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22 Giu [16:43]

Nasce il WTCR Trophy
Il trofeo riservato ai piloti indipendenti

Michele Montesano

Sarà un ritorno al passato per il Mondiale Turismo, infatti il 2020 segnerà la nascita del WTCR Trophy. Il campionato riservato ai piloti indipendenti che corrono senza un supporto finanziario di una casa costruttrice. A lanciarlo è stato il promoter Eurosport Events per rendere il campionato più appetibile, oltre a rinfoltire la griglia.

La decisione è arrivata dopo che la serie, riservata alle vetture turismo, ha aperto le porte anche ai team con una sola auto. Evidentemente le richieste d’iscrizione sono state numerose. Tanto da convincere i vertici a ripristinare il trofeo riservato ai piloti indipendenti che nel WTCC aveva aiutato non poco a rimpolpare gli schieramenti. Inoltre, a giocare un ruolo determinante, è stato anche il calendario totalmente europeo, per via della pandemia del Coronavirus.

Oltre ad una loro classifica i piloti iscritti al WTCR Trophy godranno di una cerimonia del podio appositamente dedicata. Inoltre avranno ampi spazi sui social e potranno essere riconoscibili in gara grazie a un logo applicato sia sulle vetture che sulle tute. Non saranno ammessi i piloti che hanno già vinto un titolo nel WTCR o nel WTCC. In ogni caso sarà compito di Eurosport Events decidere chi avrà le carte in regola per partecipare al campionato.

François Ribeiro, promoter della serie, ha spiegato più nel dettaglio il motivo di questa decisione: “Nonostante il WTCR sia una serie riservata ai team, riconosciamo che diversi produttori forniscono un importante supporto alle squadre e ai piloti. Ciò nonostante ci sono numerosi team e piloti sulla griglia che non ricevono alcun supporto. Per questo Eurosport Events ha deciso di creare un trofeo per loro. In modo che possano ricevere una buona visibilità mediatica ed essere ricompensati per i risultati ottenuti. Così com’è stato con il WTCC Trophy che ha portato alla ribalta piloti del calibro di Norbert Michelisz, Esteban Guerrieri o Yann Ehrlacher.”

Senza dubbio sarà una ghiotta occasione per diversi team di provare un’avventura mondiale a costi più umani. Ma questa decisione non rischierà di compromettere le griglie dei campionati nazionali o della TCR Europe?

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