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8 Set 2020 [19:14]

Il salto di qualità di Dinamic,
sempre più nell'orbita Porsche

Mattia Tremolada

Dinamic Motorsport ha conquistato al Nürburgring la seconda vittoria nel GT World Challenge Endurance. La squadra reggiana, guidata da Maurizio Lusuardi e Giuliano Bottazzi, vinse a sorpresa il primo appuntamento della stagione 2019 sotto la pioggia di Monza, con l'equipaggio composto da Andrea Rizzoli, Zaid Ashkanani e Klaus Bachler. Il pilota austriaco, in particolare, ha mostrato ottimi spunti velocistici nel corso di tutta la stagione, che hanno poi permesso a Dinamic di entrare nell'orbita Porsche, prendendo parte alla 9 ore di Kyalami, ultimo appuntamento dell'Intercontinental GT Challenge 2019, con tre piloti ufficiali della casa di Stoccarda, Earl Bamber, Laurens Vanthoor e Matt Campbell, con quest'ultimo ancora matematicamente in lotta per il titolo. Un bel riconoscimento per Dinamic, che fece il proprio debutto nella Porsche Carrera Cup Italia nel 2014, passando alla Supercup nel 2017.

Nel 2020, la squadra reggiana ha allargato la propria partecipazione alla serie Endurance a ben tre vetture, restando fedele a Porsche. Al Nürburgring, è stata assente la 911 #67, vista ad Imola con l'equipaggio di classe Pro-Am composto da Mauro Calamia, Ivan Jacoma e Roberto Pampanini. Presenti invece, in Silver Cup, Mikkel Pedersen (promosso dalla Porsche Supercup), Adrien De Leener e Andrea Rizzoli. Il piatto forte è, però, quello della Porsche #54, affidata a Christian Engelhart, tornato in Porsche dopo il divorzio da Lamborghini-Grasser, Matteo Cairoli, ex del vivaio giovani di Stoccarda ma ancora legato alla casa, e Sven Muller, che è invece a tutti gli effetti pilota ufficiale Porsche.

Se a Monza il successo arrivò inaspettatamente nella seconda parte della corsa, in Germania la vettura del team Dinamic è stata costantemente al vertice, a partire dalle qualifiche, chiuse in seconda posizione ad un solo decimo dalla vettura gemella del team GPX. Le due 911 in livrea Gulf, sono state messe KO dai propri piloti Dennis Olsen e Patrick Pilet: il danese ha clamorosamente chiuso su Albert Costa alla prima curva, ripartendo dal fondo e chiudendo solo diciannovesimo con Romain Dumas e Thomas Preining, mentre il francese è andato a sbattere in solitaria mentre occupava la seconda piazza. È sembrato tutto facile per l'equipaggio di Dinamic, che ha dovuto ricostruire la propria corsa dopo essersi visto annullare un vantaggio di oltre cinquanta secondi dall'ingresso della safety car, ma che ha dimostrato di essere una spanna sopra tutti nel corso delle sei ore di gara.

Un successo che rilancia le ambizioni di Cairoli nella rosa dei piloti ufficiali Porsche, così come le quotazioni di Engelhart, reduce da una stagione 2019 sottotono e da un brutto episodio alla fine del 2018 quando spezzò la scheda SD della telecamera on board per cancellare le prove di un'infrazione nell'ADAC GT Masters, gesto che gli è costato il posto da ufficiale Lamborghini. Confermata invece, la velocità e l'intelligenza di Muller, impeccabile al via a differenza di Olsen e confermata anche la qualità della squadra, che non ha sbagliato un colpo nel corso del fine settimana, dimostrando di non aver niente da invidiare ai team più blasonati e vincenti della categoria. 
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