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3 Mag [16:42]

Le Castellet, gara
United Autosports torna alla vittoria

Davide Attanasio

Ne sono successe di ogni a Le Castellet, sede della seconda tappa dell'ELMS 2026. E forse, non è finita qui. Quel che è certo, però, è che almeno sotto alla bandiera a scacchi l'equipaggio #22 del team United Autosports, composto da Griffin PeeblesGrégoire Saucy e Ben Hanley, è tornato a vincere nella classe LMP2 per la prima volta da Portimão 2023, quando Oliver Jarvis, Marino Sato e lo stesso Hanley chiusero in bellezza quel campionato ormai lontano tre anni.

Partito alle spalle di Louis Rousset (Forestier by Panis), Peebles, che ha aperto le danze per la squadra fondata da Zak Brown e Richard Dean, ha subito costruito le basi per il successo finale, scalzando Rousset dalla testa al termine del primo effettivo giro di azione, per poi imprimere alla corsa un ritmo insostenibile. Almeno in parte, però, gli sforzi di Peebles sono stati vanificati dalla chiamata della prima safety-car di giornata per il ritiro di Custodio Toledo (AF Corse #50).

Riprese le ostilità, tuttavia, Peebles ha avuto la forza di staccare ancora una volta Rousset, cedendo il volante a Saucy che se l'è dovuta vedere con Oliver Gray, a sua volta subentrato a Rousset. Seppur con qualche difficoltà in più, l'elvetico ha amministrato con saggezza il vantaggio accumulato da Peebles, fino a quando, con poco più di un'ora sul cronometro, una nuova neutralizzazione (ko Fran Rueda del team Kessel) ha nuovamente rimesso tutto in gioco.

Rimpiazzati Saucy e Gray con, rispettivamente, Hanley ed Esteban Masson, i 58 minuti conclusivi hanno però sin da subito visto un colpo di scena: proprio Masson, pressato senza tregua da Reshad De Gerus dell'Inter Europol #34, scivola improvvisamente al sesto posto, rientrando poi ai box per la sostituzione dell'ala posteriore. Di fatto, la gara di Masson e compagni è finita lì, mentre per la prima posizione, visto il passo di De Gerus, i giochi erano tutt'altro che conclusi.

E infatti, a 23 minuti dalla bandiera a scacchi, sfruttando anche il traffico dei doppiati, De Gerus affianca Hanley alla chicane che separa il rettilineo del Mistral. Hanley, all'esterno, resiste, ma De Gerus non alza il piede. I due si toccano quasi impercettibilmente, per poi girarsi all'unisono. Se Hanley riesce a ripartire conservando la testa della corsa, De Gerus ci mette un po' di più, e almeno per qualche giro scivola addirittura fuori dalle prime tre posizioni. 

L'incidente che vi abbiamo descritto potrebbe essere l'unico motivo "ragionevole" per cui United Autosports potrebbe perdere la vittoria. Dall'esterno, la sensazione è stata quella di un contatto di gara, originatosi senza una particolare scorrettezza e/o errore di guida. Semplicemente, De Gerus e Hanley erano al limite, e quando si è al limite queste cose possono accadere. Vedremo, comunque, cosa ne penserà il collegio dei commissari sportivi nell'immediato dopo gara.

Quarto dopo l'incidente, va detto che la forza di De Gerus è stata assistita dalla strategia della sua squadra, che ha anticipato il pit rispetto della vettura #18 del team IDEC (con alla guida Laurents Hörr) per riappropriarsi del podio, e infine avere la meglio in pista dell'altra Oreca-Gibson P2 IDEC (la #28) che in quel momento aveva al volante Paul-Loup Chatin. Nonostante una penalità di 5" per unsafe release, De Gerus-Bijoy Garg hanno mantenuto la seconda piazza.

Finale ancor più al cardiopalma per quanto concerne due delle altre tre classi: in LMP2 Pro/Am, dopo un drive-through convertito in penalità sul tempo totale all'equipaggio #83 di AF Corse (Antonio Fuoco-François Perrodo-Matthieu Vaxivière) e un pit-stop all'ultimo istante per Charles Milesi (CLX #47), la vittoria è andata al Nilsen Racing #27 grazie a James Allen, Kriton Lendounis e Alex Quinn, seguiti da Dane Cameron, P.J. Hyett e Jonny Edgar (AO by TF).

In terza posizione, malgrado l'estromissione dai risultati della qualifica e la conseguente partenza dal fondo dello schieramento (di classe), il team Duqueine ha confezionato una bella rimonta grazie allo stint iniziale di Giorgio Roda (che aveva portato in pole la vettura prima della suddetta estromissione), a quello centrale di Richard Verschoor e alla convincente parte finale di gara di Doriane Pin. Fine settimana negativo per i vincitori di categoria a Montmeló dell'Algarve Pro.

Fuochi d'artificio anche nella classe LMP3, con la vittoria che è passata nelle mani di almeno due equipaggi per poi finire invece all'Inter Europol #13. Merito di Henry Cubides Olarte, Alexander Bukhantsov e Chun-Ting Chou, con il colombiano (Cubides Olarte) in particolare a tagliare il traguardo approfittando dello sventolamento della bandiera nera con cerchio arancio (che ti impone di tornare ai box) per la vettura #4 del DKR e per la numero #85 del team R-ACE.

Epilogo più tranquillo, invece, in LMGT3, con Mathys Jaubert che, con la Ferrari 296 LMGT3 #57 del team Kessel (speronata a inizio gara dalla Mercedes AMG GT3 del poleman di classe Abdulla Al-Khelaifi) ha dimostrato ancora una volta perché è stato selezionato nel programma Hypercar di Genesis. In macchina nelle fasi decisive, Jaubert ha superato di slancio la Corvette Z06 LMGT3 di Charlie Eastwood (TF Sport) per poi vincere con quasi 20" di margine.

