Regional European

Le dieci possibili storie del 2026
Qualche nome da tenere d'occhio

Davide AttanasioL’usanza della calza, nel giorno dell’Epifania, è sicuramente comune in Italia, ma probabilmente non è la st...

Leggi »
Rally

Dakar – 3ª tappa
Guthrie vince e prende il comando

Michele Montesano Nuova tappa e altro vincitore nella 48ª edizione della Dakar. A trionfare nella prova ad anello di Al Ula ...

Leggi »
World Endurance

Peugeot annuncia la formazione dei
due equipaggi che guideranno le 9X8

Michele Montesano - DPPI Images Se lo scorso novembre erano stati svelati solamente i piloti, ora Peugeot ha annunciato anc...

Leggi »
Rally

Dakar – 2ª tappa
Quintero guida l’armata Toyota

Michele Montesano La 48ª edizione della Dakar quest’oggi ha lasciato Yanbu per dirigersi alla volta di Al Ula. Al termine de...

Leggi »
formula 1

Zhou dalla Ferrari alla Cadillac
Il cinese ricopre il ruolo di tester

Massimo Costa - XPB ImagesDalla panchina della Ferrari a quella della Cadillac. Guan Yu Zhou, 26 anni, rimane in qualche mod...

Leggi »
formula 1

Il ds Courtenay va alla McLaren
Prosegue la fuga dalla Red Bull

Massimo CostaPare una vera e propria fuga quella che negli ultimi 12 mesi si sta verificando in casa Red Bull. L'ultimo ...

Leggi »
PrevPage 1 of 10Next
6 Gen [10:45]

Le dieci possibili storie del 2026
Qualche nome da tenere d'occhio

Davide Attanasio

L’usanza della calza, nel giorno dell’Epifania, è sicuramente comune in Italia, ma probabilmente non è la stessa cosa a tutte le latitudini. E allora, noi di Italiaracing abbiamo deciso di raccontare dieci possibili storie che, forse, per i dieci piloti di cui si tratterà, nel caso in cui dovesse avverarsi lo scenario migliore possibile, esso potrà valere ben di più di dolciumi e, questo di sicuro, della nera carbonella. Ma bando alle ciance, cominciamo.

Salim Hanna

Nel Paese della nazionale di calcio dei “Cafeteros”, la Colombia, le pagine più significative di storia nel mondo del motorsport sono state finora scritte dalla famiglia Montoya. Juan Pablo, il capostipite, ha regalato ai suoi connazionali momenti apparentemente impensabili, arrivando vicino al titolo in F1 nel 2003, mentre suo figlio, Sebastián, nella scorsa F2 si è sorprendentemente messo alle spalle il suo compagno di squadra Gabriele Minì, e nel 2026 ripeterà per un secondo anno con il team Prema. L’influenza dei Montoya, in Colombia, è così grande che anche Salim Hanna, nato a Barranquilla il 20 novembre 2009, ne è stato investito pienamente, tanto che Juan Pablo è suo mentore dagli anni del kart. Dopo un’annata di buonissima fattura nella F4 italiana, che lo ha visto ottenere la palma di miglior rookie del campionato, e un’apparizione dominante nel round speciale della F4 inglese a Silverstone, Hanna è stato subito promosso in Formula Regional nel 2026. Gli avversari non mancheranno, e non si chiederà al 16enne di vincere. Quella responsabilità ce l’avranno altri. La qualità migliore di Salim, nel 2025, è stata senz'altro la costanza. E chissà se sarà proprio quella, la freccia che il “barranquillero” potrà scoccare per regalare alla Colombia una nuova storia.



Alex Ninovic

Vincere, anzi dominare il GB3, campionato più o meno equiparabile alla Regional europea, e non venire promosso in Formula 3… possiamo dire che dev’essere stata dura da mandar giù per Alex Ninovic (nella foto sopra), 18enne di Sydney ma serbo di radici che nel 2026 si sposterà proprio nel campionato organizzato dalla FIA e da ACI Sport, che correrà con quel team Rodin con cui è legato sin dall’inizio della sua avventura nelle monoposto. Non sono bastati 524 punti, nove vittorie, undici podi e dieci pole per il salto di categoria. Forse, piuttosto che disputare un’annata in F3 con una squadra di media-bassa fascia, si è preferito aspettare un’occasione più propizia per non ripetere ciò a cui sono andati incontro Callum Voisin e Louis Sharp, vincitori del GB3 prima e poi protagonisti di un percorso difficile al debutto in F3. Il rischio, però, è notevole: se è vero che con la nuova Tatuus T-326 tutti partiranno da un foglio bianco, l’esperienza nella serie di squadre come Prema, R-Ace e Trident (Rodin è al debutto) dovrebbe far squillare qualche sensore di allarme. La pressione è e sarà indubbiamente molta. Nel motorsport e nella vita si fa presto a dimenticare. Al contrario, dovesse vincere anche la Regional, allora nessuno potrà (e dovrà) ignorare Ninovic per un posto in F3 nel 2027.

