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6 Ago 2023 [10:51]

Fuji, gara
Rossa perfetta per Chiyo-Takaboshi

Marco Cortesi

Alla partenza della 450 km del Fuji ci si aspettava forte pioggia prima della fine. Era praticamente una certezza, tanto che alcuni team avevano scelto di anticipare la loro strategia confidando nella necessità di un cambio gomme extra, o addirittura in un finale anticipato. Però non è andata esattamente così. La corsa è stata fermata al giro 66, ma per la Toyota Supra GT300 del team Tsuchiya che è andata a fuoco in modo incontrollato, portando alla bandiera rossa. E poi, l'acqua è arrivata violentemente in pista insieme all'oscurità.

A quel punto, al comando si trovavano Kenta Yamashita e Kazuya Oshima che, partiti con gomme slick (contro le rain degli altri) avevano recuperato presto la testa. Poi, Yuichi Nakayama e Yuhi Sekiguchi, anche loro autori di una sosta anticipata e anche loro bisognosi di un altro rifornimento. Se si fosse deciso di chiudere i giochi in quel momento, per Toyota ci sarebbe stata una tripletta insperata, con anche Sasahara-Alesi terzi. Tuttavia, dopo una lunga pausa, si è deciso di ripartire, e ai team è stato permesso di montare gomme rain sulla griglia.

Così, la situazione si è ribaltata a favore della Nissan NDDP di Katsumasa Chiyo e Mitsunori Takabosh (foto © GTA)i: le gomme Michelin da bagnato, sviluppate per le hypercar del WEC, sono infatti nettamente più performanti rispetto alle rivali. Takaboshi ha presto recuperato dalla quarta piazza fino alla testa, salutando la truppa e vincendo in trionfo, con un passo da tre a cinque secondi più veloce al giro.

Invece, la tattica che le aveva portate al vertice si è ribaltata contro le due Toyota di testa, che si sono dovute fermare a rifornire per una sosta extra quando tra l'altro tutti avevano già ormai le rain. Secondi hanno concluso quindi Hiroki Otsu e Nirei Fukuzumi, con una strategia "normale" per la prima Honda ARTA. Fuori gioco la vettura gemella, finita in testacoda con Tomoki Nojiri mentre lottava per il podio, il terzo posto è andato al team Kunimitsu con un Naoki Yamamoto autore di un recupero eccezionale. A seguire, la Honda del team Nakajima con un gran finale per Kakunoshin Ohta. Quinto posto per il team Cerumo con Hiroaki Ishiura e Yuji Tachikawa che, dopo aver annunciato il ritiro a fine anno a 48 anni, ha corso sulla pista di casa per l'ultima volta.

Sesto posto per Tsuboi-Miyata seguiti da Tsukakoshi-Matsushita e Alesi-Sasahara, tre equipaggi che hanno pagato l'usura delle loro gomme Bridgestone con la pista che si asciugava nel finale. Poche speranze per Ronnie Quintarelli e Tsugio Matsuda. Il pilota giapponese, rientrante dopo un terrificante incidente a Suzuka, ha dovuto effettuare uno stop&go per il cambio del telaio (e di tutto il resto) sulla Nissan numero 23. Finito sotto di un giro, l'equipaggio NISMO aveva bisogno di un miracolo. Quintarelli ha recuperato il tredicesimo posto alla fine, ma i punti erano fuori portata.

Vittoria per una Nissan anche in GT300 col team Gainer con Ryuichiro Tomita e Keishi Ishikawa che hanno approfittato di un'uscita di pista di Nobuteru Taniguchi con la Mercedes Goodsmile.

Domenica 6 agosto 2023, gara

1 - Chiyo-Takaboshi (Nissan Z) - NDDP - 100 giri
2 - Fukuzumi-Otsu (Honda NSX) - ARTA - 45"244
3 - Yamamoto-Makino (Honda NSX) - Kunimitsu - 64"280
4 - Ohta-Izawa (Honda NSX) - Nakajima - 64"435
5 - Tsuboi-Miyata (Toyota Supra) - Tom's - 1'38"946
6 - Ishiura-Tachikawa (Toyota Supra) - Cerumo - 1'41"152
7 - Tsukakoshi-Matsushita (Honda NSX) - Real - 1 giro
8 - Alesi-Sasahara (Toyota Supra) - Tom's - 1 giro
9 - Sekiguchi-Nakayama (Toyota Supra) - Sard - 1 giro
10 - Sasaki-Hirate (Nissan Z) - Kondo - 1 giro
11 - Oshima-Yamashita (Toyota Supra) - Rookie - 1 giro
12 - Kunimoto-Sakaguchi (Toyota Supra) - Bandoh - 1 giro
13 - Quintarelli-Matsuda (Nissan Z) - NISMO - 1 giro
14 - Nojiri-Oyu (Honda NSX) - ARTA - 1 giro
15 - Hiramine-Baguette (Nissan Z) - Impul - 1 giro

In campionato
1. Chiyo-Takaboshi 49; 2. Tsuboi-Miyata 42; 3. Yamamoto-Makino 33; 4. Matsuda-Quintarelli 25; 5. Kunimoto-Sakaguchi 22.
TatuusDALLARA