Michele Montesano
Inarrestabile Porsche. Dopo aver sbancato a Daytona, la Casa di Zuffenhausen si è ripetuta anche nella 12 Ore di Sebring. Nel secondo appuntamento stagionale dell’IMSA SportsCar Championship il marchio tedesco ha letteralmente annichilito gli avversari conquistando una perentoria doppietta. Nessuno come Porsche che, vincendo la 74ª edizione della 12 Ore di Sebring, ha stabilito il record per aver conquistato ben 20 trionfi nella maratona della Florida.
A tagliare il traguardo per primi, non senza polemiche, sono stati Felipe Nasr, Julien Andlauer e Laurin Heinrich. Il terzetto del Penske Motorsport, dopo aver conquistato la 24 Ore di Daytona, ha proseguito la striscia vincente anche a Sebring precedendo, per appena un secondo e mezzo, la Porsche 963 LMDh dei compagni di squadra Kevin Estre, Laurens Vanthoor e Matt Campbell.
Il dominio Porsche è stato netto. Solamente nella prima ora a dettare il ritmo è stata la Cadillac V-Series.R LMDh del poleman Jack Aitken. Poi, dopo il primo stint, Heinrich ha preso il comando delle operazioni senza quasi più mollarle. Dalla seconda ora la corsa della Florida si è infatti trasformato in un affare del team Penske, con le due 963 LMDh stabilmente nelle prime due posizioni.
Non sono mancati però i colpi di scena. Nelle prime ore diversi contatti e neutralizzazioni hanno rallentato il ritmo della gara, mentre episodi come la collisione tra la Porsche di Vanthoor e la Cadillac di Earl Bamber hanno contribuito a rimescolare temporaneamente le carte. Anche BMW ha visto compromessa una delle sue M Hybrid V8 LMDh già nella prima metà della corsa, con la vettura di Marco Wittmann costretta a lunghi interventi ai box dopo un contatto con la Ferrari 296 GT3 di Brendan Iribe.
Incuranti di ciò che accadeva alle spalle, i piloti Porsche hanno mantenuto saldamente il controllo della 12 Ore di Sebring anche nelle fasi centrali. Si è così arrivati al giro di boa con Nasr davanti a Estre, ed entrambi con un vantaggio più che rassicurante sugli inseguitori. Il momento decisivo è avvenuto nell’ultima ora. Dopo una serie di pit-stop e neutralizzazioni, le due Porsche si sono ritrovate a giocarsi la vittoria. Proprio in questi frangenti è emerso il colpo di scena.
Secondo Estre, in quel commento al comando della gara, sarebbero stati impartiti degli ordini di scuderia per congelare le posizioni. Indicazioni che, però, Felipe Nasr non ha rispettato. Dopo aver inizialmente ceduto la posizione al compagno di squadra, il brasiliano l’ha attaccato nuovamente con decisione riprendendosi la leadership a poco più di un’ora dalla fine. Una manovra che si è rivelata decisiva per l’esito finale della corsa e che ha lasciato strascichi nel post-gara, con dichiarazioni contrastanti tra i due piloti e una certa tensione all’interno del box Porsche Penske.
Alle spalle delle due 963 LMDh ufficiali, la lotta per il terzo posto ha vissuto diversi colpi di scena anche dopo la bandiera a scacchi. In pista la Cadillac del team Wayne Taylor Racing, affidata al terzetto Felipe Albuquerque, Will Stevens e Ricky Taylor, sembrava aver conquistato il podio grazie a un sorpasso nelle fasi finali. Tuttavia, le verifiche tecniche post-gara hanno cambiato la classifica: un’irregolarità legata al camber oltre i limiti consentiti della V-Series.R LMDh ha portato alla retrocessione della vettura in fondo all’ordine delle GTP.
Di conseguenza, la terza posizione è stata assegnata alla Cadillac del team Action Express del poleman Aitken in equipaggio con Earl Bamber e Frederik Vesti. A differenza di quanto visto a Daytona, le Acura ARX-06 LMDh non hanno particolarmente brillato a Sebring chiudendo al quarto e sesto posto. A inserirsi tra le due vetture giapponesi è stata la BMW M Hybrid V8 LMDh di Sheldon van der Linde, Dries Vanthoor e Robin Frijns. A seguire la Cadillac del WTR e la Porsche 963 LMDh del JDC-Miller. Nettamente più attardata la Aston Martin Valkyrie LMH che ha perso 14 giri per noie al motore durante una sosta ai box.
In
LMP2 si è assistito alla prima storica doppietta in IMSA dello
United Autosports. Dopo una gara combattuta e condizionata da penalità e strategie, la Oreca 07 di Phil Fayer, Mikkel Jensen e Hunter McElrea ha conquistato la vittoria precedendo di appena mezzo secondo la gemella di Rasmus Lindh, Daniel Goldburg e Paul di Resta. Proprio quest’ultimo ha perso secondi decisivi nell’ultimo pit-stop per la sostituzione dell’ala.