Evan Giltaire

Intercettato da Italiaracing nel corso dell’ultimo appuntamento del Regional a Monza, a domanda: “Nel 2026 farai ancora la Regional?” è seguita risposta: “No, sicuramente no. Molto meglio…”. Lì per lì, quel “meglio” poteva significare F3, ma per un motivo e per un altro (soldi) il campione della Regional Middle East 2025, uno dei profili più interessanti in assoluto, non ha avuto e non avrà spazio da quelle parti. Ma forse, per il transalpino, le idee erano già chiare. E puntavano dritto al Giappone, dove Giltaire, nel mese di dicembre, ha più che ben figurato con il team B-Max nei test che la Super Formula Lights ha tenuto sul circuito di Suzuka. Manca ancora l’ufficialità, ma solamente quella. Così come per i piloti giapponesi l’adattamento nel Vecchio Continente può risultare difficoltoso, anche per un pilota europeo spostarsi verso oriente è una sfida non indifferente. Le abitudini, neanche a dirlo, sono radicalmente differenti, e poi c’è la barriera linguistica: dubitiamo che il 19enne di Senlis sappia il giapponese. Ma se c’è una cosa che gli riesce, quella è guidare monoposto. E vincere. Evan si è preso un rischio, ma allo stato attuale della sua carriera non poteva che prenderselo. E dovesse vincere questa scommessa, è probabile che si spalancherebbero le porte della Super Formula.



Deagen Fairclough, Reno Francot, Jules Roussel

Tre piloti diversi, che vivono tre fasi radicalmente diverse delle loro carriere, i quali piani futuri non sono ancora stati definiti. Il primo, il 19enne Fairclough, nel 2024 aveva dominato “in stile Ninovic” la F4 britannica, e nel 2025 è sì arrivato terzo nel GB3 (a 151 punti da Ninovic), ma non è mai davvero sembrato lui. L’unica “consolazione”? Il test con l’Aston Martin F1. Dovesse avere una seconda chance, Fairclough non potrà lasciarsela scappare. Il secondo, Reno Francot (nella foto sopra), è ormai diventato il massimo esperto delle Tatuus F4, ma a 18 anni, oltre che a diventare maggiorenni, è tempo di iniziare a capire cosa si voglia fare da grandi. Il suo primo assaggio con la Regional è stato incoraggiante, vedremo. L’ultimo profilo, Jules Roussel, ha sfruttato come meglio non avrebbe potuto l’occasione della vita, vincendo il Gran Premio di Macao F4. Il suo 2025, comunque, era già stato positivo: terzo nella F4 francese al suo secondo anno nella serie. Diciannove anni, Roussel è un pilota ancora da inquadrare: sicuramente ha del potenziale, ma fino a che punto potrà alzare la sua asticella? La sensazione, per il futuro, è quella di un buon pilota, ma non di un grande pilota. E però la “chance Macao” - che lui si è ampiamente meritato - gli ha regalato un credito che non dovrà scialacquare.

Niccolò Maccagnani, Tommy Harfield

Da una parte, forse, il pilota che ha percorso più chilometri di test tra i suoi coetanei (indice di un’ampia disponibilità economica), dall’altra il pilota che quasi non riusciva a finire il campionato di F4 britannico per mancanza di fondi. Hanno gareggiato insieme di recente, nel Formula Trophy, e parliamo di Niccolò Maccagnani e Tommy Harfield. Maccagnani, come dicevamo, ha forse avuto a disposizione il programma di formazione che tutti i piloti vorrebbero avere. Ha girato a ripetizione sui circuiti di tutto il mondo, con vetture di vario taglio, e questo ormai da qualche anno, e dal primo gennaio è ufficialmente junior Ferrari. Le sue prime gare in monoposto sono sì state buone, ma non “dirompenti” come qualcuno poteva attendersi. Nel 2026, con la corazzata Prema, disputerà la F4 italiana. Ed è già un anno da dentro o fuori. Da grandi poteri, come è noto, derivano grandi responsabilità, e Maccagnani dovrà esserne subito all’altezza. Harfield, invece, non ha ancora comunicato nulla circa i suoi piani futuri, ma la disputa del Trophy potrebbe suggerire che qualche fondo sia effettivamente entrato. Pilota estroso, dal piede pesante, apparso in netta crescita appuntamento dopo appuntamento, con il giusto supporto potrebbe davvero regalare spettacolo.



