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11 Apr 2024 [20:51]

Emergenza spettacolo sugli short-track
Molte preoccupazioni, poche soluzioni

C'è molta preoccupazione in NASCAR dopo l'ennesima prova da dimenticare, a livello di spettacolo, della categoria su uno short-track. Dall'introduzione delle vetture di nuova generazione, per una serie di motivi tecnici, le gare sono risultate spesso per ampi tratti noiose e prevedibili, salvo circostanze eccezionali (come le gomme "sbagliate" di Phoenix). Martinsville ne è stato l'esempio, e su una delle piste più storiche della NASCAR la preoccupazione di vedere cali di audience e pubblico in pista si è fatta sempre più pressante. 

La combinazione di gomme troppo durature e performanti, molta downforce, relativamente poca potenza (meno di 700 cavalli) e cambio a 5 marce che permette di rimediare agli errori in uscita di curva ha reso le prestazioni dei piloti estremamente simili, tanto da rendere quasi impossibile superare e rimontare a meno di eventi clamorosi, strategie e scorrettezze.

Trovarsi nelle posizioni di testa è diventato fondamentale: proprio William Byron l'ha dimostrato, riuscendo a prendere la leadership per strategia e riuscendo a non essere più impensierito nemmeno da piloti che a inizio corsa sembravano più veloci.

Le soluzioni non sono facili. Lato gomme, Goodyear è restia a produrre pneumatici meno duraturi per evitare ripercussioni negative di immagine, mentre la serie non vuole aumentare le potenze per far contenti i costruttori, e agire sull'aerodinamica non si è rivelato sufficiente. Sono però tutti concordi che serva una soluzione.