Domenica 3 maggio 2026, gara

1 - Saucy-Peebles-Hanley (Oreca-Gibson P2) - United Autosports - 112 giri in 4.00'01"773
2 - De Gerus-Garg (Oreca-Gibson P2) - Inter Europol - 8"569 
3 - Van Uitert-Lafargue-Chatin (Oreca-Gibson P2) - IDEC - 9"498
4 - Rinicella-Chadwick-Hörr (Oreca-Gibson P2) - IDEC - 12"001
5 - P.Fittipaldi-Cullen-Lomko (Oreca-Gibson P2) - Vector - 12"796
6 - Closmenil-Jensen-Aguilera (Oreca-Gibson P2) - CLX - 14"284
7 - Dillmann-Smiechowski-Ghiotto (Oreca-Gibson P2) - Inter Europol - 14"758
8 - Lentoudis-Quinn-Allen (Oreca-Gibson P2) - Nielsen - 23"971
9 - Hyett-Edgar-Cameron (Oreca-Gibson P2) - AO by TF - 29"722
10 - Roda-Verschoor-Pin (Oreca-Gibson P2) - Duqueine - 37"612
11 - Priaulx-Ried-Rockenfeller (Oreca-Gibson P2) - Proton - 43"913
12 - Thomas-Meguetounif-Huffaker (Oreca-Gibson P2) - TDS - 48"617
13 - Møller-Bölükbasi-Fluxa (Oreca-Gibson P2) - Vector - 49"149
14 - Doohan-Pearson-Nissany (Oreca-Gibson P2) - Nielsen - 49"427
15 - Perrodo-Vaxiviere-Fuoco (Oreca-Gibson P2) - AF Corse - 52"426
16 - Falb-Espirito Santo-Koen (Oreca-Gibson P2) - Rossa by Virage - 53"447
17 - Schneider-Sato-Jarvis (Oreca-Gibson P2) - United Autosports - 54"177
18 - Kolovos-Habsburg-Milesi (Oreca-Gibson P2) - CLX - 54"346
19 - Glorieux-Hernandez-Alvarez (Oreca-Gibson P2) - DKR - 57"353
20 - Jensen-Trulli-Jakobsen (Oreca-Gibson P2) - Algarve Pro - 1 giro
21 - Hughes-Kaiser-Vautier (Oreca-Gibson P2) - Algarve Pro - 1 giro
22 - H.Felbermayr-H.F.Felbermayr-Binder (Oreca-Gibson P2) - Proton - 1 giro
23 - Cubides Olarte-Bukhantsov-Chou (Ligier-Toyota P3) - Inter Europol - 8 giri
24 - Imbourg-Adcock-Antonel (Ligier-Toyota P3) - M Racing - 8 giri
25 - Favre-Rammò-Brichacek (Ligier-Toyota P3) - DKR - 8 giri
26 - Provost-Michal-Schwarze (Duqueine-Toyota P3) - R-ACE GP - 8 giri
27 - Gravlund-Woodward-Fecury (Ligier-Toyota P3) - Ultimate - 8 giri
28 - Jacoby-Lanchere-Ribeiro (Ligier-Toyota P3) - CLX - 8 giri
29 - Rodella-Fernandes Cautela-Pedersen (Ligier-Toyota P3) - Rinaldi - 8 giri
30 - Quintarelli-Stern-Nogales (Ligier-Toyota P3) - Virage - 8 giri
31 - Kimura-Jaubert-Serra (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 9 giri
32 - McDonald-Udell-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 9 giri
33 - Wainwright-Hanafin-Jansen (Ferrari 296 LMGT3) - GR Racing - 9 giri
34 - Samani-Laursen-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 9 giri
35 - Cameron-Perel-Griffin (Ferrari 296 LMGT3) - Spirit of Race - 9 giri
36 - Bankcy-Van Eijndhoven-Sturm (Porsche 911 GT3) - Proton - 9 giri
37 - Naran-Andrade-Sette Camara (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 10 giri
38 - Kurzejewski-Sargent-Lietz (Porsche 911 GT3) - Proton - 10 giri
39 - Ried-Meichtry-De Sybourg (Ligier-Toyota P3) - R. Spirit of Leman - 10 giri
40 - Moritz-Fjordbach-Preining (Porsche 911 GT3) - High Class - 10 giri
41 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage GT3) - R. Spirit of Leman - 10 giri

Ritirati
Masson-Rousset-Gray (Oreca-Gibson P2) - Forestier by Panis
Al-Khelaifi-Hanses-Martin (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx
Gilbert-Rueda-Leroux (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel
Van der Snel-Bell-Dedecker (Ligier-Toyota P3) - Eurointernational 
Birch-Patterson-Boyd (McLaren 720S LMGT3) - United Autosports
Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse
2 Mag [16:43]

Le Castellet, qualifica
Forestier Panis in pole con Masson

Davide Attanasio

La qualifica della 4 Ore di Le Castellet, sede del secondo appuntamento della ELMS, ha visto il team Forestier by Panis - campione uscente in LMP2 seppur con diversa partnership - imporsi con Esteban Masson. Il 21enne transalpino (nato a Montréal), tra l'altro campione della Eurocup-3 di scena anch'essa sul Paul Ricard, al termine di una sessione molto tirata ha tirato fuori il coniglio dal cilindro beffando Grégoire Saucy (United Autosports) per soli 0"021s.

Già vincitori della prima tappa di Montmeló, l'equipaggio Masson-Louis Rousset-Oliver Gray non poteva chiedere di meglio. Chi in Catalogna era partito dal palo, vale a dire il team Inter Europol della coppia Reshad De Gerus-Bijoy Garg, si è dovuto accontentare della terza posizione, mentre Valerio Rinicella (IDEC) si è tolto lo sfizio di precedere Jack Doohan. Le undici Oreca 07 LMP2 Pro sono risultate racchiuse in poco più di 1", evidenziando un grande equilibrio.

Sempre in LMP2 Pro, è da sottolineare un cambio nella formazione dell'altra Oreca-Gibson del team Inter Europol. Complice la sovrapposizione con l'appuntamento di Laguna Seca dell'Imsa, Nick Yelloly ha dovuto cedere il posto a Luca Ghiotto, mentre in classe LMP2 Pro-Am, per la stessa ragione, i campioni 2025 di AO by TF hanno sostituito Louis Delétraz con Jonny Edgar. Cambio anche per CLX (Pro-Am): sarà Ferdinand Habsburg a rilevare Felipe Fraga. 

