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30 Ago [12:44]

La nuova era della British F4:
intervista a Chambers di Motorsport UK

Jacopo Rubino

Hugh Chambers, dal novembre 2018, è figura di riferimento per l'automobilismo nel Regno Unito: ricopre il ruolo di amministratore delegato di Motorsport UK, la federazione nazionale. Non poteva esserci persona più adatta per parlare a tutto tondo di British F4, che in questa stagione, l'ottava dalla nascita avvenuta dal 2015, è entrata in una nuova era, organizzativa e tecnica. È stata proprio Motorsport UK a volere Tatuus come telaista per la monoposto di seconda generazione, allineandosi agli standard degli altri grandi campionati europei, con un incremento degli iscritti e gettando subito le basi per un futuro più solido. Che potrebbe riservare qualche altra novità interessante.

Mister Chambers, il 2022 ha segnato una tripla pietra miliare per la British F4: Motorsport UK ne ha assunto la gestione diretta, è avvenuto l'ingresso nel secondo ciclo tecnico della categoria ed è stato scelto un nuovo fornitore di telaio, Tatuus. Come sono stati affrontati questi passaggi?
"Per cominciare bisogna andare indietro a metà del 2021. L'avvento delle vetture F4 di nuova generazione ha rappresentato una grande opportunità, e abbiamo scelto di gestire il campionato in prima linea per renderlo ancora più competitivo. Abbiamo comunque deciso di restare a supporto dei weekend del BTCC, con un calendario di dieci appuntamenti, da questo punto di vista c'è stata continuità. Dopodiché abbiamo lanciato il bando per la fornitura del pacchetto tecnico e la nostra preferenza è andata su Tatuus, assieme a Pirelli per quanto riguarda i pneumatici. Fino a qui ci riteniamo estremamente soddisfatti della bontà del prodotto, così come lo sono i team e i piloti".

E veniamo al punto: cosa ci può dire del rapporto che si è creato con Tatuus?
"Siamo innanzitutto molto grati a Tatuus, che nell'ultimo anno si è impegnata moltissimo per fornire non soltanto il nostro campionato, ma anche tutte le altre serie di Formula 4, a dispetto delle varie difficoltà su scala globale nella catena della logistica. Tutte le squadre sono riuscite a ricevere in tempo le auto ordinate, e ricambi a sufficienza: per fattori esterni a volte siamo stati un po' sul filo del rasoio, ma abbiamo superato gli ostacoli e il campionato si sta svolgendo regolarmente. Il merito, come detto, va all'amministratore delegato Giovanni Delfino e a tutta l'azienda Tatuus".

Avere la stessa monoposto dei campionati F4 di Italia, Germania e Spagna era un obiettivo, quando è stata scelta Tatuus, o è solo una conseguenza positiva?
"Per noi è stato un elemento attrattivo in più, che senza dubbio ha inciso sulla scelta compiuta, perché permette ai piloti di muoversi più facilmente fra campionati diversi, e anche alle squadre di operare sfruttando una base comune, favorendo gli interscambi di iscritti. In questa prima stagione con la vettura di nuova generazione i nostri team sono stati molto concentrati sulla sola British F4, visti i tanti cambiamenti da gestire, ma in futuro penso avranno una maggiore flessibilità nel definire i propri programmi. Solo per i motori abbiamo adottato un approccio un po' diverso: i propulsori sono gli stessi, ma abbiamo un preparatore (Neil Brown Engineering, ndr) incaricato di garantire l'equalizzazione fra tutti gli esemplari in griglia, con un monitoraggio molto attento".

La British F4 si sta distinguendo per la sperimentazione di una soluzione a favore della sicurezza.
"Attraverso il legame con il BTCC e il suo organizzatore TOCA, anche qui abbiamo introdotto un sistema elettronico che riporta sul volante le stesse segnalazioni mostrate sui pannelli lungo il tracciato, ad esempio quando ci sono le bandiere gialle o quando interviene la safety-car. Abbiamo ricevuto riscontri molto positivi da parte dei piloti, non tanto per la sicurezza diretta in sé, ma perché il dispositivo permette loro di restare più concentrati sulla guida, senza dover cercare con lo sguardo i cartelli che in alcune situazioni potrebbero non essere perfettamente visibili".

