Motorsport, quest’ultimo ha ancora un contratto fino a tutto il 2026 per l’IMSA. Nell’effettivo, quindi, l’unico programma ancora in bilico è quello del WEC.

Chiudere, seppur parzialmente, un programma così dispendioso come quello della 963 LMDh dopo sole tre stagioni sicuramente non è facile. Resta quindi da capire se Porsche voglia sfruttare questa incertezza sul futuro, magari per far leva su ACO e FIA in merito proprio alla questione del BoP. Inoltre, con l’ingresso di nuovi marchi nelle prossime due stagioni, quali Genesis, Ford e McLaren, il numero di LMDh supererà nettamente quello delle LMH. Di conseguenza creare un’equivalenza tra le due piattaforme sarà ancora più delicato e di vitale importanza per la categoria.
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