E proprio in LMP2 Pro-Am, la legge di Giorgio Roda (Duqueine) si è ancora una volta abbattuta sui suoi rivali. Nel 2025, con Proton, delle quattro pole conquistate il 32enne comasco non era riuscito a essere il più veloce in Provenza, ma stavolta è andata bene. Già a cinque minuti dalla fine, Roda era in testa con 1'51"637, tempo migliorato altre due volte fino all'1'50"386 finale. A quasi 0"600 P.J. Hyett, più indietro i vincitori di Montmeló dell'Algarve Pro con Michael Jensen.

Più al cardiopalma la lotta in LMP3, con quattro equipaggi a giocarsela sul filo dei centesimi. Tra questi, è emerso DKR con Romain Favre, che all'ultimo giro, grazie a due parziali record nel secondo e terzo settore (record personale nel primo) ha sorpreso per poco più di un decimo Pierre-Alexandre Provost (R-ACE). Poco più indietro Henry Cubides Olarte (Inter Europol) e Thomas Imbourg (M Racing). Ottavo di classe Alvise Rodella (Rinaldi), 1° in Spagna.

Infine, in classe LMGT3, seconda pole su due qualifiche per il "bronze" Abdulla Al-Khelaifi (Iron Lynx). Il 35enne di Doha, oltre che con Julian Hanses, dividerà la sua Mercedes AMG GT3 con Maxime Martin che rimpiazza Adam Christodoulou. Anche nel caso del qatariota, il tempo è arrivato all'ultimo giro con due record personali nel primo e secondo settore, e anche un terzo settore meno incisivo è stato sufficiente per battere per 0"071 Blake McDonald (TF Sport).

Sabato 2 maggio 2026, qualifica


1 - Masson-Rousset-Gray (Oreca-Gibson P2) - Forestier by Panis - 1'48"374
2 - Saucy-Peebles-Hanley (Oreca-Gibson P2) - United Autosports - 1'48"395
3 - De Gerus-Garg (Oreca-Gibson P2) - Inter Europol - 1'48"596
4 - Rinicella-Chadwick-Hörr (Oreca-Gibson P2) - IDEC - 1'48"651
5 - Doohan-Pearson-Nissany (Oreca-Gibson P2) - Nielsen - 1'48"687
6 - Dillmann-Smiechowski-Ghiotto (Oreca-Gibson P2) - Inter Europol - 1'48"784
7 - Van Uitert-Lafargue-Chatin (Oreca-Gibson P2) - IDEC - 1'48"900
8 - Closmenil-Jensen-Aguilera (Oreca-Gibson P2) - CLX - 1'48"960
9 - Hughes-Kaiser-Vautier (Oreca-Gibson P2) - Algarve Pro - 1'49"134
10 - P.Fittipaldi-Cullen-Lomko (Oreca-Gibson P2) - Vector - 1'49"392
11 - Priaulx-Ried-Rockenfeller (Oreca-Gibson P2) - Proton - 1'49"446
12 - Roda-Verschoor-Pin (Oreca-Gibson P2) - Duqueine - 1'50"386
13 - Hyett-Edgar-Cameron (Oreca-Gibson P2) - AO by TF - 1'50"933
14 - Thomas-Meguetounif-Huffaker (Oreca-Gibson P2) - TDS - 1'51"025
15 - Glorieux-Hernandez-Alvarez (Oreca-Gibson P2) - DKR - 1'51"771
16 - Falb-Espirito Santo-Koen (Oreca-Gibson P2) - Rossa by Virage - 1'51"934
17 - Kolovos-Habsburg-Milesi (Oreca-Gibson P2) - CLX - 1'51"982
18 - Jensen-Trulli-Jakobsen (Oreca-Gibson P2) - Algarve Pro - 1'51"986
19 - Møller-Bölükbasi-Fluxa (Oreca-Gibson P2) - Vector - 1'52"179
20 - Perrodo-Vaxiviere-Fuoco (Oreca-Gibson P2) - AF Corse - 1'52"531
21 - Schneider-Sato-Jarvis (Oreca-Gibson P2) - United Autosports - 1'53"033
22 - H.Felbermayr-H.F.Felbermayr-Binder (Oreca-Gibson P2) - Proton - 1'53"113
23 - Lentoudis-Quinn-Allen (Oreca-Gibson P2) - Nielsen - 1'54"159
24 - Favre-Rammò-Brichacek (Ligier-Toyota P3) - DKR - 1'58"784
25 - Provost-Michal-Schwarze (Duqueine-Toyota P3) - R-ACE GP - 1'58"890
26 - Cubides Olarte-Bukhantsov-Chou (Ligier-Toyota P3) - Inter Europol - 1'59"149
27 - Imbourg-Adcock-Antonel (Ligier-Toyota P3) - M Racing - 1'59"179
28 - Gravlund-Woodward-Fecury (Ligier-Toyota P3) - Ultimate - 1'59"625
29 - Quintarelli-Stern-Nogales (Ligier-Toyota P3) - Virage - 1'59"644
30 - Ried-Meichtry-De Sybourg (Ligier-Toyota P3) - R. Spirit of Leman - 1'59"854
31 - Rodella-Fernandes Cautela-Pedersen (Ligier-Toyota P3) - Rinaldi - 1'59"856
32 - Van der Snel-Bell-Dedecker (Ligier-Toyota P3) - Eurointernational - 1'59"867
33 - Jacoby-Lanchere-Ribeiro (Ligier-Toyota P3) - CLX - 2'00"426
34 - Al-Khelaifi-Hanses-Martin (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 2'03"814
35 - McDonald-Udell-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 2'03"885
36 - Cameron-Perel-Griffin (Ferrari 296 LMGT3) - Spirit of Race - 2'04"421
37 - Kurzejewski-Sargent-Lietz (Porsche 911 GT3) - Proton - 2'04"625
38 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage GT3) - R. Spirit of Leman - 2'04"643
39 - Gilbert-Rueda-Leroux (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 2'04"701
40 - Kimura-Jaubert-Serra (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 2'04"791
41 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 2'04"937
42 - Bankcy-Van Eijndhoven-Sturm (Porsche 911 GT3) - Proton - 2'05"075
43 - Moritz-Fjordbach-Preining (Porsche 911 GT3) - High Class - 2'05"164
44 - Naran-Andrade-Sette Camara (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 2'05"394
45 - Wainwright-Hanafin-Jansen (Ferrari 296 LMGT3) - GR Racing - 2'05"786
46 - Samani-Laursen-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 2'05"860
47 - Birch-Patterson-Boyd (McLaren 720S LMGT3) - United Autosports - 2'06"047
13 Apr [12:42]

ACO conferma il debutto delle
nuove LMP2 a partire dal 2028

Michele Montesano - DPPI Images

La LMP2 si appresta a cambiare volto. Da diverse stagioni pilastro dell’Endurance a livello globale, la categoria cadetta dei prototipi, a partire dal 2028, subirà una decisa trasformazione. A confermarlo è stato l’Automobile Club de l’Ouest che ha, inoltre, svelato alcune caratteristiche delle future vetture che animeranno le serie continentali oltre a prendere parte alla 24 Ore di Le Mans.

