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3 Dic 2004 [12:04]

SPY STORY
La Procura tedesca ammette:
«La Toyota ha copiato la Ferrari»

Oggi la Gazzetta dello Sport offre un'esclusiva che scuote il mondo della F.1. La famosa spy story che vedeva coinvolti alcuni ex dipendenti della Ferrari, rei di avere trafugato dati essenziali della monoposto del 2002 per cederli alla Toyota che li utilizzo per la costruzione della TF103, è assolutamente vera. Ecco alcuni stralci dell'articolo firmato da Marco Degl'Innocenti:

«Direttamente dal Palazzo di Giustizia di Colonia, in Germania, arrivano informazioni che non soltanto confermano il ruolo di Santini quale elemento chiave dell'intricato giallo di spionaggio industriale nella F.1, ma aprono interrogativi inquietanti sul coinvolgimento della stessa Toyota. Siegmar Raupach, procuratore capo della città tedesca, che ha collaborato nell'inchiesta con la procura della Repubblica di Modena, conferma che il Santini ha ammesso di avere trasferito ai nuovi datori di lavoro giapponesi segreti della Ferrari. Ma, cosa ancora più grave, il magistrato afferma che anche la Toyota ha ammesso, a sua volta, di avere rielaborato i programmi ottenuti dal tecnico italiano e adesso si oppone a che venga restituito alla Ferrari il materiale sequestrato dalla polizia tedesca nella sua fabbrica di Marsdorf, presso Colonia».
«... A questo punto ecco l'incredibile, e il procuratore Raupach è il primo a stupirsi, presa di posizione della scuderia giapponese. La Toyota ha fatto opposizione per vie legali a che il materiale sequestrato venga trasferito in Italia secondo la procedura della collaborazione giudiziaria. Il magistrato spiega il motivo dell'opposizione della Toyota definendolo egli stesso stravagante: "Hanno detto: abbiamo ripreso tutti i programmi software della Ferrari nel nostro programma e, se adesso gli rendiamo il materiale, ci sarà un vantaggio per la Ferrari. Perché adesso ci sono insieme anche i nostri programmi e noi non possiamo più lavorarci ulteriormente. Ovvero il software ex Ferrari è ormai mischiato con il software di nostra proprietà e se noi lo rendiamo, la Ferrari si ritroverà con più di quanto le è stato rubato". Una posizione che appare piuttosto incredibile.
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