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8 Mag 2008 [17:12]

Sbagliato sottovalutare la GP2
Sbagliata la scelta dei piloti VW

Di tanto in tanto è bene fermarsi un attimo e tentare di fare qualche riflessione per cercare di capire meglio alcune situazioni che si stanno dipanando nel mondo delle corse che più ci affascina. Quello delle monoposto, delle categorie che preparano i piloti al mondiale F.1. In questi ultimi giorni, si è verificata la separazione dopo una sola prova del campionato GP2 tra Paolo Nocera e il team BCN. Inutile girarci tanto attorno, il sospetto che le cose avrebbero faticato parecchio a funzionare era ben stampato.

In GP2 è bene arrivarci dalla F.3 Euro o dalla WSR
Nocera si è presentato nella categoria più difficile d'Europa privo delle basi necessarie per poter competere a questi livelli. Basi non solo tecniche, ma anche mentali ed ambientali, come è emerso (terribile il rischio che ha fatto correre a Buemi in qualifica a Montmelò). Luca Filippi ha più volte suggerito che per essere all'altezza del compito in GP2 e non perdere inutilmente una stagione (pari a 1,2 milioni di euro), bisogna aver corso almeno due anni nella F.3 Euro Series (o inglese) oppure nella World Series Renault. Il resto conta poco o nulla. Filippi lo racconta perché ha vissuto sulla propria pelle le difficoltà che ha incontrato in GP2, per essersi ritrovato privo dell'esperienza tecnica necessaria e della giusta mentalità per affrontare impegni di questo livello.

Un esempio lo offre il team Dams, con Kamui Kobayashi (due anni di F.3 europea sulle spalle) e Jerome D'Ambrosio (campione F.Master). Le loro prestazioni sono nettamente diverse in qualifica, e a favore del giapponese. Non è un caso se Romain Grosjean, pur essendo un rookie, ha già dimostrato di essere un vincente in GP2. Certo, è in uno dei migliori team, ma alle spalle ha due anni di F.3 europea mentre Alvaro Parente, subito primo al debutto in GP2, arriva da due stagioni nella WSR e da due anni nella serie inglese di F.3. Campionati dove la qualità dei team e dei piloti è elevatissima, dove in qualifica occorre essere veloci fin da subito, dove mentalmente devi essere predisposto a certe prestazioni. Categorie che quindi preparano al meglio i piloti per affrontare subito da protagonisti la GP2.

Dalla F.3 italiana più logico un test nella F.3 Euro
Quindi, ci risulta molto difficile comprendere il percorso di certi piloti (magari imposto dai loro manager o dai loro genitori), che operano scelte dannosissime per la loro carriera e immagine. A volte ci sono piloti che imboccano tortuosi sentieri per arrivare alla GP2, che fanno il possibile per evitare il confronto con i migliori piloti del mondo cimentandosi in categorie di basso livello solo per incrementare il curriculum di buoni risultati. Poi, quando arriva il momento clou, eccoli sprofondare. Storia vecchia... ma evidentemente manca quella cultura che porta a conoscere, e quindi ad evitare, gli errori da non ripetere.

Per esempio, ci ha lasciato perplessi leggere che anche a fine 2008 il campione italiano della F.3 avrà la possibilità di svolgere un test con una monoposto GP2. Non è forse stata recepita la lezione subìta da Nocera, che si è rivelata un boomerang terribile per l'immagine della F.3 italiana? Non sarebbe molto meglio e logico dirottare il vincitore del tricolore F.3 verso la F.3 europea, magari con un bel programma di supporto imbastito dall'Aci Sport? Si preferisce forse il colpo a effetto, rappresentato dal nome GP2, piuttosto alla razionale maturazione di un pilota?

Nella F.3 Euro, lascia perplessi la scelta dei piloti VW
Lo scorso weekend ci ha anche consegnato lo spettacolo della F.3 Euro Series al Mugello. L'atteso confronto motoristico tra Mercedes e Volkswagen, sta premiando la Casa di Stoccarda. Anche se è un pilota Volkswagen a guidare la classifica di campionato: Edoardo Mortara. L'italiano che risiede a Ginevra sta facendo la differenza: tra lui e gli altri piloti Volkswagen c'è un abisso, anche all'interno dello stesso team. Viene quindi da pensare strano sulla selezione piloti che nella fase pre stagione la Volkswagen ha messo in piedi in giro per l'Europa. Che senso ha spendere centinaia di migliaia di euro per lo sviluppo del proprio motore se poi lo si affida a dei piloti inesperti della categoria o plafonati su certi livelli già ben noti?

Massimo Costa

Nella foto, Paolo Nocera (Photo 4)
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