L’attuale generazione di LMP2, presente in pista dal 2017, ha ormai raggiunto la sua piena maturità tecnica. Tra rinvii e proroghe, era quindi giunto il momento di svecchiare tale categoria. Alla base del nuovo regolamento tecnico c’è innanzitutto l’aggiornamento delle vetture, puntando sempre sulla sicurezza e al contenimento dei costi, senza snaturare i punti vincenti che hanno decretato il successo di tale classe.



A tal proposito sono state annunciate alcune caratteristiche delle future LMP2. Il peso minimo sarà fissato a 950 kg, mentre la potenza raggiungerà i 420 kW, pari a 563 cavalli, garantiti da un motore V6 biturbo da 3.4 litri fornito ancora una volta dalla Gibson Technology. Proprio la scelta di confermare un unico produttore per il propulsore deve essere letta in chiave contenimento costi.

Lo stesso principio si applica anche agli pneumatici, con Goodyear che continuerà a essere il fornitore esclusivo. Mentre la realizzazione dei telai, come già annunciato in precedenza, vedrà impegnati solamente due costruttori, anziché i quattro attuali, vale a dire Oreca e Ligier. Questi dovranno realizzare dei prototipi con caratteristiche aerodinamiche simili a quelle delle attuali LMP2.



Gli interventi, stando a quanto riferito da ACO, saranno mirati soprattutto per le esigenze specifiche del tracciato di Le Mans, dove l’efficienza aerodinamica e la stabilità alle alte velocità è fondamentale. Sul fronte della sicurezza, il nuovo regolamento introdurrà una cellula di sopravvivenza migliorata e ancora più robusta.

Parallelamente l’ACO intende preservare l’identità della LMP2, considerata una categoria accessibile e formativa. Con oltre 200 vetture costruite a livello globale, questa classe ha rappresentato un punto di riferimento sia per i gentlemen driver che per i piloti professionisti e i giovani talenti in cerca di nuovi sbocchi professionali. Il nuovo ciclo regolamentare mira quindi a rafforzare ulteriormente questa vocazione.



Un altro elemento fondamentale riguarda il ruolo della LMP2 all’interno dei campionati endurance. La categoria continuerà ad avere una presenza garantita nelle principali serie organizzate sotto l’egida ACO, tra cui la European Le Mans Series e la Asian Le Mans Series, oltre naturalmente alla 24 Ore di Le Mans. Tale scelta assicura continuità e stabilità ai team impegnati in questa categoria.

Resta invece ancora da chiarire il futuro della nuova generazione LMP2 nel contesto nordamericano. Il campionato IMSA SportsCar Championship non è stato esplicitamente menzionato nell’annuncio, anche se in passato sono state espresse intenzioni favorevoli all’adozione delle nuove vetture. La collaborazione strategica tra ACO e IMSA, recentemente estesa fino al 2032, lascia comunque aperta la porta a un allineamento regolamentare anche dall’altra sponda dell’Atlantico.
12 Apr [18:24]

Montmelò, gara
Forestier Panis riparte dalla vittoria

Michele Montesano - Foto Speedy

Se la miglior difesa è l’attacco, il Forestier Racing by Panis ha iniziato per il verso giusto la caccia alla conferma del titolo della European Le Mans Series. La squadra campione in carica, nonostante sia stata condizionata da una serie di penalità, ha centrato il successo di una rocambolesca 4 Ore di Barcellona. Al termine di una gara movimentata, frammentata da neutralizzazioni e ricca di contatti e colpi di scena, a vincere sono stati Esteban Masson, Oliver Gray e Louis Rousset.

La gara è infatti iniziata nel peggiore dei modi. Già nel corso del primo giro si è verificato un incidente a catena che ha coinvolto diverse vetture tra LMP2 e LMP3, tanto da costringere la direzione gara a esporre la bandiera rossa per oltre mezz’ora. Tra i protagonisti dell’incidente Georgios Kolovos, Kriton Lentoudis e Jonas Ried in LMP2, mentre in LMP3 sono stati coinvolti Antti Rammo, Paul Lanchère e Nick Adcock. Il tempo di gara è stato successivamente esteso per compensare l’interruzione.



Alla ripresa delle ostilità, la leadership è passata nelle mani di Bijoy Garg, autore di uno stint solido sulla vettura Oreca 07 dell’Inter Europol Competition. Alle sue spalle si sono subito messi in evidenza Gray e Griffin Peebles. Con quest’ultimo capace di sfruttare al meglio il traffico per portare la sua LMP2, griffata United Autosports, nelle posizioni di vertice. Proprio Peebles si è rivelato uno dei protagonisti della prima metà di gara, contribuendo a mantenere la squadra britannica stabilmente nella lotta per il podio.

Nel frattempo, la corsa è continuata a essere interrotta da virtual safety-car e ingressi della vettura di sicurezza, complice anche l’uscita di pista di Paul Lafargue e altri episodi che hanno spezzato il ritmo della competizione. La gestione strategica si è quindi rivelata fondamentale, così come la scelta degli pneumatici in vista dello stint finale.



Nonostante due penalità subite nella fase centrale della gara, di dieci secondi ciascuna per aver effettuato un sorpasso mettendo le ruote oltre la linea della pista e per non aver rispettato gli ordini della direzione gara, il Forestier Racing by Panis non ha mai perso contatto con il gruppo di testa. Gray è quindi riuscito a riportare la vettura nelle prime posizioni prima di cedere il volante a Masson, chiamato a completare la rimonta.