Noah Killion, Alp Aksoy

In ultima analisi ecco i profili di Noah Killion e Alp Aksoy (nella foto sopra). Malgrado la loro giovanissima età (30 marzo 2010 Killion, 10 ottobre 2010 Aksoy), hanno già vinto, rispettivamente, i campionati di F4 australiana (formalmente AU4) e Formula Trophy, e nel 2026 gareggeranno nella F4 italiana con US Racing (Killion) e Prema (Aksoy). Indubbiamente sono due profili da tenere sotto grande considerazione, sebbene dall’australiano Killion, assai promettente in alcune delle sessioni di test a cui ha preso parte negli scorsi mesi, ci si aspettava qualcosa di più proprio nel Formula Trophy che invece Aksoy ha essenzialmente dominato. Specialmente in qualifica, Killion è sembrato ancora distante dalla sua miglior versione, mentre in gara si è reso più volte protagonista di rimonte da capogiro. Aksoy, al contrario, è subito stato competitivo, e la Turchia è già con gli occhi fissi su di lui. I turchi, già di per sé, sono noti per la loro “esuberanza” quando si tratta di supportare un loro connazionale; figuriamoci per uno sportivo in una disciplina in cui non hanno mai di fatto avuto rappresentanti di spicco. Ecco, tutti gli indizi ci portano a dire che Alp potrebbe davvero avere le credenziali per diventare un pilota di prim’ordine: a questo proposito, la “selezione naturale” della F4 italiana ci potrà aiutare di più.

16 Nov [9:45]

Macao - Gara Finale
Naël-Boya, doppietta KCMG Pinnacle
Slater sbaglia, Colnaghi quarto

Davide Attanasio - Dutch Photo Agency e Foto GCS

Macao, non ti sei smentita neanche stavolta. Nelle corse, in queste corse soprattutto, che basta nominarle per sentirne il peso, non c’è una logica a governare gli eventi. Le cose succedono e non ti aspettano. È tutto finito, sulle strade del Circuito da Guia, che mentre stiamo scrivendo torneranno a ospitare le vetture di tutti i giorni. Ed è bastato un giro, a Théophile Naël (foto sotto), per aggiudicarsi la 72esima edizione di un Gran Premio… bellissimo.



Non era iniziata bene, dalla terza casella, per il pilota di KCMG Pinnacle. Dopo la svolta a destra della Lisboa, doveva inseguire tre piloti. Era stato superato anche da Enzo Deligny, mentre davanti Freddie Slater (Theodore Prema) aveva ceduto il passo al compagno di Naël, Mari Boya. La posizione di Slater, quasi obliquo prima dello spegnimento dei semafori, a ricordare quella di Sebastian Vettel nel Gran Premio di Cina 2017, è apparsa piuttosto bizzarra, e forse non ha giocato a suo favore, mentre Boya, come nella gara di qualifica, non ha offerto repliche.

In realtà, Naël non era partito male, ma era stato costretto a sollevare il piede dal gas per evitare di finire a muro, dato che alla sua destra non aveva più spazio. Nel dopo gara, inoltre, si è venuto a sapere che quella di partire "di sguincio" non è stata una scelta voluta da parte di Slater; bensì, il riflesso del sole gli ha reso molto difficile vedere la linea gialla, e così ha cercato alla meglio di individuare il punto corretto. Non ci è esattamente riuscito, ma adesso sappiamo che non era pianificato.

Ripresa la corsa al giro quattro di quindici, dopo il primo intervento della safety-car, chiamata per rimuovere le Tatuus T-318 (alla loro ultima apparizione prima dell’avvento, l’anno prossimo, della nuova T-326) di Kiyoshi Umegaki, Reza Seewooruthun e Zhenrui Chi, ecco che la risposta di Slater non si fa attendere: staccata profondissima su Boya e prima posizione.



Sarebbe probabilmente finita così, almeno quanto al vincitore, data la superiorità del britannico. Boya, inizialmente, ha provato a reggere l’urto, ma tra il giro sei e il giro nove ha rimediato più di tre secondi di distacco. Nel frattempo, Naël non riusciva a superare Deligny, e quasi rischiava la frittata. Tra i due, prima della Lisboa, saranno passati centimetri.

