formula 1

Le confidenze di Vettel al NYT
"Il giorno dopo Hubert non volevo correre"

XPB ImagesIl ritiro di Sebastian Vettel dalla Formula 1, categoria che lo ha visto per quattro volte vincitore di un Mondial...

Leggi »
altre

Next Solution Technologies: Guffanti
racconta la rivoluzione dell’elettronica e
dei sistemi di illuminazione nel motorsport

Michele Montesano Nel motorsport ci sono aziende che vincono gare senza mai salire effettivamente sul podio. Realtà che lav...

Leggi »
Regional European

Sorprese, conferme, delusioni
della prima parte della stagione

Davide AttanasioSiccome l'età dei protagonisti è quella, dai 16 ai 19 anni, ci concediamo la licenza di scrivere che il ...

Leggi »
formula 1

Gli eroi del volante schiavi
dei responsabili dei social media

Massimo CostaUno degli aspetti che più mi provoca l'orticaria (scusate se parlo in prima persona, sapete che lo faccio r...

Leggi »
Formula E

Calendario record nel 2027: 21 E-Prix
Con Austin, Brands Hatch e Zandvoort

Michele Montesano La Prossima stagione di Formula E non porterà solamente l’arrivo delle nuove monoposto Gen4, ma la serie ...

Leggi »
indycar

Elkhart Lake - Gara
Lundgaard da ultimo a primo

Carlo LucianiGara a dir poco incredibile quella andata in scena ad Elkhart Lake, in Wisconsin, dove a vincere il GP Road Ame...

Leggi »
6 Dic 2018 [22:02]

L'ammissione della McLaren:
"Avremmo voluto fare una vettura B"

Jacopo Rubino - Photo4

Realizzando una versione "B" della propria monoposto, la McLaren avrebbe salvato il suo campionato 2018? Non lo sapremo mai, ma la squadra di Woking a questa ipotesi ci ha pensato davvero, dopo aver individuato i difetti progettuali della MCL33. Ad estate avanzata, però, i tempi erano troppo stretti per approntare modifiche radicali già nel corso della stagione.

A raccontarlo è Mohammed bin Essa Al Khalifa, sceicco del Bahrain che dal 2017 è presidente esecutivo e, ovviamente, azionista di riferimento attraverso il fondo sovrano Mumtalakat. Il difetto principale era di tipo aerodinamico, generando un'eccessiva resistenza all'avanzamento e causando la difficoltà nel mantenere un carico costante in curva. "Se lo avessimo scoperto ad aprile, avremmo avuto una vettura B. Ma era tardi", ha spiegato Al Khalifa.

E così, nonostante una partenza che sembrava promettere una svolta (dopo due GP la McLaren era terza nel Mondiale), si è manifestato via via un declino che ha portato a raccogliere appena quattro punti nelle ultime sette tappe. L'appiedato Stoffel Vandoorne e persino Fernando Alonso si sono trovati a lottare addirittura per il superamento del taglio in Q1. Senza il reset in classifica imposto alla rivale Force India dalla gara in Belgio, la scuderia britannica avrebbe chiuso il Mondiale in settima posizione. In ogni caso, è diventato chiaro come il passaggio dalla power unit Honda a quella Renault non sia stato il rimedio a tutti i mali.

Meglio guardare al prossimo anno: "Siamo fiduciosi, lo sviluppo della nuova macchina ci ha aiutato a capire cosa fosse sbagliato. Sappiamo perché non abbiamo potuto intervenire sulla vettura 2018, c'era un problema di base. Penso che lo abbiamo risolto", ha rassicurato Al Khalifa.

Secondo l'amministratore delegato Zak Brown, inoltre, ci sarà presto modo di raccogliere i frutti della riorganizzazione messa in atto: "Siamo sulla strada del recupero, ma fino a che non porteremo la nuova auto in pista il pubblico non potrà osservare i nostri progressi. Questo anno è stato il punto più basso". Secondo il manager americano, a pesare in passato era "la mancanza di concentrazione, dal consiglio di amministrazione in giù", si legge su El Mundo Deportivo. Uscito Alonso dal Circus, in Spagna l'interesse per la McLaren resta alto: ora tocca a Carlos Sainz.
TatuusTRIDENTWSKF4ItaliaF4 SpanishEurocup3G4RacingCampos RacingRS RacingCetilar