18 Dic [10:59]

Lewis Hamilton su RaiUno da Fazio
tra il pianoforte e la Regina Elisabetta…

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Marco Minghetti

A Milano probabilmente per regalarsi qualche abito firmato, Lewis Hamilton ha fatto un pit stop anche a casa Fazio: in quel 'Che tempo che fa' in crisi di ascolti. E, forse proprio grazie al campionissimo inglese, la discussa trasmissione dell’ammiraglia di RaiUno risale miracolosamente oltre il 15 per cento di share.
E showman nato, il fresco campione del mondo non si è tirato indietro. Tra un’imprevista esibizione al piano dove si è cimentato in Someone Like you di Adele e l’addio allo studio di via Mecenate a bordo di una NSU Prinz con tanto di numero 44, l’intervista ha regalato diversi passi curiosi.

Tra tutti il racconto del suo incontro con la regina Elisabetta. “Mi hanno chiamato mentre ero in Brasile per l’ultima gara del 2009: la Regina la invita a colazione, mi dissero” - ha spiegato Hamilton davanti ad un divertito Fazio - “io non ci credevo ma poi sono andato in Inghilterra a pranzo. Lei è la nonna più simpatica che ci sia, davvero una nonnetta fantastica. Ho mangiato, se non mangi è maleducazione. La Regina non ha mangiato tantissimo, ma parlava molto, abbiamo parlato di cani, di cibo, di musica e di quello che fa nel fine settimana: una conversazione fantastica. È stata una delle cose più fantastiche della mia vita, un grande onore”.

Tanto spazio ovviamente sulla Formula 1 e sul suo rapporto stretto con la Mercedes: “La Mercedes mi ha preso quando avevo 13 anni per cui è difficile immaginarmi in un altro posto. Ci sarà sicuramente presto un nuovo contratto…”, prima di lasciarsi scappare un “Il mio aereo è tutto rosso. Sì, il mio colore preferito è il rosso…”.

Parentesi più seria a proposito delle difficoltà nel guidare una monoposto moderna: “Se guardate la telecamera, guidare una F1 vi sembrerà facilissimo. In realtà subiamo delle forze, soprattutto laterale e longitudinale, sono forze che ti ‘uccidono’. Un chilogrammo in più rispetto a quello che dovrei essere significa poi perdere un secondo in gara, quindi devo fare un sacco di lavoro, tenermi a dieta e lavorare sul il collo che è importantissimo,perché subisce lo stress più forte. Per allenarlo normalmente devo mettere un casco di piombo da 10 kg…”.

Piloti in vettura solo se ricchissimi? Per l'inglese non è andata proprio così… “Il mio primo go-kart era di quinta mano, gareggiavo contro gente che era messa molto meglio di me. Riuscire ad arrivare dall’ultimo posto alla pole position era la cosa che volevo di più. Questo mi ha dato carattere, mi ha rafforzato, è stata la fame che ha provocato in me la grinta…”.

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