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Ferrari svela la SF-26: doppio push rod
e soluzioni ardite per tornare in vetta

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Arriva la nuova Ferrari
Sarà l'anno della svolta?

Massimo CostaEccola la Ferrari SF26. Sarà quella della svolta o sarà l'ennesimo anno in cui ad ogni gara si annunceranno...

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Rally di Monte Carlo – 2° giorno finale
Solberg 1°, è lotta tra Evans e Ogier

Michele Montesano Oliver Solberg non è certo tornato in punta di piedi nel WRC. Chiusa la difficile avventura con Hyundai, ...

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Mercedes W17: retrotreno esasperato
e scelte tecniche interessanti per risalire

Michele Montesano Contro ogni superstizione, la W17 sarà la vettura che dovrà far tornare Mercedes ai vertici della Formula...

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L'Alpine va in crociera...
La A526 presentata su una nave

Massimo CostaCancellare il 2025. Non potrebbe essere diversamente. Il team Alpine è stato il peggiore nella classifica costr...

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Rally di Monte Carlo – 2° giorno mattino
Solberg allunga nonostante una foratura

Michele Montesano Un Rally di Monte Carlo vecchio stile, come non si vedeva da tempo, ha messo in crisi quasi tutti i protag...

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21 Ott 2024 [13:52]

Vasseur spiega i progressi Ferrari
"Da Monza piccoli passi in avanti"

Massimo Costa - XPB Images

In qualifica? Ancora così così. Il passo gara? Notevole. E' questa la semplice fotografia della SF24 che ad Austin ha permesso di raccogliere una sensazionale doppietta con la vittoria di Charles Leclerc e il secondo posto di Carlos Sainz. Ma è il team principal Frederic Vasseur a spiegare come si è creata questa situazione:

"Con monoposto cosi ravvicinate in termini di prestazioni, quando si svolge un’esecuzione perfetta e soprattutto un lavoro di preparazione altrettanto preciso, si possono cogliere occasioni come quella di Austin. Era importante confermare i passi avanti che avevamo visto a Monza e poi, in seconda battuta, tra Baku e Singapore. Un dato oggettivo e indiscutibile riguarda il bilanciamento ottimale della SF24, a proprio agio sia nei tratti ritmici sia in quelli dove la trazione conta e pure alle massime velocità in rettilineo. Quando si parla di sviluppi, che ad Austin non abbiamo portato, di solito si pensa immediatamente all’aerodinamica, ma in realtà la prestazione nasce anche da altre aree della vettura, che non rientrano nelle modifiche visibili".

 "Non era certamente il nostro obiettivo partire terzi e quarti, ma ormai è chiaro che questa vettura soffre leggermente in qualifica sul giro singolo, mentre in gara esprime il migliore potenziale. In questo momento, abbiamo potuto vedere, già da qualche gara, che l’incremento prestazionale di uno sviluppo può essere valutato intorno al decimo di secondo. Per contro, è evidente che le prestazioni siano molto più dipendenti dal set-up. Uno sviluppo che produce un incremento prestazionale marginale, potrebbe compromettere l’equilibrio raggiunto sulla monoposto, quindi è più pagante ed opportuno privilegiare la strada che permette di estrarre al meglio le prestazioni già disponibili, piuttosto che cercare un minimo guadagno".
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