Michele Montesano
Il grande giorno è arrivato. McLaren ha svelato la MCL-HY LMDh: la vettura con cui, a partire dalla prossima stagione, darà l’assalto alla classe regina del FIA WEC e della 24 Ore di Le Mans. Dopo una prima apparizione della show-car, avvenuta lo scorso anno a margine della classica de La Sarthe, il team di Woking ha presentato le linee definitive della sua Hypercar. Il prossimo passo spetterà alla pista, con il programma di test che inizierà a breve.
Sebbene a sventolare sulla LMDh arancio papaya ci sia la bandiera inglese, sotto batte un cuore italiano. Come da regolamento LMDh, la MCL-HY si basa su un telaio LMP2 e in McLaren hanno deciso di affidarsi a Dallara. La strutta di Varano de’ Melegari è una garanzia, avendo già sviluppato la Cadillac V-Series.R e la BMW M Hybrid V8. Inoltre a spingere la Hypercar inglese ci sarà un V6 biturbo realizzato in sinergia con Autotecnica Motori. Propulsore che sarà abbinato alla controparte ibrida fornita da Bosch.

Rispetto alla vettura esposta lo scorso anno a Le Mans, la MCL-HY si presenta ora con delle forme quasi definitive. Saranno i test, le sessioni al simulatore e in galleria del vento a definire poi la veste con cui debutterà nel 2027 nel Mondiale Endurance.
Sul piano aerodinamico si può notare un frontale decisamente elaborato dove spicca lo splitter arcuato e il muso rialzato, oltre le numerose canalizzazioni. Se la vista di profilo, fatta eccezione per le carenature delle ruote anteriori, non si discosta molto dalle altre LMDh, il retrotreno si presenta più curato nella zona dell’estrattore e dell’alettone sagomato.

Il debutto in pista è previsto già nelle prossime ore con lo shakedown sul circuito di Varano, non distante dalla sede di Dallara. Sarà Mikkel Jensen, unico pilota già confermato da McLaren, a portare a battesimo la MCL-HY. Il fitto programma di test proseguirà nel corso dell’estate su diversi circuiti europei con il supporto dei piloti del team United Autosports, squadra che farà correre la McLaren nel WEC, quali Ben Hanley, Grégoire Saucy e Richard Verschoor.