Proprio il francese si è trovato quarto dopo l’ultima sequenza di soste, ma con un vantaggio decisivo: degli pneumatici più freschi rispetto ai diretti rivali. Negli ultimi minuti Masson ha dapprima superato Ben Hanley e Jack Doohan per poi portarsi a ridosso della testa. Ha quindi raggiunto Reshad De Gerus, subentrato a Garg, per sorpassarlo a nove minuti dalla bandiera a scacchi con una staccata all’interno della curva Repsol e involarsi verso la vittoria.



Alle spalle dei vincitori, il poleman De Gerus e Garg hanno chiuso in seconda posizione. Ricordiamo che l’Inter Europol è stato l’unico team che ha deciso di affrontare la gara di Montmelò con un equipaggio composto da due soli piloti. A completare il podio è stata la Oreca 07 del team United Autosports di Peebles, Grégoire Saucy e Hanley.

Grande rammarico invece per il Nielsen Racing. L’ex F1 Doohan, insieme a Roy Nissany ed Edward Pearson, era in piena lotta per il podio, ma un problema alla sospensione negli ultimi minuti ha fatto precipitare l’equipaggio fino alla settima posizione finale.

Appena fuori dal podio ha chiuso il team IDEC Sport con Laurents Hörr, Valerio Rinicella e Jamie Chadwick, mentre tra le LMP2 ProAm il successo è andato all’Algarve Pro Racing con Malthe Jakobsen, Michael Jensen ed Enzo Trulli. La lotta di classe è stata intensa, con Giorgio Roda, Richard Verschoor e Doriane Pin a lungo in testa prima di essere penalizzati nel finale, scivolando dietro alla vettura di AF Corse con François Perrodo, Matthieu Vaxiviere e Antonio Fuoco.



In LMP3 il successo è andato al Rinaldi Racing con José Fernandes Cautela, Alvise Rodella e Mikkel Gaarde Pedersen, capaci di emergere nel finale dopo una gara inizialmente dominata dal team R-ace GP. Il podio è stato completato proprio da Fabien Michal, Pierre-Alexandre Provost e Hugo Schwarze, mentre la terza posizione di classe è andata all’equipaggio dell’Inter Europol Competition composto da Alexander Bukhantsov, Henry Cubides Olarte e Chun Ting Chou.

In LMGT3 il Proton Competition ha conquistato la vittoria con la Porsche 911 GT3 divisa da Matt Kurzejewski, Richard Lietz e Thomas Sargent. Decisiva è stata la manovra di Sargent nell’ultimo stint, che ha permesso alla Porsche di prendere il comando e resistere fino alla fine agli attacchi della McLaren 720S GT3 dello United Autosports, condotta da Michael Birch, Garnet Patterson e Wayne Boyd. Terzo posto per la Ferrari 296 GT3 del Kessel Racing con Takeshi Kimura, Mathys Jaubert e Daniel Serra.

Domenica 12 aprile 2026, gara

1 - Rousset-Gray-Masson (Oreca-Gibson P2) - Forestier by Panis - 135 giri - 4h26'59"110
2 - Garg-De Gerus (Oreca-Gibson P2) - Inter Europol - 13"398
3 - Peebles-Saucy-Hanley (Oreca-Gibson P2) - United Autosports - 17"784
4 - Chadwick-Rinicella-Hörr (Oreca-Gibson P2) - IDEC - 33"629
5 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca-Gibson P2) - Inter Europol - 56"902
6 - Cullen-Lomko-P.Fittipaldi (Oreca-Gibson P2) - Vector - 1'00"627
7 - Pearson-Nissany-Doohan (Oreca-Gibson P2) - Nielsen - 1'03"292
8 - Jensen-Trulli-Jakobsen (Oreca-Gibson P2) - Algarve Pro - 1'14"361
9 - Closmenil-Jensen-Aguilera (Oreca-Gibson P2) - CLX - 1'26"654
10 - Perrodo-Vaxiviere-Fuoco (Oreca-Gibson P2) - AF Corse - 1'33"390
11 - Roda-Verschoor-Pin (Oreca-Gibson P2) - Duqueine - 1'39"724
12 - Thomas-Meguetounif-Huffaker (Oreca-Gibson P2) - TDS - 1 giro
13 - Falb-Espirito Santo-Koen (Oreca-Gibson P2) - Rossa by Virage - 1 giro
14 - Møller-Bölükbasi-Fluxa (Oreca-Gibson P2) - Vector - 1 giro
15 - Schneider-Sato-Jarvis (Oreca-Gibson P2) - United Autosports - 1 giro
16 - Kaiser-Vautier-Hughes (Oreca-Gibson P2) - Algarve Pro - 1 giro
17 - Glorieux-Hernandez-Alvarez (Oreca-Gibson P2) - DKR - 1 giro
18 - H.Felbermayr-H.F.Felbermayr-Binder (Oreca-Gibson P2) - Proton - 1 giro
19 - Lafargue-Van Uitert-Chatin (Oreca-Gibson P2) - IDEC - 2 giri
20 - Hyett-Deletraz-Cameron (Oreca-Gibson P2) - AO by TF - 4 giri
21 - Fernandes Cautela-Rodella-Pedersen (Ligier-Toyota P3) - Rinaldi - 8 giri
22 - Michal-Provost-Schwarze (Duqueine-Toyota P3) - R-ACE - 8 giri
23 - Bukhantsov-Cubides Olarte-Chou (Ligier-Toyota P3) - Inter Europol - 8 giri
24 - Bell-Dedecker-Van der Snel (Ligier-Toyota P3) - Eurointernational - 8 giri
25 - Stern-Quintarelli-Nogales (Ligier-Toyota P3) - Virage - 8 giri
26 - Woodward-Fecury-Gravlund (Ligier-Toyota P3) - Ultimate - 9 giri
27 - Meichtry-De Sybourg-Ried (Ligier-Toyota P3) - R. Spirit of Leman - 9 giri
28 - Kurzejewski-Sargent-Lietz (Porsche 911 GT3) - Proton - 11 giri
29 - Birch-Patterson-Boyd (McLaren 720S LMGT3) - United Autosports - 11 giri
30 - Kimura-Jaubert-Serra (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 11 giri
31 - Al-Khelaifi-Hanses-Christodoulou (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 11 giri
32 - Toledo-Castellacci-Agostini (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 11 giri
33 - Cameron-Perel-Griffin (Ferrari 296 LMGT3) - Spirit of Race - 11 giri
34 - Naran-Andrade-Sette Camara (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 11 giri
35 - Bankcy-Van Eijndhoven-King (Porsche 911 GT3) - Proton - 11 giri
36 - Samani-Laursen-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 12 giri
37 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage GT3) - R. Spirit of Leman - 14 giri
38 - Gilbert-Rueda-Leroux (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 15 giri
39 - Andersen-Fjordbach-Heinrich (Porsche 911 GT3) - High Class - 15 giri
40 - Lanchere-Jacoby-Ribeiro (Ligier-Toyota P3) - CLX - 16 giri
41 - Rammò-Favre-Brichacek (Ligier-Toyota P3) - DKR - 18 giri

