28 Lug [8:31]

UFFICIALE - Porsche lascia la LMP1
E si prepara per l'ingresso in Formula E

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Marco Cortesi

Quello che doveva accadere è accaduto. Dopo un'edizione della 24 Ore di Le Mans che ha lasciato interdetti per il suo andamento, e dopo una 1000 chilometri del Nurburgring che ha visto nuovamente al via quattro LMP1 di cui due smaccatamente intente a giocare di squadra, è arrivato lo stop di casa Porsche al programma Endurance a fine stagione. Sorprendente, visto che dalle prime voci alla conferma sono passate poche settimane. Ma se si guarda il lato della ragionevolezza, sembra che la "bolla" ci abbia messo fin troppo poco a scoppiare.

Le criticità che già Italiaracing aveva evidenziato all'inizio della passata stagione non solo non sono state prese in considerazione, ma sono state snobbate con una serie di decisioni (ad esempio il passaggio ad un ibrido plugin dalla tipologia poco comprensibile) sperando nell’arrivo di un altro costruttore che non è ancora certo. Peugeot salverà la situazione? È da vedere, anche se la casa transalpina ha già più volte detto di voler spendere meno rispetto ai budget attuali, specie quelli multimilionari delle case LMP1-H.

Tutta "colpa" della Formula E?
Il prossimo passo è che la Porsche va in Formula E, serie irresistibile? Sicuramente, nel senso che se è vero che la categoria “elettrica” creata da Alejandro Agag sta raccogliendo tante adesioni ed è pronta ad un salto decisivo quando arriverà il nuovo pacchetto tecnico, è anche vero che è riuscita con successo a mantenere, nonostante la grande ricerca da parte delle squadre, dei budget ragionevoli.

Al momento, calcolando l’impatto mediatico, i pochi milioni all’anno necessari per correre in Formula E (dove c'è un budget cap) generano più ritorno dei 200 del WEC. Ma a dimostrare che per quanto riguarda l'endurance si tratta anche di una questione di costi è il successo del format DPi IMSA, dove si sono portate in pista auto sofisticate e costose, ma non ai livelli della categoria regina nella serie iridata. Comunque, anche in questo caso si trattava di una questione di tempo visto l'impegno che tutto il gruppo VW ha riversato dopo in dieselgate nel campo dell'elettrico, e del quale Porsche è stata protagonista con il concept Mission E che vuole lanciare la sfida a Tesla.

E ora che si fa?
Nella speranza che Peugeot o qualcun altro arrivi ad affiancare Toyota, ci si chiede quali saranno le mosse dei nipponici, che sì rischiano finalmente di vincere Le Mans, ma potrebbero trovarsi a farlo da soli. Sembra difficile non pensare al futuro, un futuro che o vedrà protagoniste le LMP1 private (in arrivo la Zytek e la Dallara SMP) nell'attesa di nuove adesioni o potrebbe, perché no, strizzare l’occhio alle DPi americane in cui ci sono già diversi costruttori presenti. DPi che erano state adocchiate in passato ma con pretese di vincoli regolamentari inaccettabili per i costruttori (rinunciare agli aerokit e ai motori "personalizzati").

Potenziato il programma GTE
La presenza in GT della Porsche - si legge nel comunicato ufficiale - sarà potenziata, e si punterà a portare al successo la 911 RSR. Una buona notizia per piloti come Gimmi Bruni che, pur se senza prospettiva di correre per l'assoluta, sanno ora di essere a modo loro le punte di diamante dell'impegno della casa. Anche gli attuali rappresentanti della classe regina dovrebbero trovare posto nell'organigramma dato che ci sarà sicuramente anche un'accelerazione sulla GT3, finora affrontata non propriamente "in grande" col modello 991.

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