E il perché non è finita così è molto semplice. L’avvento della seconda safety-car, per l’ennesimo incidente che ha riguardato Oscar Wurz, fermo contro le barriere della Lisboa. Questa, la prima “sliding door”, così direbbero gli inglesi.

Tra la chiamata della SC e la ripresa saranno passati sì e no tre-quattro minuti. Merito dei preparatissimi commissari a bordo pista, dotati delle tecnologie giuste ma anche e soprattutto di tanta competenza.

Al giro 11, il nuovo via. Slater parte bene, Boya non tanto. Ha una piccola indecisione sulla penultima piega, ma riesce comunque a risucchiare tutta la scia dell’avversario, replicando pari pari il sorpasso del giro quattro.

Le stelle, per Naël, si allineano proprio alla fine dell’11esima tornata. Slater tenta con tutte le sue forze di restare il più vicino possibile a Boya, ma la macchina gli scappa due volte all’ingresso dell’ultima curva. La seconda si è rivelata fatale. Contatto con il muro di sinistra, che significa ritiro. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una stagione di altissimo profilo, ma è così che vanno le corse. A Slater bravo comunque per averci provato.

Safety-car. La terza. Lascerà strada ai piloti per i due giri finali.

Boya riparte bene, Deligny lo marca a uomo, ma Naël prima scarta il connazionale del team R-Ace, poi si affianca al compagno Boya, mette il musetto davanti e stacca profondo. Primo. Gli è bastato trovarsi in testa per una curva. Poi, la chiamata della quarta safety-car (incidente multiplo sul rettilineo principale) ha fatto il resto.

Grande festa per Naël, per il team KCMG Pinnacle di John O’Hara, sul podio per ritirare il trofeo, e per la Francia. Nell’alba italiana, Jules Roussel ha conquistato la prima edizione della Coppa del Mondo di Formula 4. Nel pomeriggio macaense, i transalpini sono tornati a vincere la Coppa del Mondo F3/Regional per la prima volta dal 2004 (Alexandre Prémat, con la Dallara F304 Mercedes-HWA).

Sul podio un affranto Boya, come dargli torto, e Deligny. Sostanzialmente una gara di casa per quest’ultimo, che vanta radici cinesi. C’era la sua famiglia a guardarlo dal vivo, e dal sesto posto la chiave è stata la partenza, mettersi davanti a Naël, difendersi e sfruttare l’errore di Slater. Forse il podio sarebbe arrivato lo stesso, ma quel che conta è la coppa che ha ricevuto.

Boya ha fatto tutto giusto. Purtroppo - e per fortuna - la scia di Macao dà e toglie.



Medaglia di legno per Mattia Colnaghi (PHM). Lui che è sempre rimasto a guardare, ma non perché non volesse provarci, ma perché di più evidentemente era difficile fare. Ha colto il massimo, e chissà che non vorrà riprovarci tra un anno, con molta più esperienza, sulla falsa riga degli stessi Naël e Boya. Era da due anni che un italiano non finiva tra i primi cinque (Gabriele Minì, terzo). Un discreto ottavo posto, invece, per l’altro italiano, Matteo De Palo. Il suo inizio di weekend prometteva molto bene, poi è mancato qualcosa.

Sin da giovedì, il miglior debuttante è stato Taito Kato. Quinto davanti al compagno Evan Giltaire, non si è smentito neppure stavolta. Settimo senza far rumore Noah Strømsted.

Notevole la prova di Yuki Sano (Tom’s, foto sopra): dal 18esimo posto, il classe 2006 di Shizuoka, junior Toyota e attualmente secondo nel campionato di Super Formula Lights, alla sua prima Macao è cresciuto alla distanza. Non ha sbagliato e si è pienamente meritato il nono posto sotto la bandiera a scacchi. Molto bravo anche José Garfias, decimo. Eccezion fatta per quell’incidente nella seconda qualifica, a stupire è stata la competitività dimostrata.



Owen Tangavelou (Saintéloc, foto sopra) ha chiuso in 17esima posizione il suo capitolo con le corse. Non è riuscito a partire nel giro di formazione, ma per sua fortuna ha preso il via dalla pit-lane. Non si è ritirato e si è goduto quelli che sono stati a tutti gli effetti gli ultimi quindici giri della sua carriera.