Gradino più basso del podio per il terzetto del Tower Motorsports composto da Tristan Vautier, John Farano e Sebastian Alvarez. A completare la top 5 la Oreca 07 LMP2 dell’Era Motorsport e l’equipaggio del CrowdStrike Racing by APR, George Kurtz, Alex Quinn e Toby Sowery, già vincitore della 24 Ore di Daytona. Peccato per PJ Hyett, Dane Cameron e Jonny Edgar. Penalizzato dall’ultima neutralizzazione, il terzetto del team AO Racing ha perso una vittoria meritata chiudendo la 12 Ore di Sebring al sesto posto di classe.
Non solo la vittoria assoluta,
Porsche ha trionfato anche in
GTD Pro. La vittoria è andata alla 911 GT3 R del
team Manthey guidata da Thomas Preining, Ricardo Feller e Klaus Bachler. Il successo, primo negli Stati Uniti per la squadra tedesca, è arrivato al termine di una gara gestita alla perfezione e con un sorpasso decisivo sul finale. Infatti Preining ha infilato Harry King conquistando la testa della corsa pochi istanti prima della neutralizzazione che ha visto coinvolta la Ford Mustang GT3 di Jenson Altzman.
Con ancora un’ora e venti alla bandiera a scacchi, alla ripartenza Preining ha ampliato il suo vantaggio andando a conquistare la vittoria del classe. Doppietta Porsche grazie alla 911 GT3 R dell’AO Racing di King, Nick Tandy e Alessio Picariello. Terzo posto per la Corvette Z06 GT3.R degli ufficiali Tommy Milner, Nicky Catsburg e Nico Varrone che hanno preceduto la vettura gemella di Alex Sims, Antonio Garcia e Marvin Kirchhöfer.
Dopo aver conquistato la vittoria della 24 Ore di Daytona, a Sebring la BMW M4 GT3 del Paul Miller Racing si è dovuta accontentare del quinto posto di classe con Connor De Phillippi, Neil Verhagen e Max Hesse. Al suo debutto assoluto, la Lamborghini Temerario GT3 ha concluso la 12 Ore di Sebring al decimo posto di classe. La vettura del Toro, gestita in pista dal team Pfaff Motorsports, ha tagliato il traguardo con un giro di scarto dal vincitore senza accusare particolari inconvenienti nell’arco della gara.
In
GTD si è assistito alla corsa più caotica e ricca di colpi di scena. A tagliare per prima il traguardo è stata la
Ferrari 296 GT3 di AF Corse che ha conquistato il successo al termine di una rimonta straordinaria, segnata da ben tre penalità che sembravano aver compromesso definitivamente le ambizioni di vittoria. Antonio Fuoco, insieme a Lilou Wadoux e Simon Mann, ha però saputo sfruttare ogni opportunità risalendo il gruppo nelle fasi finali.
La strada verso la vittoria era ormai spianata quando, a tre ore e mezza dal termine, Fuoco si è scontrato con la Ford Mustang GT3 di Ben Barker subendo un drive-through. Riuscito a recuperare il tempo perso, il calabrese si è reso protagonista di un nuovo contatto con la Ferrari del suo compagno nel FIA WEC Miguel Molina, in forze al team Triarsi. Anche in questo caso a Fuoco è stata inflitta un’altra penalità. Quando tutto sembrava perso, l’ultima Full Course Yellow si è rivelata decisiva per il pilota di Cariati.
L’ultima ripartenza ha permesso alla Ferrari di tornare in lotta per il vertice. Nel corso dell’ultimo giro, un piccolo errore del pilota Aston Martin Tom Gamble ha aperto lo spiraglio decisivo, con Fuoco che si è infilato subito nelle curve finali andando a conquistare un’inspirata vittoria. Secondo posto per il terzetto dell’Heart of Racing Gamble, Eduardo Barrichello e Zacharie Robichon. Una rimonta sul finale, ha permesso alla Porsche del Wright Motorsport di Adam Adelson, Callum Ilott e Tom Sargeant di ottenere il terzo posto di classe.
