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9 Gen 2021 [15:18]

Intervista a Stefano Turchetto
“Dopo il successo in Ultimate Cup
Puntiamo sulla Michelin Le Mans Cup”

Mattia Tremolada

La stagione 2020 è stata segnata dalla crisi da Covid-19, che ha costretto gli organizzatori a ricostruire da zero i calendari dei propri campionati nella seconda metà dell’anno. L’Ultimate Cup Series non ha fatto eccezione e come già spiegatoci da Robert Peryano in un’intervista, la serie ha deciso di non uscire dai confini nazionali della Francia nel 2020. “Purtroppo abbiamo disputato solo quattro appuntamenti – attacca Stefano Turchetto, Team Principal di TS Corse – Siamo partiti da Digione, poi abbiamo disputato due fine settimana di gare a Magny-Cours e in dicembre il gran finale al Paul Ricard”. Nonostante questo, la stagione 2020 è stata ricca di soddisfazione per TS Corse, che al debutto nelle gare di durata con la Duqueine D08 LMP3, ha accumulato tanta esperienza, imponendosi già nel secondo appuntamento stagione.

A raccontarci come è andata è lo stesso Turchetto.
“È stata un’esperienza bellissima. Tutta la squadra era all’esordio nelle gare di durata, ma ci siamo trovati subito bene e siamo anche riusciti ad essere competitivi nonostante la mancanza di esperienza, cogliendo un successo già al secondo appuntamento stagionale. Inoltre, grazie alla durata di quattro ore delle gare, in una sola stagione, per giunta accorciata, abbiamo percorso tantissimi chilometri con la Duqueine, accumulando esperienza e moltissimi dati. Nonostante la crisi che ci ha messo tutti in difficoltà, è stata una stagione positiva per TS Corse, che darà grandi frutti in futuro”.

Hai dovuto rinforzare l’organico della squadra nel passaggio dalle gare sprint per monoposto a quelle di durata?
“In realtà no, perché nelle passate stagioni abbiamo schierato fino a tre monoposto, quindi disponevo già degli uomini necessari. È ovviamente cambiato l’approccio al weekend di gara. Spesso, abbiamo fatto tardi per provare i pit stop, ma è stato entusiasmante, un vero lavoro di gruppo. A differenza delle gare sprint, infatti, nell’endurance l’intera squadra è coinvolta per tutta la durata della gara, tra decisioni strategiche e pit stop”.

Nonostante fosse tutto nuovo per voi nelle gare di durata, è arrivata subito una vittoria al secondo appuntamento della stagione.
“È stato davvero bello. Non avremmo mai pensato di vincere così presto, e questo ha aumentato l’emozione. Abbiamo lavorato davvero bene sulla macchina, scendendo in pista in due test pre-campionato ad Adria e Misano, in cui, con il nostro ingegnere, abbiamo sviluppato un buon assetto, trovandoci subito molto bene con la vettura”.



Che progressi avete fatto rispetto ad un anno fa?
“Sicuramente c’è ancora tanto da imparare e da apprendere, ma siamo certi di aver raggiunto un buon livello, tanto che nel 2021 ci prepariamo a fare il salto di categoria nella Michelin Le Mans Cup. Penso che questo sia lo step ideale per noi, perché ci permette di scendere in pista sui migliori circuiti d’Europa contro squadre e avversari di altissimo livello. Inoltre, credo che rispetto alla Le Mans Series, in cui la classe regina è la LMP2, la Le Mans Cup sia fatta su misura per le LMP3”.

Da diversi anni ormai lavorate con Pietro Peccenini, che ha seguito TS Corse nel passaggio dalle monoposto alla LMP3. Come si è trovato al debutto con i prototipi?
“Sinceramente mi ha sorpreso perchè si è adattato molto velocemente ad una tipologia di vettura e di competizioni molto diverse da quelle a cui era abituato, ed è stato decisivo nel cogliere la prima vittoria di Magny-Cours, in cui è stato subito molto veloce nonostante fosse solo alla sua seconda apparizione con la Duqueine”.

Quali sono invece i vostri programmi per le monoposto?
“Ci piacerebbe proseguire con le monoposto nell’Ultimate Cup Series. Nel 2020 purtroppo abbiamo preso parte solamente all’appuntamento del Paul Ricard, portando al debutto in monoposto Gianluigi Palego, che nonostante non avesse esperienza si è dimostrato subito veloce, facendo segnare la pole position e vincendo due gare. Le formule sono nel nostro DNA e nel nostro cuore, quindi sarei molto contento di proseguire anche su questo versante".