Giro più veloce: Reshad De Gerus 1'28"368

Ritirati
McDonald-Udell-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport
Wainwright-Hanafin-Jansen (Ferrari 296 LMGT3) - GR Racing
Ried-Priaulx-Rockenfeller (Oreca-Gibson P2) - Proton
Kolovos-Fraga-Milesi (Oreca-Gibson P2) - CLX
Lentoudis-Quinn-Allen (Oreca-Gibson P2) - Nielsen
Adcock-Antonel-Imbourg (Ligier-Toyota P3) - M Racing
11 Apr [18:59]

Montmelò, qualifica
Inter Europol da pole, Iron Lynx in GT

Michele Montesano - Foto Speedy

Il sipario della stagione 2026 della European Le Mans Series si è alza dal circuito di Montmelò. Lo spettacolo non è mancato già a partire dalla qualifica della 4 Ore di Barcellona che ha visto Reshad De Gérus prendersi la scena. L’alfiere dell’Inter Europol Competition è salito in vetta firmando la pole position con un crono di 1’28”368 battendo, per meno di due decimi, il campione in carica Esteban Masson.

Al debutto con il team Inter Europol, De Gérus è riuscito a gestire al meglio i 15 minuti di qualifica. Il francese è infatti salito subito al comando della graduatoria, ma si è trovato ben preso a fronteggiare gli attacchi di Masson. Il portacolori del team Forestier Racing by Panis si è portato in vetta proprio allo scadere del tempo. La risposta di De Gérus non si è sfatta attendere e con grande freddezza ha ristabilito l’ordine con un giro impeccabile.

Alle sue spalle scatterà proprio Masson, protagonista di un duello sul filo dei millesimi che ha acceso gli ultimi istanti della qualifica. Seconda fila per Tom Dillmann che ha completato una giornata più che positiva per il team Inter Europol. Più staccati, ma comunque in evidenza, Laurents Hörr e Jake Hughes. Quest’ultimo autore di un debutto convincente nel mondo delle gare endurance, dopo la recente esperienza vissuta in Formula E.



Nella classe ProAm della LMP2 si è assistito a un dominio netto da parte di Giorgio Roda. Il pilota di Como ha imposto un ritmo irraggiungibile per gli avversari. Sfruttando una strategia leggermente differente, l’alfiere del team Duqueine ha cercato di siglare il miglior tempo nella fase centrale della sessione. Il crono di 1’30”332 non solo gli ha garantito la pole di categoria, ma ha anche segnato un miglioramento significativo rispetto alla prestazione dello scorso anno.

Alle spalle di Roda si sono piazzati il campione in carica PJ Hyett, staccato di oltre nove decimi con la sua Oreca 07 del team AO by TF, e John Falb sulla LMP2 del Rossa Racing by Virage. Appena dietro troviamo la Vector Sport di Jens Reno Móller e Georgios Kolovos, al volante della Oreca del CLX Motorsport. Brividi per Steven Thomas, andato in testacoda nel corso del suo giro lanciato. Fortunatamente l’americano del TDS Racing è riuscito a proseguire siglando il settimo crono di classe.



Grande equilibrio anche nella categoria LMP3, dove la lotta per la pole è rimasta apertissima fino a pochi minuti dalla fine. A emergere è stato Hugo Schwarze, capace di mettere insieme il giro perfetto nel momento decisivo. Il crono di 1’36”524 ha consegnato la prima pole stagionale al team R-Ace GP, al debutto nella serie, confermando la competitività della Duqueine D09 LMP3.

Alle sue spalle si è classificato Henry Cubides Olarte. Ma, a seguito delle verifiche tecniche, la Ligier dell’Inter Europol è risultata non conforme con l’altezza da terra venendo retrocessa in fondo allo schieramento. A scattare dalla seconda piazzola di classe sarà quindi Daniel Nogales sulla Ligier del Team Virage.



In LMGT3 a imporsi è stato il debuttante Abdulla Ali Al-Khelaifi. Il pilota della Mercedes AMG GT3 del team Qatar by Iron Lynx ha sfruttato al meglio un secondo set di pneumatici, trovando il giro decisivo proprio nei secondi finali tanto da fermare le lancette del cronometro in 1’42”289. Un tempo che gli ha consentito di superare per appena 63 millesimi Blake McDonald, a lungo leader della sessione con la Corvette Z06 GT3 schierata da TF Sport.

La terza posizione è andata a Matt Kurzejewski, al volante della Porsche 911 GT3 del Proton Competition, mentre Clément Mateu e Andrew Gilbert, rispettivamente su Aston Martin e Ferrari, hanno completato una top-5 che ha visto ben cinque costruttori diversi nelle prime posizioni. Da segnalare, infine, l’assenza in qualifica della Ferrari 296 GT3 dell’AF Corse di Samani-Rigon-Laursen, danneggiata in precedenza e costretta a rinunciare alla sessione.

