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13 Ott 2019 [11:56]

Road Atlanta, gara
Dallara al top, titolo a Montoya-Cameron

Marco Cortesi

Successo di prepotenza per l'ActionExpress Racing alla Petit Le Mans 2019, l'ultimo appuntamento dell'IMSA per quest'anno. Sulla difficile pista di Road Atlanta, le Dallara motorizzate Cadillac hanno fatto la differenza, piazzandosi al vertice sin da subito e arrivando ad occupare anche le prime tre soste. La corsa si è decisa nelle fasi finali: dopo aver conquistato la vetta di strategia, Filipe Albuquerque è stato mandato fuori pista da un problema ai freni cedendo il successo alla vettura gemella di Felipe Nasr, Pipo Derani e Eric Curran. Il successo tributa il giusto onore alla coppia di brasiliani (in particolare Nasr) che hanno spinto come dannati recuperando anche quanto perso a volte da Curran. Tanta l'aggressività messa in campo, forse perfino troppa date le proteste in casa Porsche per un contatto tra Derani ed Earl Bamber che ha scatenato gli animi. In ogni caso, l'evento 2019, con poche caution, ha battuto il record di distanza per la gara con 1900,8 km.

Il titolo va a Montoya-Cameron
Alle spalle dei vincitori un'altra Dallara, quella di Jordan Taylor (all'ultima gara col team paterno prima di passare in Corvette) e Renger Van Der Zande, insieme a Matthieu Vaxiviere. Sul podio ha concluso la prima delle Oreca-Honda del team Penske, quella di Taylor-Castroneves-Rahal. E' stato però l'esemplare giunto quarto a raccogliere gli onori. Juan Pablo Montoya e Dane Cameron, per l'occasione insieme a Simon Pagenaud, hanno centrato un titolo largamente atteso ma comunque importantissimo sia per loro che per l'alternanza della categoria, specie per gli investimenti fatti dal Capitano e da Honda col marchio Acura. Per Montoya, si tratta del primo grande titolo dopo quello in CART del 1999 e quello della Indy 500 2015. Cameron si conferma al top del panorama sportscar, dopo una carriera certo non facile, che l'ha visto vincere il titolo ProMazda nel 2007 prima di "fuggire" verso le ruote coperte faticando ad emergere per motivi di budget.

Vittoria da sogno per la Ferrari Risi
Straordinario ritorno in azione per la Ferrari del team Risi che, assente dalla 24 Ore di Daytona, ha vinto con James Calado, Alessandro Pier Guidi e Daniel Serra, lo stesso trio trionfatore a Le Mans. Calado, con la "gialla" a 40 minuti dal termine, si è difeso da Briscoe, che ha chiuso insieme a Richard Westbrook e Scott Dixon il progetto ufficiale Ford GT. Terzo posto per la prima delle BMW M8, quella di Tom Blomqvist, Connor de Philippi e Colton Herta. Nonostante il contatto con la Dallara vincitrice, Bamber e Laurens Vanthoor hanno centrato il titolo con un quinto posto, coadiuvati da Mathieu Jaminet.

Finale al cardiopalma in GTD, titolo per Acura
In GT Daytona, uno splendido sorpasso all'ultimo giro ha regalato il successo alla BMW di Bill Auberlen (autore dell'attacco), Robby Folwy e Dillon Machavern. Per Auberlen, vero protagonista della corsa, si tratta del 60° successo in IMSA, e l'americano è ora il più vincente di sempre insieme a Scott Pruett. La vettura del team Turner, uscita di pista nelle qualifiche e partita dal fondo, ha condotto lunghi tratti di gara, ma era stata passata di strategia dalla Mercedes Riley divisa da Ben Keating, Felipe Fraga e Jeroen Bleekemolen. Tuttavia, nonostante una caution, Fraga si è trovato a dover risparmiare benzina, cosa che non gli è riuscita. Poco dopo il sorpasso decisivo, la sua GT3 si è ammutolita, ed è stata classificata quarta. Secondo posto per l'Audi Land in recupero dopo un drive-through per un contatto con la Ferrari Scuderia Corsa di Toni Vilander (poi rallentato anche da un'altra toccata). Il titolo è stato vinto dall'Acura NSX del team Shank, a cui mancava solo la matematica. Al top Trent Hindman e Mario Farnbacher. Si tratta del primo titolo per la vettura nipponica sviluppata dalla JAS di Arluno.

