9 Ago [21:18]

Al Masters di Zandvoort 5 team
La crisi della F.3 è senza fine

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Massimo Costa

Non si vede la luce alla fine del tunnel in cui si è infilata la F.3. La gara principe di quella che potremmo definire la stagione regolare, il GP Masters di Zandvoort, vede al via questo fine settimana appena cinque squadre per un totale di sedici monoposto. Dicendo grazie a Carlin e Signature che schierano ben quattro Dallara, a Mucke e Prema che hanno allestito una terza vettura per due piloti della serie britannica, Foresti e Derani, a Motopark per essere presente. Soltanto 12 mesi fa il Masters contava 24 monoposto sullo schieramento di partenza con una forte affluenza dei team del campionato inglese (Hitech, Manor, Sino Vision) più la ART, che ha abbandonato la F.3 alla fine del 2010.

Il FIA International Trophy non decolla, non attira. Probabilmente è tutta la categoria che deve "guardarsi dentro" anziché proseguire come nulla fosse, fingendo che non vi siano problemi. Ma se da due anni la Euro Series non è capace di mettere insieme uno schieramento decente (appena 12 le monoposto al Nurburgring lo scorso fine settimana), se siamo già in agosto e non si scorgono all'orizzonte segnali di rinnovamento, incentivi per coinvolgere un maggior numero di squadre a livello internazionale, dubitiamo seriamente che la F.3 internazionale possa avere un futuro. Non vogliamo certo creare allarmismi, ma prendere semplicemente atto di una situazione che sta divenendo insostenibile, oltre che insopportabile per tutti noi che abbiamo sempre appoggiato la validità della categoria.

Che invece è frastagliata in un mosaico di pezzi che non si riesce a comporre. Finché non si trova una via comune, finché i prezzi non scenderanno in maniera drastica, la Euro Series proseguirà ad essere un campionato di nicchia, per pochi volenterosi intimi. Cosa si intende per via comune? Oggi abbiamo cinque campionati nazionali importanti, ma ognuno di questi persegue una propria via, personalizzata e, punto molto importante, a costi accettabili.

La F.3 Italia nel 2012 continuerà con i modelli di monoposto attuali e i motori Fiat; la European F3 Open avrà le nuove vetture, ma non mollerà i Toyota e un regolamento tecnico restrittivo; in Germania avranno i motori Volkswagen e il push-to-pass; gli unici che hanno un regolamento aperto, le cui vetture possono tranquillamente gareggiare in eventi internazionali, sono quelli del British F.3 a cui si aggiunge il Japan F.3. Tutti gli altri invece, non potranno uscire dai loro confini per partecipare a gare del FIA Trophy, al Masters, a Macao.

Se poi aggiungiamo che gli inglesi preferiscono rimanere rintanati nella loro isola (Carlin a parte) anziché confrontarsi con i team del continente e che i giapponesi per ovvi motivi non possono certo venire in Europa per disputare un evento di un weekend, si può capire che il problema è enorme e non ha una via di uscita. Ma attenzione, anche i campionati nazionali non se la passano granchè bene.

Il British F.3 presenta una ventina di monoposto, ma da anni non fa che vincere il team Carlin e la serie d'oltremanica ha perso il prestigio che per tanto tempo l'aveva portata ad essere il punto di riferimento della intera categoria. La Formel 3 arriva a diciotto monoposto, ma almeno cinque o sei sono in mano a gentleman. La European F3 Open è sicuramente quella più attraente a livello di circuiti inseriti nel calendario, ma al via non si arriva a contare venti macchine. La F.3 Italia ha toccato il minimo stagionale a Spa scendendo sotto le quindici presenze. Il Japan ne conta tredici.

Uno dei motivi principali della crisi generale della F.3 è la nascita della GP3 con le sue trenta monoposto. Superato il primo anno di collaudo, avviata la seconda stagione con l'aggiunta di un turno di prove libere (ora sono due) che ha finito per penalizzare ulteriormente la F.3 Euro Series, per il 2013 si parla di una nuova Dallara e di un inedito motore decisamente più performanti. Così, a occhio, sembra di capire che nel 2013 il salto in avanti della GP3 sarà imperioso. E gli statici organizzatori della F.3 continentale che fanno? Nulla. Inoltre, i piloti che escono dalla Eurocup F.Renault, l'unica categoria propedeutica internazionale di qualità rimasta dopo la chiusura della F.BMW, non sono per nulla stimolati ad un passaggio alla F.3 preferendo per lo più il salto in GP3, World Series Renault, Auto GP. Dove si spendono cifre simili, o anche inferiori, alla F.3 Euro, e si ha la certezza di confrontarsi con un parco partenti avvincente e di guidare monoposto potenti e formative (vedi Renault 3.5 ed Auto GP).

Il GP di Pau aveva lanciato l'allarme con il suo misero parco partenti di 13 iscritti, il Masters di Zandvoort pone sotto la luce dei riflettori di tutto il motorsport la grave malattia che la F.3 internazionale sta vivendo. Ma gli esperti dottori della categoria sembrano guardare da un'altra parte.

Gli iscritti del Masters di Zandvoort

Marco Wittmann (Dallara-Volkswagen) - Signature
Laurens Vanthoor (Dallara-Volkswagen) - Signature
Daniel Abt (Dallara-Volkswagen) - Signature
Carlos Munoz (Dallara-Volkswagen) - Signature
Carlos Huertas (Dallara-Volkswagen) - Carlin
Jazeman Jaafar (Dallara-Volkswagen) - Carlin
Kevin Magnussen (Dallara-Volkswagen) - Carlin
Rupert Svendsen-Cook (Dallara-Volkswagen) - Carlin
Roberto Merhi (Dallara-Mercedes) - Prema.
Daniel Juncadella (Dallara-Mercedes) - Prema
Pipo Derani (Dallara-Mercedes) - Prema
Nigel Melker (Dallara-Mercedes) - Mucke
Felix Rosenqvist (Dallara-Mercedes) - Mucke
Lucas Foresti (Dallara-Mercedes) - Mucke
Jimmy Eriksson (Dallara-Volkswagen) - Motopark
Kimiya Sato (Dallara-Volkswagen) - Motopark

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