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23 Dic [16:33]

Arrivano Peroni, Megennis e... Penske?

Marco Cortesi

S‍embra stia affrontando uno dei suoi momenti storici migliori l'Indy Lights. Dopo un anno di "fermo" la categoria cadetta dell'IndyCar è pronta al rilancio grazie anche all'impegno del nuovo management di Indy guidato da Roger Penske. Dopo aver annunciato il rinnovato pacchetto che prevede tra le altre cose la presenza dell'halo, il Capitano sta lavorando sull'aspetto "debole" della serie, ovvero quello del budget, limando in particolare i costi del leasing relativi al propulsore.

Con delle richieste a stagione che avevano sforato abbondantemente il milione di dollari, ci si è concentrati sui motori e le altre forniture dato che sembrava impossibile competere con budget ben superiori a quelli di campionati "in vista" come il FIA Formula 3.

Le ultime notizie in ordine di tempo riguardano Alex Peroni e Robert Megennis. L'australiano, in arrivo proprio dal FIA Formula 3, si è accasato con Carlin, mentre il 20enne di New York sarà alla seconda stagione con l'Andretti Autosport. Andretti ha già tutte e quattro le vetture complete, con anche Kyle Kirkwood, Danial Frost e Devlin DeFrancesco.

Al momento, sembra già probabile che si raggiungano le 14 unità con futuri innesti. Quattro vetture arriveranno da HMD, mentre anche Ricardo Juncos e Jay Howard sperano di schierare due piloti. E' poi tutto da vedere il destino del materiale rimasto "orfano" del team Belardi. Secondo alcune voci, potrebbe essere acquistato addirittura dallo stesso Penske.

3 Nov [9:46]

L'IndyLights riparte con l'Halo
e tre scholarship per il 2021

Marco Cortesi

Sarà un tentativo di ritorno in grande stile quello dell'Indy Lights per il 2021. Il campionato cadetto dell'IndyCar, fermato per quest'anno a causa del Covid-19 ma soprattutto dei numeri ridottissimi dei partecipanti già nelle stagioni precedenti, la serie porterà delle novità. Fermata in passato dagli alti budget richiesti, la serie ha deciso di alzare il bonus che verrà assegnato il vincitore a 1.250.000 dollari, cosa che garantirà al campione almeno tre appuntamenti IndyCar tra cui la 500 Miglia di Indianapolis. Inoltre, i primi tre classificati potranno effettuare un test su un'IndyCar.

Al via Kirkwood, Robb e Lundqvist
Tre sono i piloti confermati per quest'anno, tutti e tre beneficiari di "scholarship" dalle categorie inferiori. Kyle Kirkwood, che avrebbe già debuttare nel 2020, tenterà di vincere il terzo titolo consecutivo, sarà raggiunto dal campione Indy Pro 2000 2020 Sting Ray Robb e da Linus Lundqvist, campione della Formula Regional Americas. Novità ci saranno anche dal punto di vista tecnico. Le Dallara IL-15 saranno dotate di un Halo in titanio per conformarsi agli standard delle monoposto attuali.

Sono dieci gli appuntementi in programma, con doppia gara. Si inizierà a marzo da St. Petersburg per chiudere a metà settembre a Laguna Seca. Un solo ovale è in programma, Gateway: sparisce l'appuntammento della Freedom 100 di Indianapolis, anche se c'è una tappa ancora da confermare.

Il calendario Indy Lights 2020

7 marzo - St.Petersburg
15 maggio - Indy Road
13 giugno - Detroit
20 giugno - Road America
4 luglio - Mid-Ohio
11 luglio - Toronto
21 agosto - Gateway
12 settembre - Portland
19 settembre - Laguna Seca
TBA

16 Giu [10:34]

Penske affronta il KO dell'IndyLights
Arriva l'obbligo per i team IndyCar?

Marco Cortesi

Quale sarà il futuro dell'Indy Lights? La serie cadetta della IndyCar ha incontrato molte difficoltà negli ultimi anni, con schieramenti che hanno spesso e volentieri faticato a superare le 10 unità. Quest'anno, la crisi del Coronavirus ha costretto alcuni piloti a rinunciare, ed è stata presa la decisione di sospendere tutto, per evitare di mettere in mostra schieramenti ridicoli. Ma c'è un'idea interessante sul piatto...

