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16 Feb 2026 [12:19]

BondaREv negli Emirati
L'ucraino che non smarrisce

Davide Attanasio

Si chiama Олександр Бондарев, Oleksandr Bondarev, il primo pilota ucraino ad aver mai vinto un campionato di Formula 4. E che si tratti della UAE4 Series, ciò non fa alcuna differenza. Questo non sarà un articolo enumerativo, anche se quattro primi posti e sette podi meriterebbero una menzione non di contorno. È la sua storia, sono i suoi valori, che parleranno e si dispiegheranno attraverso queste righe.

Nato a Kiev il 27 aprile del 2009, sin dai kart Sasha si è fatto largo tra i prospetti più eccitanti, vincendo diversi campionati anche dopo un terribile incidente, sulla pista di Zuera, che gli causò la frattura composta della sua gamba sinistra, sottoposta a dieci interventi chirurgici all'ospedale Quirónsalud di Barcellona. Lo hanno soprannominato la fenice, ma lui ha sempre preferito il bisonte, mammifero presente nelle foreste ucraine.

E se si osservassero i lineamenti di questo ragazzotto di sedici anni, che sembra avere il sorriso incorporato e la determinazione di chi sa dove desidera arrivare, forse non sarebbe l'associazione più immediata. Ma spesso, quello che si ha dentro è molto diverso da quello che si vede dall'esterno. Il legame di Oleksandr con la sua terra è sempre stato molto solido, anche prima che tutto il mondo, il 24 febbraio del 2022, si accorgesse come d'incanto della tirannica aggressione ordinata dalla Russia di Vladimir Putin.

Sempre con la bandiera al suo fianco, ad accompagnarlo e ad avvolgerlo nelle vittorie e nelle sconfitte. Perché si è ucraini per sempre, e lo si è a maggior ragione nei momenti più difficili, nei quali le morti si riassumono in fredde cifre e la distruzione ti dilania lasciando sullo sfondo uno sfocato sbrilluccichio. Anche quando di luce sembra non essercene proprio.

Bondi vive a Monza, vicino all'Autodromo, e anche se è diventato un pilota della Williams conserva sicuramente un'ardente, rossa passione. Non sarà laggiù fisicamente, come tanti suoi connazionali, ma lo è senz'altro grazie ai suoi comportamenti. Si può fare social catena anche "lontani" dall'ombra della guerra. A Yas Marina, tutta la comunità ucraina è andata a supportarlo, e l'ambasciatore negli Emirati, Oleksandr Balanutsa, lo ha accolto nel suo ufficio dopo i primi successi, viatico di quello che sarebbe stato a Losail, Qatar, il 13 febbraio del 2026.

Un giorno prima, Bondarev aveva invocato sostegno per il suo Paese attraverso la United24, piattaforma governativa concepita per raccogliere fondi per l'Ucraina, in un momento nel quale Donald Trump ha chiuso i rubinetti e le speranze di successo sembrano sempre più ridotte a una chimera. C'è però ancora chi rifiuta di soccombere, anche di fronte alle evidenze.

Bondarev, l'ucraino che non smarrisce, ha bene in mente le parole del suo inno, e non smetterà di cantarlo proprio ora, in un momento dove anche le parole pesano come grossi monoliti: "Non è ancora morta la gloria dell'Ucraina, né la sua libertà, a noi, giovani fratelli, il destino sorriderà ancora. I nostri nemici scompariranno, come rugiada al sole, e anche noi, fratelli, regneremo nel nostro Paese libero". Perché lo sport non è solo sport, ed è bene che questo lo si dica a chiare lettere. 



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