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11 Nov 2016 [23:59]

Il ricorso Ferrari fa acqua
La FIA lo respinge senza pietà

Massimo Costa

Nella giornata di giovedì, la Ferrari a sorpresa aveva presentato un ricorso sulla penalità inflitta a Sebastian Vettel nel GP del Messico. Il tedesco, per la manovra di difesa su Daniel Ricciardo, aveva ricevuto 10" di penalità che lo avevano estromesso dal podio. Ebbene, la mossa Ferrari attuata in Brasile, nella quale sosteneva di essere in possesso di nuovi elementi in grado di scagionare Vettel, non ha avuto un gran successo. La FIA ha infatti rigettato il ricorso dopo una teleconferenza alla quale hanno partecipato i tre giudici di Città del Messico (Garry Connelly, Silvia Bellot e Danny Sullivan), Jock Clear rappresentante del team italiano, Christian Horner e Jonathan Wheatley per la Red Bull.

Cosa contestava la Ferrari? A Charlie Whiting, direttore di gara, veniva imputato di non avere seguito il regolamento sportivo applicando l'articolo 27.4, che gli concede il diritto di invitare un pilota a cedere la posizione, nel caso indicato Max Verstappen dopo il taglio della variante mentre era davanti a Vettel. Poi, la Ferrari ha presentato i nuovi elementi di prova rappresentati dal GPS, che avrebbero dovuto indicare che la difesa di Vettel su Ricciardo non era stata scorretta. Ma in realtà i dati del GPS non si discostavano da quelli della telemetria già presentata dalla Ferrari dopo il Gran Premio.

La risposta FIA ha messo all'angolo la Ferrari. Sostenendo prima di tutto che Whiting in realtà non ha l'obbligo di impartire ordini ai piloti di cedere la posizione, poi che le risultanze emerse dal GPS in realtà non costituivano nuovi elementi, perché simili a quelli della telemetria. Come ammesso dallo stesso Clear trovatosi con... niente in mano.
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