Sabato 11 aprile 2026, qualifica

1 - Garg-De Gerus (Oreca-Gibson P2) - Inter Europol - 1'28"368
2 - Rousset-Gray-Masson (Oreca-Gibson P2) - Forestier by Panis - 1'28"557
3 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca-Gibson P2) - Inter Europol - 1'28"634
4 - Chadwick-Rinicella-Hörr (Oreca-Gibson P2) - IDEC - 1'28"708
5 - Kaiser-Vautier-Hughes (Oreca-Gibson P2) - Algarve Pro - 1'28"830
6 - Peebles-Saucy-Hanley (Oreca-Gibson P2) - United Autosports - 1'29"045
7 - Lafargue-Van Uitert-Chatin (Oreca-Gibson P2) - IDEC - 1'29"107
8 - Pearson-Nissany-Doohan (Oreca-Gibson P2) - Nielsen - 1'29"220
9 - Closmenil-Jensen-Aguilera (Oreca-Gibson P2) - CLX - 1'29"321
10 - Cullen-Lomko-P.Fittipaldi (Oreca-Gibson P2) - Vector - 1'29"363
11 - Ried-Priaulx-Rockenfeller (Oreca-Gibson P2) - Proton - 1'29"824
12 - Roda-Verschoor-Pin (Oreca-Gibson P2) - Duqueine - 1'30"332
13 - Hyett-Deletraz-Cameron (Oreca-Gibson P2) - AO by TF - 1'31"272
14 - Falb-Espirito Santo-Koen (Oreca-Gibson P2) - Rossa by Virage - 1'31"423
15 - Møller-Bölükbasi-Fluxa (Oreca-Gibson P2) - Vector - 1'31"598
16 - Kolovos-Fraga-Milesi (Oreca-Gibson P2) - CLX - 1'32"032
17 - Glorieux-Hernandez-Alvarez (Oreca-Gibson P2) - DKR - 1'32"043
18 - Thomas-Meguetounif-Huffaker (Oreca-Gibson P2) - TDS - 1'32"305
19 - Jensen-Trulli-Jakobsen (Oreca-Gibson P2) - Algarve Pro - 1'32"534
20 - Perrodo-Vaxiviere-Fuoco (Oreca-Gibson P2) - AF Corse - 1'32"914
21 - H.Felbermayr-H.F.Felbermayr-Binder (Oreca-Gibson P2) - Proton - 1'33"068
22 - Lentoudis-Quinn-Allen (Oreca-Gibson P2) - Nielsen - 1'34"836
23 - Schneider-Sato-Jarvis (Oreca-Gibson P2) - United Autosports - 1'35"143
24 - Michal-Provost-Schwarze (Duqueine-Toyota P3) - R-ACE GP - 1'36"524
25 - Stern-Quintarelli-Nogales (Ligier-Toyota P3) - Virage - 1'37"451
26 - Meichtry-De Sybourg-Ried (Ligier-Toyota P3) - R. Spirit of Leman - 1'37"636
27 - Fernandes Cautela-Rodella-Pedersen (Ligier-Toyota P3) - Rinaldi - 1'37"664
28 - Adcock-Antonel-Imbourg (Ligier-Toyota P3) - M Racing - 1'38"096
29 - Bell-Dedecker-Van der Snel (Ligier-Toyota P3) - Eurointernational - 1'38"127
30 - Lanchere-Jacoby-Ribeiro (Ligier-Toyota P3) - CLX - 1'38"426
31 - Rammò-Favre-Brichacek (Ligier-Toyota P3) - DKR - 1'38"613
32 - Woodward-Fecury-Gravlund (Ligier-Toyota P3) - Ultimate - 1'38"930
33 - Al-Khelaifi-Hanses-Christodoulou (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 1'42"289
34 - McDonald-Udell-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'42"352
35 - Kurzejewski-Sargent-Lietz (Porsche 911 GT3) - Proton - 1'42"774
36 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage GT3) - R. Spirit of Leman - 1'42"951
37 - Gilbert-Rueda-Leroux (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 1'43"152
38 - Kimura-Jaubert-Serra (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 1'43"530
39 - Cameron-Perel-Griffin (Ferrari 296 LMGT3) - Spirit of Race - 1'43"776
40 - Toledo-Castellacci-Agostini (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'43"847
41 - Naran-Andrade-Sette Camara (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 1'44"016
42 - Bankcy-Van Eijndhoven-King (Porsche 911 GT3) - Proton - 1'44"107
43 - Wainwright-Hanafin-Jansen (Ferrari 296 LMGT3) - GR Racing - 1'44"515
44 - Birch-Patterson-Boyd (McLaren 720S LMGT3) - United Autosports - 1'45"544
45 - Andersen-Fjordbach-Heinrich (Porsche 911 GT3) - High Class - 1'45"596
46 - Bukhantsov-Cubides Olarte-Chou (Ligier-Toyota P3) - Inter Europol - Senza tempo
47 - Samani-Laursen-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - Senza tempo
9 Feb [13:08]

ALMS ad Abu Dhabi
Crowdstrike by APR campione
Cetilar Racing vice campione

Si è conclusa ad Abu Dhabi la Asian Le Mans Series. Le due gare sono state vinte dal team Crowdstrike by APR con Kurtz-Jakobsen-Deletraz e dal team DKR con Mattschull-Peebles-Beche. La classifica finale del campionato ha laureato campioni Kurtz-Jakobsen-Deletraz. La seconda corsa è stata interrotta per ben 70 minuti a causa di un violento incidente occorso tra la Oreca LMP2 del team Algarve guidata da Michael Jensen e la Ferrari 296 del team Kessel con al volante Memo Gidley. 

Cetilar Racing festeggia il secondo posto in campionato con l'equipaggio formato da Roberto Lacorte, Antonio Fuoco e Charles Milesi. Sebbene protagonisti di un weekend difficile ad Abu Dhabi, l'ultimo appuntamento della stagione ha riservato loro un risultato nel complesso positivo, in quello che è stato per lo stesso team il ritorno alla categoria LMP2 dopo diversi anni.

Un ritorno segnato dalle due vittorie conquistate sul circuito malese di Sepang nel mese di dicembre e poi dal secondo posto ottenuto la scorsa settimana sulla pista di Dubai, dove soltanto un'irregolarità nel corso di un pit-stop li ha privati di un altro podio.

Il conclusivo round del calendario non è stato tuttavia all'altezza delle aspettative. Complice un fuori programma che ha visto protagonista Lacorte nelle qualifiche di sabato mattina, in seguito allo stesso episodio interrotte con la bandiera rossa. Ciò ha significato l'ultima fila dello schieramento per entrambe le gare.