Il punto chiave della crisi, che si protrae da ben prima dell'emergenza Covid, è il budget richiesto, superiore al milione di dollari. Un numero elevatissimo, compatibile con quello della Formula 3 FIA. E se da una parte c'è la possibilità di correre nel paddock della Formula 1, davanti ai responsabili dei programmi junior, per l'Indy Lights non c'è speranza. A parità (o quasi) di spesa, pochi sceglierebbero la serie americana. Non si può puntare il dito sulla Dallara, che ha realizzato una vettura di altissima qualità, ma sicuramente non hanno scelto la "finestra" di budget di loro volontà: più facile ci sia stata una leggerezza o una valutazione non perfetta nella pianificazione del progetto da parte dei committenti.

Ad influire sono anche i costi di trasferta, dato che pur essendo molte piste non troppo distanti da Indianapolis, non si ottimizzano molto le spese tra le categorie. Certo, le scholarship aiutano, ma è anche vero che da una parte la prospettiva della Formula 1, per tutti i giovani piloti, è un'attrattiva enorme, e dall'altra la scholarship la prende un pilota solo, il campione, che è poi "costretto" a reinvestirla nel sistema. Di fatto, non basta. E sarà l'IndyCar a dover rimediare perché, anche se gestita da Andersen, la categoria è di proprietà della serie maggiore, al contrario di Pro2000 e USF2000. 

Team IndyCar obbligati a correre anche in IndyLights?
Roger Penske, con il suo approccio diretto, ha in programma un piano per cambiare le cose, continuando nel suo processo di sviluppo del pacchetto dopo l'acquisto dell'Indianapolis Motor Speedway. Il vulcanico Capitano, come ha spiegato ad XM Radio, vorrebbe obbligare i team della IndyCar a schierare almeno una vettura, e lo farebbe condizionando la partecipazione ai ricavi IndyCar alla presenza all'IndyLights.

Quindi, se vuoi i soldi, devi schierarti in IndyLights. E a quel punto, se non troverai un pilota col budget completo, sarai costretto a scendere a patti, sapendo di poter avere meno costi fissi. Curioso che la proposta arrivi proprio da Penske, che non ha mai voluto portare un suo team nell'IndyLights, ma per converso dimostra come da parte sua ci sia la volontà di sistemare il problema anche andando contro i propri interessi. Già c'erano stati tentativi di incentivare la categoria dando vantaggi in termini di giornate di test, ma toccare il portafoglio è spesso la soluzione migliore per ottenere attenzione.

23 Set [10:24]

Gare a Laguna Seca
VeeKay domina, Askew campione

Marco Cortesi

Oliver Askew è il campione dell'IndyLights 2019. Il pilota della Florida ha conquistato a Laguna Seca un secondo e un quarto posto, riuscendo a centrare il titolo ed il corposo bonus in denaro che gli consentirà di debuttare in IndyCar. In realtà, già si parla di top-team interessati a metterlo sotto contratto: dopotutto, Askew è riuscito a passare in poco più di quattro anni dal karting, in cui la sua carriera languiva per mancanza di budget, al titolo IndyLights, grazie al sistema di scholarship della Road To Indy.

Le gare californiane sono state vinte entrambe da Rinus VeeKay, che si è trovato estremamente a suo agio andando via in entrambe le circostanze. Oltre cinque i secondi su Askew in gara 1, oltre 10 su Toby Sowery nella seconda. L'inglese ha anche chiuso a podio la prima frazione, mentre il terzo posto della prova domenicale è stato di Robert Megennis.

Sabato 21 settembre 2019, gara 1

1 - Rinus VeeKay - Juncos - 30 giri
2 - Oliver Askew - Andretti - 5"2942
3 - Toby Sowery - HMD - 17"6197
4 - Robert Megennis - Andretti - 24"6287
5 - Ryan Norman - Andretti - 37"8798
6 - Dalton Kellett - Juncos - 38"8016
7 - David Malukas - HMD - 46"5417
8 - Lucas Kohl - Belardi - 1'09"7772

Domenica 22 settembre 2019, gara 2

1 - Rinus VeeKay - Juncos - 30 giri
2 - Toby Sowery - HMD - 9"8874
3 - Robert Megennis - Andretti - 23"1222
4 - Oliver Askew - Andretti - 23"9875
5 - David Malukas - HMD - 24"3501
6 - Dalton Kellett - Juncos - 47"3334
7 - Ryan Norman - Andretti - 47"9062
8 - Lucas Kohl - Belardi - 1 giro

Il campionato
1. Askew, 486; 2. VeeKay, 465; 3. Sowery, 367; 4. Norman, 359; 5. Megennis, 355.

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