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23 Dic [11:32]

Intervista a Peyrano:
"Divertimento a basso costo"

Mattia Tremolada

Con Robert Peryano, Consulente Senior, abbiamo fatto il punto sulla stagione dell’Ultimate Cup Series 2020. Lanciata lo scorso anno, la nuova creatura di Vincent Vigier, per anni a capo dei campionati VdeV, ha avuto un debutto positivo nel 2019, ma la crisi finanziaria scaturita in seguito alla pandemia da Covid-19 ha avuto un duro impatto. La serie però conta di rilanciarsi nel 2021, con un calendario concentrato quasi esclusivamente in Francia e con una nuova allettante collaborazione con Peugeot.

“Dopo la chiusura del VdeV, Vincent Vigier e Michelin hanno deciso di unire le forze per dare vita ad un nuovo campionato, la Ultimate Cup Series – attacca Peyrano – Vigier, a cui sono legato ormai da diversi anni, mi ha chiesto di tornare in azione, dal momento che alla chiusura del VdeV, di cui ero responsabile della comunicazione e delle relazioni con stampa e sponsor, avevo ottenuto la pensione anticipata. Abbiamo quindi creato una squadra, richiamando buona parte del personale del VdeV, che ovviamente conoscevamo molto bene, stabilendoci a Parigi, dove, però, quest’anno abbiamo dovuto chiudere tutti gli uffici in seguito allo scoppio della pandemia”.

Come ha influito la crisi del 2020 sul vostro campionato?
“È arrivata forse nel momento peggiore per noi. La prima stagione non è stata di certo semplice, lanciare un campionato da zero richiede sempre molto lavoro e ci vogliono due o tre anni prima di ingranare, anche con un partner prestigioso come Michelin al proprio fianco. I segnali però erano incoraggianti al termine del 2019 e ci apprestavamo a ripartire con la seconda stagione, quando abbiamo dovuto fermarci. La pandemia ha richiesto ovviamente profonde modifiche al calendario, bloccando ogni competizione da marzo a luglio. Siamo riusciti a tornare in pista solo in settembre a Digione, poi ci siamo spostati a Magny-Cours, ma la seconda ondata di contagi ci ha costretto a rivedere nuovamente il calendario, lasciandoci soltanto l’ultimo appuntamento a Le Castellet”.

Come hanno reagito le squadre e i piloti?
“La situazione è ovviamente molto complicata anche per i nostri concorrenti, che hanno perso diversi sponsor. Nel 2021 la situazione non sarà diversa, perché credo che le aziende aspetteranno di vedere come si evolve la situazione finanziaria prima di investire in sponsorizzazioni. Fortunatamente, nel nostro caso la maggior parte dei piloti sono gentleman driver, che corrono spendendo i propri soldi e per il loro divertimento personale. Non sono uomini che gareggiano per mestiere e che hanno quindi bisogno del supporto di sponsor. In quel caso avremmo avuto ancora più difficoltà e certamente un minor numero di partenti. Direi che il nostro campionato è composto al 70% da amatori, mentre la restante parte sono giovani piloti che hanno poco budget per correre e che scelgono la nostra categoria per il rapporto qualità prezzo, che è imbattibile. Per fare un esempio, solo la tassa d’iscrizione per correre con una vettura LMP3 in European Le Mans Series è tre o quattro volte maggiore rispetto alla Ultimate Cup, che rappresenta un’ottima piattaforma per preparare la stessa ELMS ed eventualmente anche la 24 ore di Le Mans”.

Come si articolano i fine settimana dell’Ultimate Cup?
“Abbiamo sia gare sprint sia endurance. La punta di diamante delle prime è la categoria riservata alle monoposto, che quest’anno ha visto il debutto delle nuove Tatuus T-318, dotate di propulsore Renault sviluppato da Oreca. Accanto alle F3R, possono gareggiare con classifica a parte anche le vecchie Tatuus di FR 2.0, ancora molto valide e apprezzate dai nostri piloti, che disputano tre gare da 20 minuti ogni fine settimana. Quest’anno abbiamo deciso di creare un campionato sprint anche per le vetture GT, perché molti dei nostri concorrenti non possono permettersi di disputare la serie endurance. Abbiamo ottenuto molti consensi e il format con tre corse da un’ora ha riscosso grande successo. Dall’anno prossimo inoltre questo campionato accoglierà al via il trofeo Peugeot 308 Cup, che ha scelto di inserire il proprio monomarca nel nostro bacino. Per quanto riguarda le corse di durata abbiamo il GT Endurance, con due principali categorie per auto GT3 e GT4. La gara è unica e dura 3 o 4 ore. Infine, c’è una categoria riservata ai Prototipi, dove sono ammesse al via auto di classe LMP3, CN, Radical e molto altro. L’anno prossimo cambieremo format e proporremo due gare da 1 ora, perché le squadre è più economico fare due corse più brevi che una sola da 2 o 3 ore”.

Ci saranno altre novità per la stagione 2021?
“Abbiamo deciso di concentrare il nostro campionato tra Francia e Spagna per cercare di contenere i costi. La Francia è infatti situata in una posizione strategica, essendo facilmente raggiungibile da Italia, Spagna, Germania, Svizzera, Olanda e Belgio, e questo ci permette di attrarre l’interesse di molte squadre da tutta Europa. Una trasferta in Portogallo o a Valencia nel 2021 non è possibile perché comporterebbe uno sforzo economico troppo importante. Partiremo quindi da Nogaro il 19-21 marzo, per poi spostarci a Digione dal 30 aprile al 2 maggio. Dal 25 al 27 giugno sarà la volta della trasferta spagnola di Aragon, a cui seguiranno Le Castellet (16-18 luglio), Le Mans (10-12 settembre) e infine Magny-Cours (15-17 ottobre)”.

Come hanno reagito i piloti all’introduzione della nuova Tatuus T-318?
“Io e Vincent lavoriamo con Tatuus dai tempi del VdeV e ormai conosciamo bene i suoi prodotti. Siamo stati nella fabbrica di Concorezzo proprio due giorni prima che entrasse in vigore il lockdown e abbiamo potuto vedere come vengono progettate e costruite le auto e possiamo dire che Tatuus è una garanzia”.

Come è nata la decisione di adottare cerchioni da 17”?
“Abbiamo scelto con Renault e Michelin di fare un esperimento, utilizzando per primi pneumatici da 17”. All’inizio è stato un po’ disorientante per i nostri piloti, che non erano abituati ad avere uno sterzo così duro e pesante su una monoposto. L’idea è nata per avvicinarsi alle vetture di Formula 1 e Formula 2, che hanno adottato pure loro da quest’anno cerchi più grandi. Anche il sistema di sicurezza halo è stata una novità importante introdotta con questa vettura e proprio di recente abbiamo visto che è fondamentale per garantire la massima protezione ai nostri piloti”.
 

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