Domenica 13 ottobre 2019

1 - Curran/Nasr/Derani (Cadillac DPi) - AXR - 465 giri
2 - Taylor/Van Der Zande/Vaxiviere (Cadillac DPi) - Taylor - 0”996
3 - Castroneves/Taylor/Rahal (Acura DPi) - Penske - 9”842
4 - Montoya/Cameron/Pagenaud (Acura DPi) - Penske - 1 giri
5 - Simpson/Trummer/Miller (Cadillac DPi) - JDC Miller - 1 giri
6 - Nunez/Jarvis/Bernhard (Mazda DPi) - Joest - 2 giri
7 - Conway/Barbosa/Albuquerque (Cadillac DPi) - AXR - 6 giri
8 - Braun/Bennett/Dumas (Nissan DPi) - CORE - 8 giri
9 - Vautier/Goikhberg/Piedrahita (Cadillac DPi) - JDC Miller - 19 giri
10 - Pier Guidi/Calado/Serra (Ferrari 488 GTE) - Risi - 31 giri
11 - Westbrook/Briscoe/Dixon (Ford GT) - Ganassi - 31 giri
12 - De Phillippi/Blomqvist/Herta (BMW M8 GTE) - RLL - 32 giri
13 - Garcia/Magnussen/Rockenfeller (Corvette C7.R) - Corvette - 32 giri
14 - Vanthoor/Bamber/Jaminet (Porsche 911 RSR) - Porsche - 32 giri
15 - Tandy/Pilet/Makowiecki (Porsche 911 RSR) - Porsche - 33 giri
16 - Milner/Gavin/Fassler (Corvette C7.R) - Corvette - 34 giri
17 - Mueller/Hand/Bourdais (Ford GT) - Ganassi - 35 giri
18 - Foley/Auberlen/Machavern (BMW M6 GT3) - Turner - 47 giri
19 - Feller/Mies/Morad (Audi R8 LMS GT3) - Land - 47 giri
20 - Robichon/Hargrove/Kern (Porsche 911 GT3 R) - Pfaff - 47 giri
21 - Bleekemolen/Keating/Fraga (Mercedes-AMG GT3) - Riley - 48 giri
22 - Binder/Owen/Pigot (Cadillac DPi) - Juncos - 48 giri
23 - Vilander/MacNeil/Westphal (Ferrari 488) - Scuderia Corsa - 48 giri
24 - Lewis/Sellers/Seefried (Lamborghini Huracan) - Miller - 48 giri
25 - Figueiredo/Legge/Nielsen (Acura NSX GT3) - Shank - 48 giri
26 - Edwards/Krohn/Eng (BMW M8 GTE) - RLL - 53 giri
27 - Lally/Potter/Pumpelly (Lamborghini Huracan) - Magnus - 64 giri
28 - Hawksworth/Heistand/Chase (Lexus RC F GT3) - AIM - 136 giri
29 - Yount/Gdovic/Michimi (Lamborghini Huracan GT3) - PPM - 148 giri
30 - Bell/Montecalvo/Telitz (Lexus RC F GT3) - AIM - 246 giri
31 - Hindman/Farnbacher/Marks (Acura NSX GT3) - Shank - 264 giri
32 - Aubry/McMurry/Kellett (ORECA LMP2) - PR1 - 264 giri
33 - Tincknell/Bomarito/Pla (Mazda DPi) - Joest - 269 giri
34 - Masson/Cassels/Evans (ORECA LMP2) - PerfTech - 400 giri
CetilarDALLARA