5 Mar 2026 [17:51]
Verso Melbourne
Aston Martin, disastro NON annunciato
Massimo Costa
Non va nulla. Nulla di nulla. Un disastro. Metti insieme (si pensava) i nomi della ricchissima Aston Martin, della vincente Honda, del progettista migliore al mondo Adrian Newey, e ottieni un prodotto iper competitivo. Per ora, è accaduto esattamente il contrario. Un fallimento inatteso, sorprendente.
Prima, il ritardo nella progettazione della monoposto causato dallo stesso Newey, che ha portato il team a saltare due giorni dei test privati di Montmelò e nell'ultimo, effettuare soltanto qualche giro. Poi, a Sakhir, poco o niente di positivo si è verificato. Continui problemi alla power unit hanno limitato il numero dei chilometri effettuati e di conseguenza il lavoro di sviluppo sia del motore e per quel che riguarda la strategia dell'energia, sia della monoposto.
Nell'ultima tornata dei test in Bahrain, si è anche scoperto che mancavano i ricambi, già tutti "bruciati". Di conseguenza, nell'ultimo giorno di prove sono stati percorsi un paio di giri al mattino e al pomeriggio. Robe mai viste in F1 se non da qualche squadra scalcagnata degli anni Settanta.
Ma non è finita qui. A Melbourne, la Aston Martin potrebbe rinunciare a partecipare alla qualifica o fare solo pochi giri in gara per poi fermarsi ai box. Lawrence Stroll, boss del team, è livido di rabbia, Fernando Alonso è scioccato, Lance Stroll inebetito, Newey sconvolto da un simile fallimento, quelli della Honda chiudono gli occhietti.
E già c'è un rimpallo di accuse, come accadde quando la Honda al rientro in F1 con la McLaren, presentò un motore non adeguato. All'epoca c'era Alonso, abbonato ai fallimenti, che un giorno pronunciò la famosa frase: "Abbiamo un motore da F2". La Honda piano piano migliorò, lasciata la McLaren con polemica, vinse quattro mondiali piloti in fila con la Red Bull. Questo per dire che alla fine i giapponesi sanno uscire dalle difficoltà, ma la pazienza in F1 è sempre poca considerarndo le centinaia di milioni che servono. E per ora si parla di figuraccia Honda e Aston Martin.
Stroll ha detto che quando entra nell'abitacolo e inizia a girare, è come sedersi su una sedia elettrica. Newey ha spiegato che le vibrazioni generate dalla power unit Honda sono così estreme che potrebbero causare lesioni permanenti ai nervi delle mani dei piloti. Da qui l'intenzione di far percorrere pochi giri in gara ad Alonso e Stroll.
Anche perché tali vibrazioni potrebbero causare problemi strutturali alla monoposto, provocando il distacco di alcune componenti della AMR26, un pericolo quindi anche per gli altri piloti.
Newey ha anche spiegato che il motore nella parte elettrica paga 67 cavalli in menon rispetto alla concorrenza. In queste condizioni è stato impossibile sviluppare a dovere la monoposto che, a detta degli esperti di tecnica, presentava interessnti novità aerodinamiche uscite dalla matita di Newey. Altri invece, ritengono che sia proprio il concetto progettuale della monoposto a provocare difficoltà al motore.
Molto interessante la visione dell'ex F1 Ivan Capelli, apprezzato commentatore di Sky: "I problemi tecnici, derivanti dalla power unit Honda, stanno mascherando altre situazioni. Newey, un vero genio, ha sempre avuto capi sopra di lui che gli davano un perimetro d’azione e tempi precisi: Patrick Head in Williams, Ron Dennis in McLaren, Christian Horner in Red Bull".
"Oggi è team principal e progettista e, guarda caso, la macchina è arrivata in ritardo per la voglia di cambiare fino all’ultimo alcuni dettagli. Inoltre, deve affrontare una serie di questioni organizzative, cose a cui non pensava prima. E non può nemmeno essere rimosso perché è socio dell’Aston Martin».