La Gran Bretagna è ricca di tracciati vecchia scuola, particolari e impegnativi. Secondo lei danno qualcosa in più a livello di crescita dei giovani piloti?
"Sappiamo che tanti nomi presenti in Formula 1, oggi come in passato, hanno gareggiato nel nostro Paese e si sono fatti le ossa su piste che non sono facili da imparare. A mio parere alcuni circuiti nel resto d'Europa puniscono meno gli errori, direi anche la stessa Silverstone, ma normalmente in Gran Bretagna ci si trova ad affrontare sequenze di curve complesse, cambi di pendenza, settori molto tecnici. Le nostre piste favoriscono la lotta, è normale vedere le vetture sempre a distanza ravvicinata. I ragazzi in British F4 hanno di solito fra i 16 e i 18 anni, arrivano dal karting, uno dei nostri scopi è sviluppare la loro visione e gestione di gara (viene usato il termine racecraft, ndr). Con il nostro calendario offriamo un ottimo contesto affinché questo avvenga".



In British F4 è transitato Lando Norris, poi approdato in F1, anche Oscar Piastri è ormai alle soglie della promozione sulla griglia del Mondiale. Avremo chi replicherà il loro cammino?

"Non ho alcun dubbio che sapremo lanciare altri professionisti ad alto livello. Non sarei sorpreso di vedere in cinque anni nuovi piloti di Formula 1 passati dalla British F4, basandomi anche su quanto mi viene raccontato dai responsabili delle squadre. Al via abbiamo già ragazzi all'interno dei programmi junior di Williams, McLaren e Mercedes, anche la Ferrari Driver Academy osserva il nostro campionato, a ulteriore conferma della qualità di cui disponiamo".

La nuova vettura Tatuus ha inoltre attirato squadre come Hitech e Virtuosi, presenti addirittura in F2. Ci saranno altri ingressi sullo schieramento?
"Innanzitutto siamo molto contenti dei team oggi al via, si tratta di strutture di primo livello, tutte in grado di imporsi. Non è un caso che 9 piloti diversi abbiano vinto almeno una corsa quest'anno. Citerei anche la JHR, che ha conquistato il titolo 2021, Dittmann che ha debuttato insieme ad Hitech e Virtuosi, senza dimenticare ovviamente Carlin e Argenti. Per il 2023 abbiamo già un forte interesse, e c'è una scuderia addirittura pronta ad entrare durante questa stagione, così come alcuni ragazzi potrebbero già disputare gli ultimi appuntamenti di quest'anno per accelerare la preparazione verso il 2023”.

Ci sono aree in cui state valutando miglioramenti?
"C'è sempre margine di crescita su ogni fronte, ma oggi più che mai considero fondamentale il lavoro di comunicazione fra marketing, televisione e social media. I piloti e le rispettive famiglie, che sono nostri clienti, hanno bisogno di una attenta promozione, per creare un profilo interessante agli occhi degli sponsor che vogliono investire su di loro, ma anche di fronte ai media, ai team di F1 o delle altre categorie, e della FIA. Ritengo che sia un aspetto cruciale per rendere il campionato ancora più rilevante sulla scena".

Può anticiparci qualche novità sulla stagione 2023?
"Abbiamo provato ad essere categoria di supporto alla Formula 1 in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone, ma con F2, F3 e W Series già inserite non c'era modo di concretizzare questa possibilità. Stiamo però pensando di disputare un appuntamento al di fuori dei nostri confini, fra le ipotesi ci sono Spa-Francorchamps e Zolder. Inoltre, abbiamo avuto dei contatti con gli organizzatori della F4 italiana per allestire un evento congiunto. Sarebbe una prospettiva molto eccitante".

Intervista tratta dal Magazine Tatuus

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