Domenica 16 novembre 2025, gara finale

1 - Théophile Naël - KCMG Pinnacle - 15 giri in 43'01"466
2 - Mari Boya - KCMG Pinnacle - 0"250
3 - Enzo Deligny - R-Ace - 1"130
4 - Mattia Colnaghi - PHM - 1"978
5 - Taito Kato - ART - 2"322
6 - Evan Giltaire - ART - 2"571
7 - Noah Strømsted - Trident - 3"606
8 - Matteo De Palo - R-Ace - 4"140
9 - Yuki Sano - Tom's - 4"720
10 - José Garfias - PHM - 5"021
11 - Kanato Le - ART - 5"234
12 - Hiyu Yamakoshi - Evans - 5"538
13 - Tymek Kucharczyk - Van Amersfoort - 5"837
14 - James Egozi - Saintéloc - 5"988
15 - Enzo Yeh - PHM - 6"686
16 - Tasanapol Inthraphuvasak - Trident - 7"689
17 - Owen Tangavelou - Saintéloc - 7"971
18 - Charlie Wurz - Evans - 8"279

Ritirati
Jin Nakamura
Rashid Al Dhaheri
Tokiya Suzuki
Hon Chio Leong
Freddie Slater
Oscar Wurz
Kiyoshi Umegaki
Reza Seewooruthun
Zhenrui Chi

L'albo d'oro di Macao dal 2000 al 2025

2025 - Théophile Naël
2024 - Ugo Ugochukwu
2023 - Luke Browning
2019 - Richard Verschoor
2018 - Dan Ticktum
2017 - Dan Ticktum
2016 - Antonio Félix Da Costa
2015 - Felix Rosenqvist
2014 - Felix Rosenqvist
2013 - Alex Lynn
2012 - António Felix Da Costa
2011 - Daniel Juncadella
2010 - Edoardo Mortara
2009 - Edoardo Mortara
2008 - Keisuke Kunimoto
2007 - Oliver Jarvis
2006 - Mike Conway
2005 - Lucas Di Grassi
2004 - Alexandre Prémat
2003 - Nicolas Lapierre
2002 - Tristan Gommendy
2001 - Takuma Sato
2000 - André Couto

15 Nov [9:59]

Macao - Gara di qualifica
Impeccabile Slater, Boya 2°

Davide Attanasio - Foto GCS e Dutch Photo Agency

Sarà Freddie Slater a partire dal palo nel 72esimo Gran Premio di Macao, Coppa del Mondo Regional, sui saliscendi del Circuito da Guia. L’alfiere di Theodore Prema era stato beffato da Théophile Naël in qualifica, ma nei dieci giri della gara di qualifica si è rifatto con gli interessi.

Slater ha subito avuto la meglio del francese, affiancato dopo pochi metri e superato all’interno della prima piega. Naël ha dovuto per un momento sollevare il piede dall’acceleratore, e ciò lo ha dato in pasto a Evan Giltaire e Mari Boya, con quest’ultimo partito splendidamente dal sesto posto.

La prestazione del 2008 britannico è stata sensazionale, e l’assenza di interruzioni - fatto più unico che raro nel contesto di Macao - ha fatto sì che potesse inanellare un giro veloce dopo l’altro. Già dopo la tornata inaugurale, il vantaggio su Giltaire era di 1.6 secondi. Al termine del terzo passaggio, il divario ammontava a 3.3 secondi. Alla fine, Freddie ha chiuso con 5.1 secondi di vantaggio. Non poteva esserci viatico migliore per la gara di domani, nella quale a questo punto non potrà che puntare al bersaglio grosso.



Non gliela renderanno così facile, però, i due pezzi da novanta del team KCMG Pinnacle, vale a dire Boya (foto sopra) e Naël, scesi dalla Formula 3 per provare a vincerla, Macao. Boya, dicevamo, è stato autore di un avvio al fulmicotone, che lo ha portato a occupare il terzo posto in un men che non si dica. Giltaire, in chiaro debito di ossigeno dopo due giri di strenua difesa, ha concesso la resa al quarto passaggio, con Boya a che si è così guadagnato la piazza d’onore all’interno della Lisboa. Neanche il tempo di riprendere fiato, per Giltaire, che Naël lo svernicia nello stesso punto con facilità.

Naël, dopo la gara, ha evidenziato come il fatto di non aver guidato per tutto l’anno la Tatuus Regional (fatta eccezione per qualche gara nel Middle East nei mesi invernali) lo abbia penalizzato al momento dello stacco frizione. Vero, ma la cosa, almeno per oggi, non è decisamente valsa per Boya. Nei confronti di Slater, Théophile e Mari hanno più esperienza. Specialmente l’iberico, che domani si presenterà ai nastri di partenza come avversario temibilissimo.