In quella di sabato, l'assenza quasi totale di neutralizzazioni non ha poi sicuramente aiutato. Per di più a prendere il via nelle due 4 Ore per regolamento è stato Milesi. Questo ha influito inevitabilmente sulla strategia e nella prima gara la Oreca numero 47 gestita dalla AF Corse ha chiuso fuori dalla top-10.

Nella seconda gara di domenica serviva un miracolo, avendo gli avversari del Crowdstrike Racing by APR un vantaggio di 25 lunghezze. Questo significava che per agguantare il titolo Lacorte, Milesi e Fuoco avrebbero dovuto necessariamente chiudere primi e sperare che i loro rivali rimanessero a secco.

Cosa che non è accaduta, con una Gara 2 questa volta particolarmente movimentata ed interrotta a lungo con una bandiera rossa nel corso della prima ora a causa dello spettacolare incidente che ha visto coinvolta una GT e una vettura LMP3.

Nelle fasi finali a mettercela tutta per conquistare quantomeno un podio è stato Fuoco, autore dell'ultimo stint di guida che lo ha visto risalire quarto. Ma un contatto con un doppiato lo ha fatto scivolare settimo, prima che una penalità di 30 secondi per lo stesso episodio lo facesse definitivamente precipitare decimo.

Un inizio di stagione in ogni caso esaltante per il team Cetilar Racing, con un secondo posto nella classifica di grande valore, considerando anche il livello altissimo di piloti e team, in vista delle prossime sfide di quest'anno.
2 Feb [12:45]

ALMS a Dubai, gara 2
Cetilar terza in pista poi... quarta

Tutto rimandato al conclusivo appuntamento di Abu Dhabi, che il prossimo fine settimana assegnerà i vari titoli dell'Asian Le Mans Series. A confermarsi leader della classe LMP2 sono stati ancora una volta Roberto Lacorte, Antonio Fuoco e Charles Milesi, che nel secondo round di Dubai andato in scena questo weekend hanno centrato nell'ordine un secondo e un terzo posto, dopo le due vittorie messe a segno lo scorso dicembre sul circuito malese di Sepang.

A motori spenti, però, a seguito di un’irregolarità nel corso di un rifornimento, l’equipaggio del team è scivolato al quarto posto perdendo il podio, ma rimane quindi in testa al campionato con un divario di tre lunghezze nei confronti del trio del Crowdstrike Racing by APR formato da George Kurtz, Malthe Jakobsen e Louis Deletraz.

Al primo posto della 4 Ore di domenica, si è confermato il Crowdstrike Racing con Kurtz-Jacobsen-Deletraz che per un soffo ha battuto il team Algarve che schiera Enzo Trulli oltre alla coppia Jensen-Dillmann.

Con uno schieramento di 46 vetture, nella 4 Ore di domenica a prendere come di consueto il via con la Oreca LMP2 numero 47 gestita dalla AF Corse è stato Lacorte. Un primo stint complicato rispetto alla prima gara di sabato che, almeno nei primi 60 minuti non aveva fatto registrare particolari stravolgimenti.

Invece le cose sono cambiate, con una prima safety-car resasi necessaria già nel corso del giro iniziale. La prima di numerose neutralizzazioni che hanno scandito un po' il ritmo, con Milesi autore di un ottimo secondo turno di guida prima di cedere definitivamente il volante a Fuoco.

Proprio quest'ultimo, a differenza di quanto accaduto in gara 1, quando aveva operato tutta una serie di sorpassi che lo avevano portato a risalire appunto secondo a una decina di minuti dal termine, non si è potuto esprimere per come avrebbe voluto. Complice anche una situazione di traffico, che nonostante tutto non gli ha impedito di passare con disinvoltura la vettura di Sami Meguetounif e guadagnare un terzo posto meritato in pista, poi divenuto il quarto.
 
1 Feb [8:17]

Asian Le Mans Series a Dubai
Cetilar conquista il 2° posto

Vittoria per Kurtz-Jakobsen-Deletraz nella 4 Ore di Dubai valevole per il campionato Asian Le Mans Series giunto al secondo appuntamento. La Oreca-Gibson del team Crowdstrike by APR ha preceduto Roberto Lacorte, Antonio Fuoco e Charles Milesi. Dopo le due vittorie ottenute a dicembre sul circuito di Sepang, l'equipaggio del team Cetilar Racing ha proseguito il suo trend positivo, conquistando altri punti importanti e difendendo la propria leadership nella classifica dell'Asian Le Mans Series che questo fine settimana giunge al secondo dei tre doppi appuntamenti.

Dopo una buona qualifica, che ha visto il pilota "Bronze" Lacorte bissare il risultato conquistato in Malesia, ottenendo il settimo e quinto migliore responso con la Oreca LMP2 numero 47 gestita dalla AF Corse, al via della gara il pilota pisano è scattato ottimamente dalla quarta fila guadagnando inizialmente due posizioni, per poi scivolare nuovamente settimo. Lacorte ha così completato un eccellente primo stint di guida, prima di effettuare un veloce splash and go e successivamente lasciare il volante a Milesi durante un primo regime di full course yellow.

Il francese, d'accordo con la propria squadra, ha impostato una strategia basata sul risparmio di carburante, mantenendo praticamente la sua posizione iniziale e ritardando la propria sosta, avvenuta in concomitanza con una safety car. Ciò ha consentito a Fuoco di risparmiare un pit-stop, pur rimanendo a lungo in pista con delle gomme più usate rispetto a quelle degli altri. Quindi, in occasione di una virtual safety car, a circa 45' dalla fine, è rientrato ai box per effettuare un ultimo rifornimento e montare un set di pneumatici nuovi.

Dopo una lunga neutralizzazione, con il via libera a una ventina di minuti dal termine, in rapida successione Fuoco ha superato la vettura gemella di Mathias Beche e poi quella di Tom Dillmann, risalendo quarto e mettendo nel mirino anche Sami Meguetounif e Alex Quinn, balzando secondo a 10' dallo scadere del tempo per rimanerci poi fino all'arrivo.

Un secondo posto che ha consentito al trio del team Cetilar Racing di mantenere un vantaggio di 13 punti sul primo degli inseguitori, con Gara 2 che vedrà domani Lacorte avviarsi questa volta dalla terza fila.
 
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