Domenica 22 marzo 2026, gara
1 - Nasr-Andlauer-Heinrich (Porsche 963) - Porsche Penske - 343 giri
2 - Vanthoor-Estre-Campbell (Porsche 963) - Porsche Penske - 1"515
3 - Aitken-Bamber-Vesti (Cadillac V-Series.R) - Whelen - 10"377
4 - Blomqvist-Braun-Dixon (Acura ARX-06) - Meyer Shank - 11"104
5 - S.van der Linde-D.Vanthoor-Frijns (BMW M Hybrid V8) - WRT - 13"723
6 - Van der Zande-Yelloly-Palou (Acura ARX-06) - Meyer Shank - 14"819
7 - J.Taylor-Deletraz-Herta (Cadillac V-Series.R) - WTR - 16"642
8 - Van der Helm-Pino-Frederick (Porsche 963) - JDC Miller - 24"739
9 - Fayer-McElrea-Jensen (Oreca 07) - United Autosports - 5 giri
10 - Goldburg-Di Resta-Lindh (Oreca 07) - United Autosports - 5 giri
11 - Farano-Vautier-Alvarez (Oreca 07) - Tower - 5 giri
12 - Rao-Habsburg-Abel (Oreca 07) - Era - 5 giri
13 - Kurtz-Quinn-Sowery (Oreca 07) - APR - 5 giri
14 - Hyett-Cameron-Edgar (Oreca 07) - AO Racing - 5 giri
15 - Lutke-Beche-Hansson-Milesi (Oreca 07) - TDS - 5 giri
16 - Goikhberg-Thompson-Tincknell (Oreca 07) - PR1 Mathiasen - 7 giri
17 - Fittipaldi-Espirito Santo-Cumming (Oreca 07) - Pratt Miller - 7 giri
18 - Jarvis-Lucas-Field (Oreca 07) - Intersport - 9 giri
19 - Gunn-de Angelis-Riberas (Aston Martin Valkyrie) - THOR - 12 giri
20 - Eng-Wittmann-Magnussen (BMW M Hybrid V8) - WRT - 14 giri
21 - R.Taylor-Albuquerque-Stevens (Cadillac V-Series.R) - WTR - 9"402
22 - Preining-Bachler-Feller (Porsche 911 GT3) - Manthey - 22 giri
23 - Tandy-King-Picariello (Porsche 911 GT3) - AO Racing - 22 giri
24 - Milner-Catsburg-Varrone (Corvette Z06 GT3) - Corvette - 22 giri
25 - Garcia-Sims-Kirchhöfer (Corvette Z06 GT3) - Corvette - 22 giri
26 - Verhagen-De Phillippi-Hesse (BMW M4 GT3) - Paul Miller - 22 giri
27 - Barker-Olsen-Rockenfeller (Ford Mustang GT3) - Ford - 22 giri
28 - Calado-Agostini-Molina (Ferrari 296 GT3) - Triarsi - 22 giri
29 - Mies-Vervisch-Priaulx (Ford Mustang GT3) - Ford - 22 giri
30 - Esterson-Johnson-MacDonald (McLaren 720S GT3) - RLL - 23 giri
31 - Caldarelli-Mitchell-Perera (Lamborghini Temerario GT3) - Pfaff - 23 giri
32 - Mann-Wadoux-Fuoco (Ferrari 296 GT3) - AF Corse - 25 giri
33 - Gamble-Barrichello-Robichon (Aston Martin Vantage GT3) - HoR - 25 giri
34 - Adelson-Sargent-Ilott (Porsche 911 GT3) - Wright - 25 giri
35 - Andrews-Hodenius-Roe (Mercedes AMG GT3) - Lone Star - 25 giri
36 - Gallagher-Foley-Selldorff (BMW M4 GT3) - Turner - 25 giri
37 - Fidani-Bell-Kern (Corvette Z06 GT3) - 13 Autosport - 25 giri
38 - Franco-Costa-Patrese (Ferrari 296 GT3) - Conquest - 25 giri
39 - Walker-Bechtolsheimer-Hand (Ford Mustang GT3) - Gradient - 25 giri
40 - Filippi-Eastwood-Yoluc (Corvette Z06 GT3) - DXDT - 26 giri
41 - Hawksworth-Barnicoat-Kirkwood (Lexus RC F GT3) - Vasser Sullivan - 27 giri
42 - Heylen-Machavern-Pumpelly (Porsche 911 GT3) - RS1 - 31 giri
43 - Dillmann-Garg-Clarke (Oreca 07) - Inter Europol - 40 giri
Giro più veloce: Felipe Nasr 1'49"020
Ritirati
Monk-Fraga-Altzman (Ford Mustang GT3) - Riley
Telitz-Pedersen-Montecalvo (Lexus RC F GT3) - Vasser Sullivan
Hasse Clot-van der Steur-Baud (Aston Martin Vantage GT3) - van der Steur
Noble-Hart-Stolz (Mercedes AMG GT3) - Winward
Triarsi-Koch-Megennis (Ferrari 296 GT3) - Triarsi
Hedman-Altoè-Stevenson (Corvette Z06 GT3) - DragonSpeed
Iribe-Schandorff-Millroy (Ferrari 296 GT3) - Inception
Formal-Hindman-Doyle (Lamborghini Huracan GT3) - WTR
Serra-Rigon-Pier Guidi (Ferrari 296 GT3) - Risi
Non partiti
Kraut-Burdon-Fielding (Oreca 07) - JDC Miller