Resta un solo nodo da sciogliere, ovvero un’investigazione che pende sul capo di Slater, reo secondo i commissari di aver superato la velocità minima in pit-lane nei giri di acclimatamento prima di schierarsi. L’esperienza ci dice che non dovrebbe inficiare sui risultati, ma non ci metteremmo le mani sul fuoco.

Anche Enzo Deligny (R-Ace), per lo stesso motivo, sarà oggetto di un'indagine. La gara del franco-cinese, sesto sotto la bandiera a scacchi, non ha offerto grandi spunti. Bloccato, davanti, da Giltaire e Taito Kato, non è quasi mai riuscito a farsi vedere, e quando la ha fatto l’ottimo Kato (foto sotto) gli ha sbarrato l’ingresso. D’altro canto, Deligny non poteva neanche dormire sonni tranquilli, visto che alle sue spalle si ergeva minacciosa la figura di Mattia Colnaghi (PHM), che settimo è partito e settimo è arrivato.



Un solo incidente ha contraddistinto lo svolgimento dell’evento, quello del primo giro tra il beniamino di casa Hon Chio Leong (Theodore Prema) e Oscar Wurz (Evans). Leong, quasi all’imbocco dello strettissimo tornante Melco, ha dovuto schivare una vettura del team Trident, e Wurz, subito dietro, non è riuscito a evitare l’impatto, risultando l’unico ritirato.

La bizzarra penuria di collisioni non ha portato a grandi scombussolamenti nell’ordine di arrivo. Da citare senz’altro l’ottavo posto di James Egozi (Saintéloc), che ha guadagnato due posizioni, mentre José Garfias (da 15esimo a 12esimo), Kanato Le (da 22esimo a 15esimo) e il campione della F4 giapponese Tokiya Suzuki (da 24esimo a 17esimo) si sono ben distinti risalendo la corrente. Peccato per Enzo Yeh, che ha stallato gettando alle ortiche quanto di buono aveva fatto in qualifica.

Chiosiamo con Matteo De Palo (R-Ace). Qualificatosi nono, aveva ricevuto una penalità di tre posizioni sullo schieramento della gara in questione per aver bloccato Egozi, Slater e Al Dhaheri nei loro rispettivi giri lanciati. Partito quindi dalla sesta fila, ha guadagnato l’11esima posizione con un sorpasso pulito su Tasanapol Inthraphuvasak (Trident). Vent’anni ieri, Inthraphuvasak, almeno in pista, non sta festeggiando nel modo che avrebbe voluto.

Aggiornamento
Solo 300 euro di multa per Slater per aver superato il limite di velocità in pit-lane prima di schierarsi. Risultato finale che resta quindi invariato.

Sabato 15 novembre 2025, gara di qualifica

1 - Freddie Slater - Theodore Prema - 10 giri in 22'52"216
2 - Mari Boya - KCMG Pinnacle - 5"171
3 - Théophile Naël - KCMG Pinnacle - 5"674 
4 - Evan Giltaire - ART - 10"140 
5 - Taito Kato - ART - 11"444 
6 - Enzo Deligny - R-Ace - 12"050 
7 - Mattia Colnaghi - PHM - 13"152 
8 - James Egozi - Saintéloc - 18"518
9 - Noah Strømsted - Trident - 19"212
10 - Rashid Al Dhaheri - Theodore Prema - 19"832 
11 - Matteo De Palo - R-Ace - 21"004 
12 - José Garfias - PHM - 21"890
13 - Tasanapol Inthraphuvasak - Trident - 23"383 
14 - Jin Nakamura - R-Ace - 23"832
15 - Kanato Le - ART - 24"941
16 - Hiyu Yamakoshi - Evans - 31"556
17 - Tokiya Suzuki - Tom's - 32"324
18 - Yuki Sano - Tom's - 33"880
19 - Charlie Wurz - Evans - 34"800
20 - Owen Tangavelou - Saintéloc - 35"457
21 - Kiyoshi Umegaki - Van Amersfoort - 36"561
22 - Reza Seewooruthun - Trident - 37"228
23 - Hon Chio Leong - Theodore Prema - 37"572
24 - Tymek Kucharczyk - Van Amersfoort - 53"242
25 - Enzo Yeh - PHM - 1'07"413 
26 - Zhenrui Chi - Van Amersfoort - 1'36"610

Ritirato
Oscar Wurz

14 Nov [9:30]

Macao - Qualifica 2
Naël beffa Slater

Davide Attanasio - Foto GCS e Dutch Photo Agency

Sembrava essere in ghiaccio, la pole position di Freddie Slater. Un tempo, il 2’15”708 messo a segno nella qualifica 1 di giovedì, che per tante ragioni non sembrava raggiungibile. Poi, a sei minuti dalla fine, Théophile Naël, fino a quel momento sempre tra i primi, entra in un’altra dimensione. Il primo giro, 2’15”977, non basta, ma è il preludio del secondo, 2’15”609. Pole position. O meglio, prima posizione nella gara di qualifica, la quale si articolerà su una distanza di dieci giri e deciderà la griglia di partenza del Gran Premio di Macao, che le vetture della Formula Regional disputano per il secondo anno di fila.

Naël, schierato dal team KCMG Pinnacle, era presente anche l’anno scorso, seppur con Saintéloc. E, malgrado la squalifica nel GP, si era comportato piuttosto bene. Con un anno di esperienza in più (ottavo nella F3 2025), il ragazzo della Loira ha deciso di riprovarci. Quarto nella prima qualifica, il fatto che fosse tra i papabili era evidente. Ma da qui a dire che ce l’avrebbe fatta, ce ne passa di acqua sotto i ponti.



Slater (foto sopra), beffato, per un motivo o per un altro non ha trovato il colpo del ko. Il momento per graffiare era la fine, dato che la pista, a inizio turno baciata dal sole, appariva più lenta rispetto a giovedì, mentre nei minuti conclusivi la comparsa delle nuvole aveva raffreddato di quel tanto che bastava l’asfalto. Inoltre, le molte interruzioni (tre bandiere rosse) avevano fatto sì che lo stesso sole calasse. Tutti fattori che Naël ha sfruttato meglio del campione della Regional europea, uno dei tre piloti all’interno delle prime dieci posizioni a non essersi migliorato dal Q1 al Q2.

A ogni modo, per quanto a Macao sorpassare sia difficile, le occasioni di rifarsi non mancheranno.

Chi ha invece compiuto un balzo mica male è stato Evan Giltaire (ART). Troppo brutto per essere vero, il 16esimo posto di giovedì. Il campione della Regional Middle East 2025 partirà così dal terzo posto, con al suo fianco il compagno Taito Kato. Molto bene il pilota della Honda, al momento il miglior debuttante per distacco.

Più sconsolati Enzo Deligny (R-Ace) e Mari Boya. Deligny, in testa prima dell’exploit del connazionale Naël, si è impantanato sul più bello, e partirà dal quinto posto, mentre Boya aveva in mano il giro per battere il primato del compagno, ma anche lui, all’ultimo giro, è andato al bloccaggio degli pneumatici gettando al vento un’occasione d’oro.

Settimo nella qualifica 2, Boya partirà una posizione più avanti nella gara di qualifica. Il tempo da lui ottenuto nel Q1 (2’16”029) si è infatti rilevato sette millesimi più rapido di quello messo a segno nel Q2 da Mattia Colnaghi (PHM, nella foto sotto), che quindi prenderà il via dalla P7. Positiva la prova dell’italiano, miglioratosi di quasi sette decimi nell’arco di 24 ore.

I primi sette hanno fatto un altro sport, visto che l’ottavo classificato, Rashid Al Dhaheri (Theodore Prema), paga mezzo secondo dallo stesso Colnaghi.

Sulla falsa riga di quanto ha mostrato il junior Red Bull, ci si attendeva un salto in avanti anche da Matteo De Palo. Il fatto che nella Q1 si fosse piazzato quinto senza aver montato pneumatici nuovi ci aveva ingolosito alquanto. Invece, il romano, di recente “acquistato” dalla McLaren nel suo programma di sviluppo, non si è neppure migliorato: 2’16”651 giovedì, 2’16”676 venerdì. Peccato.



Tra i piloti più cresciuti è senz’altro da citare Enzo Yeh. Nonostante sia di Taiwan, quindi non lontano da Macao, la fase di acclimatamento non è stata paragonabile a quella di molti suoi altri colleghi. Scherzi a parte, la ragione per cui ha tolto quasi un secondo dal tempo della prima sessione (2’17”900 contro 2’17”001) non è tanto nel fatto che non conoscesse Macao (qui disputò due gare di Formula 4 nel 2023), bensì nella "lontananza" dalle vetture Regional, avendo disputato solo la prima parte di stagione con il team RPM.

Come Macao ci insegna, le bandiere rosse la hanno fatta da padrone anche in questa occasione. La prima, sventolata a 28 minuti dalla fine, è stata causata da un incidente per José Garfias (PHM); la seconda, quando di minuti ne mancavano 18, è da attribuire al campione dell’Euroformula 2025 Tymek Kucharczyk, mentre la terza è stata causata da Charlie Wurz, il quale ha fatto il paio con il fratello Oscar che per l’incidente avvenuto nelle libere 2 non ha preso parte all’azione. Idem anche per Zhenrui Chi e, di fatto, per Kanato Le (solo tre giri all’attivo).

Venerdì 14 novembre 2025, qualifica 2

1 - Théophile Naël - KCMG Pinnacle - 2'15"609
2 - Freddie Slater - Theodore Prema - 2'15"876
3 - Evan Giltaire - ART - 2'15"884
4 - Taito Kato - ART - 2'15"916
5 - Enzo Deligny - R-Ace - 2'15"959
6 - Mattia Colnaghi - PHM - 2'16"036
7 - Mari Boya - KCMG Pinnacle - 2'16"088
8 - Rashid Al Dhaheri - Theodore Prema - 2'16"558
9 - Matteo De Palo - R-Ace - 2'16"676
10 - Noah Strømsted - Trident - 2'16"832
11 - James Egozi - Saintéloc - 2'16"913
12 - Tasanapol Inthraphuvasak - Trident - 2'16"983
13 - Enzo Yeh - PHM - 2'17"001
14 - Jin Nakamura - R-Ace - 2'17"183
15 - Hiyu Yamakoshi - Evans - 2'17"297
16 - Yuki Sano - Tom's - 2'17"566
17 - Kiyoshi Umegaki - Van Amersfoort - 2'17"783
18 - Owen Tangavelou - Saintéloc - 2'17"785
19 - Hon Chio Leong - Theodore Prema - 2'17"897
20 - Reza Seewooruthun - Trident - 2'18"181
21 - Tokiya Suzuki - Tom's - 2'18"311
22 - Charlie Wurz - Evans - 2'18"369 *
23 - Tymek Kucharczyk - Van Amersfoort - 2'18"431 *
24 - José Garfias - PHM - 2'18"935 *
25 - Kanato Le - ART - 2'37"433
26 - Oscar Wurz - Evans - nessun tempo
27 - Zhenrui Chi - Van Amersfoort - nessun tempo

* miglior tempo cancellato per aver provocato bandiera rossa

La griglia di partenza della gara di qualifica

1 - Théophile Naël - KCMG Pinnacle - 2'15"609 - Q2
2 - Freddie Slater - Theodore Prema - 2'15"708 - Q1
3 - Evan Giltaire - ART - 2'15"884 - Q2
4 - Taito Kato - ART - 2'15"916 - Q2
5 - Enzo Deligny - R-Ace - 2'15"959 - Q2
6 - Mari Boya - KCMG Pinnacle - 2'16"029 - Q1
7 - Mattia Colnaghi - PHM - 2'16"036 - Q2
8 - Rashid Al Dhaheri - Theodore Prema - 2'16"558 - Q2
9 - Matteo De Palo - R-Ace - 2'16"651 - Q1
10 - Noah Strømsted - Trident - 2'16"832 - Q2
11 - James Egozi - Saintéloc - 2'16"913 - Q2
12 - Tasanapol Inthraphuvasak - Trident - 2'16"983 - Q2
13 - Enzo Yeh - PHM - 2'17"001 - Q2
14 - Jin Nakamura - R-Ace - 2'17"046 - Q1 
15 - José Garfias - PHM - 2'17"104 - Q1 
16 - Hiyu Yamakoshi - Evans - 2'17"297 - Q2
17 - Charlie Wurz - Evans - 2'17"359 - Q1 
18 - Tymek Kucharczyk - Van Amersfoort - 2'17"474 - Q1
19 - Yuki Sano - Tom's - 2'17"566 - Q2
20 - Kiyoshi Umegaki - Van Amersfoort - 2'17"783 - Q2
21 - Owen Tangavelou - Saintéloc - 2'17"785 - Q2
22 - Kanato Le - ART - 2'17"790 - Q1
23 - Hon Chio Leong - Theodore Prema - 2'17"897 - Q2
24 - Tokiya Suzuki - Tom's - 2'17"956 - Q1
25 - Reza Seewooruthun - Trident - 2'18"181 - Q2
26 - Zhenrui Chi - Van Amersfoort - 2'18"317 - Q1
27 - Oscar Wurz - Evans - 2'18"820 - Q1

PrevPage 1 of 10Next

News

Regional European
v

TRIDENTTatuusAutoTecnicaMotoriPremaG4RacingRS RacingFORMULA MEDICINE